Romadiffusa è un progetto di branding territoriale che mira a modificare la narrazione della capitale, troppo spesso percepita come statica e incapace di rinnovarsi, attivando il territorio e mettendo in rete le sue correnti dinamiche e creative.
L’obiettivo è spogliare Roma della sua percezione di città dal passato glorioso soltanto, mostrando la sua contemporaneità diffusa e variegata, le manifestazioni artistiche e culturali recenti non sempre visibili, i suoi angoli nascosti.
Per quattro giorni, periodicamente, accenderemo i riflettori su una diversa area della città, facendo rete tra cittadini, imprenditori, musicisti, ristoratori e artisti presentando contenuti inediti e non convenzionali: i ristoranti diventeranno luoghi di lettura, le chiese spazi espositivi, le botteghe artigiane e le case dei privati si apriranno al pubblico, le piazze e i vicoli ospiteranno istallazioni e performance itineranti, nei mercati si farà poesia, nei musei si farà musica.
Vogliamo evidenziare la retorica cui la nostra generazione è stata abituata, per giustificare la televisione spazzatura, la musica spazzatura e l’imbruttimento delle città. Ci siamo sentiti raccontare che questo è quello che vuole la gente, e perciò gli si da ciò che è profittevole. Al contrario, noi vogliamo dimostrare che se alle persone si offre il bello, il poetico, la qualità, saranno pronte ad accoglierlo e così si può generare un circolo virtuoso.
Il nostro esperimento è portare contenuti al pubblico in luoghi e situazioni in cui, normalmente non ne fruirebbe: un monologo al ristorante, un concerto di pianoforte in strada, musica sperimentale in una chiesa e molto altro.
#romadiffusa
In questi due giorni, e nei mesi precedenti per preparare l’edizione, San Lorenzo ci ha aperto case, aperto spazi, ci ha aperto l’anima e il cuore.
Pommidoro ha addirittura aperto la domenica, e non succedeva da 126 anni.
Il quartiere si è dato senza risparmiarsi, e noi ci siamo dat* al quartiere.
Vedervi ripercorrere i percorsi che avevamo tracciato con la mappa viola in mano, entrare in un posto dopo l’altro, instancabili, da mattina a sera, con il sorriso e il cuore aperti. Vedere artisti, artigiani, baristi, galleristi, osti, fotografi, performer, librai, il macellaio, raccontare spazi, opere, storie ancora e ancora; è stata un’emozione indescrivibile.
Romadiffusa vuole essere un contenitore e un attivatore di reti, spazi, bellezza, poesia, autenticità, umanità.
E non potevamo immaginare contenuto migliore di San Lorenzo.
Grazie.
Ph credits @valentiinaloconte@ludovicadesantis_studio
ROMADIFFUSA MEETS @pietroruffoartist
Per l’ultima edizione del Festival a San Lorenzo, Pietro Ruffo si racconta nel suo studio al Pastificio Cerere, dov’è approdato vent’anni fa da giovane studente di architettura.
Siamo alla ricerca di due tirocinanti curriculari che ci supportino per i prossimi 6 mesi nella creazione di contenuti visivi e nella produzione del Festival.
Trattandosi di un tirocinio curriculare, è necessario essere iscritt* a un corso di studi universitario.
Apply at [email protected]
Durante la scorsa edizione a @porterosse_sanlorenzo si è tenuta Brain Rot: un’installazione audiovisiva immersiva che esplora la decomposizione mentale causata dall’eccessivo consumo digitale.
In collaborazione con @studiocliche e con la musica di @nicosfkng e @canyfsound .
Scorri il carosello per scoprire di più.
Alcune immagini dell’ultima edizione di Romadiffusa a San Lorenzo.
Per due giorni, abbiamo acceso i riflettori sul quartiere come art district tra studio visit, mostre diffuse, performance, incontri con galleristi, artisti e curatori, e luoghi quotidiani del quartiere trasformati in piattaforme di sperimentazione temporanea.
Credits: @valentiinaloconte@ludovicadesantis_studio
Durante lo spin-off di Romadiffusa San Lorenzo, Numero Cromatico ha aperto i suoi spazi per condividere la propria ricerca con il pubblico, coinvolgendolo attivamente.
Con ANIMA RIBELLE, il pubblico è diventato parte integrante della performance: indossando simbolicamente la dedica al quartiere e posando all’interno dello studio, i partecipanti si sono trasformati da spettatori a soggetti di un’opera collettiva.
Tra le botteghe dei marmorari, la lecture performance di Gerolamo Alchieri ha portato nello spazio pubblico Poesie sulla fine, ampliando la riflessione sul linguaggio e le sue possibilità espressive.
Credits: @valentiinaloconte@ludovicadesantis_studio