Il viaggio è stato lungo una vita, ma ne è valsa sicuramente la pena. Grazie a Marcos y Marcos per avermi cambiato (la vita) almeno due volte. Ma forse sono state tre.
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Di tutti i post che in questi anni ho scelto di non scrivere, questo è l’unico che - se fossi in voi - vorrei leggere davvero. Vediamo di spiegare il perché.
“La Principessa Sposa”, di William Goldman, festeggia il 50 anniversario dalla sua pubblicazione per i tipi di Harcourt Brace & Jovanovich nel 1973.
Da ragazzino ho avuto la fortuna d’innamorarmi di questo libro che però - nella traduzione italiana - aveva un titolo diverso: “La Storia Fantastica”, come l’omonimo film con l’indimenticabile wrestler Andre’ the Giant.
Sono cresciuto in compagnia dei personaggi inventati da William Goldman e non potevo certo tirarmi indietro in occasione di un anniversario così importante.
Oggi, la casa editrice Marcos y Marcos - che pubblica in Italia il libro da quasi vent’anni - dà ufficialmente inizio ai festeggiamenti di questa ricorrenza con eventi e incontri dedicati a questo capolavoro della narrativa contemporanea.
Domani, per esempio, presso la Biblioteca CaNova Isolotto, alle ore 19, affronterò Marco Zapparoli in una “Sfida all’Ultima Parola” che spazierà da Florin a Venezia, mischiando le suggestioni de “La Principessa Sposa” con quelle de “Il Silenzio dei Gondolieri”, libro scritto e pubblicato da Goldman nell’81 con lo pseudonimo di Morgestern, il presunto autore originale del romanzo da lui soltanto “ridotto”.
Certo di sapere qualcosa che voi non sapete - oltre al fatto di non essere mancino - vi aspetto dal vivo per potervi raccontare piccole chicche a proposito del mio libro preferito.
E se per caso fosse anche il vostro, condividete questo post e rimanete nei pressi di questa pagina, nei prossimi giorni. Prometto che ne varrà la pena. #asyouwish #laprincipessasposa #marcosymarcos #theprincessbride #williamgoldman
“Questo è “Tango”, il pallone più bello del mondo. O per lo meno, viene considerato tale da tutti quelli che - ai tempi delle partite giocate per la strada a caccia di finestre da rompere - se lo trovavano miracolosamente tra i piedi come supplente dell’ingiocabile Super Tele. Anche i più estranei alla filosofia del calcio, con “Tango” tra i piedi, non potevamo fare a meno di sentirsi campioni veri, magari durante un dribbling particolarmente fortunato o dopo un tiro di collo pieno imbroccato per caso, sparato dritto nel sette di una saracinesca incrostata di ruggine sempre pronta a rispondere a tono, con l’immancabile ruggito di ferro scosso. “Tango” era il pallone ufficiale del Mondiale targato 1982 ma io, che all’epoca sapevo a malapena dove si trovasse la Spagna, non potevo immaginarlo. In casa mia il calcio era visto come uno dei grandi mali della società capitalista e Oreste, mio padre, non ebbe dubbi su quale fosse lo sport più adatto per il proprio primogenito, quando venne il momento di scegliere per il mio bene. Tutti sanno - oggi come allora - che il nuoto è uno sport completo.”
(Continua)
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@emilianogiannelli era già Rock quando - a diciotto anni - suonava la chitarra e correva lungo le pareti di cemento in barba alla forza di gravità. Oggi, sul crinale sbagliato dei Quaranta, ha un occhio micidiale.
Rock’n Rohl!
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@pierdomenico.baccalario scrive libri che parlano di rivincite, di vespe rosse, di matti e anche di calcio. Poi succede che un matto lo legge e - il libro - decide di finirlo proprio l’11 Luglio. E’ “La rivincita dei Matti”, edito da Mondadori. #bookonatree #larivincitadeimatti #enzobearzot #espana82 #mundial82 #pablitorossi #mondadorieditore