Ci sono attori che parlano dei ruoli come di trofei. Altri che recitano anche fuori dal set.
@simoneborrelli__ no. Con lui, le parole arrivano dritte, senza filtro. Non c’è costruzione, non c’è sovrastruttura. C’è solo una necessità autentica: essere se stesso, sempre. Attore e persona coincidono, e non per posa ma per ricerca continua. Non gli interessa piacere a tutti, né salire sul palco per mostrarsi. Gli interessa esserci. Essere presente nella scena, nella relazione, nella vita.
In un’intervista esclusiva a Virgilio Notizie, Borrelli ripercorre il suo percorso artistico e umano con una lucidità rara. Parla del ruolo di Mauro in ‘La preside’, in onda su Rai 1, come di un punto di svolta arrivato nel momento giusto. Ma soprattutto parla di sé, della responsabilità che sente quando indossa una divisa, di quanto abbia imparato vivendo quattro anni con la nonna, del valore della lentezza, della fatica, della dignità. Della sua idea di successo, che non ha nulla a che vedere con i riflettori.
È un dialogo profondo sul senso del mestiere, sull’importanza delle radici, sull’impatto che può avere un insegnante, e su quanto sia difficile – ma vitale – tenere separata la vita pubblica da quella privata. È anche una riflessione sul tempo, sul karma, sul perdono, e sul bisogno umano di sentirsi parte di qualcosa.
Simone Borrelli non si nasconde dietro personaggi: li abita solo dopo aver fatto i conti con se stesso. Ed è forse questo il suo modo di restare fedele alla parte più vera di sé.
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