Con questo secondo appuntamento, la rubrica Dietro al piatto continua il suo percorso dentro le cucine e le storie degli chef. Dopo aver acceso i riflettori su chi guida brigate e ristoranti, il nostro
@andyroddickdani ha scelto di entrare nei percorsi personali, nelle traiettorie che portano alla costruzione di un’identità gastronomica.
Il protagonista è
@joseferrer89 oggi alla guida del
@cibleofirenze di Firenze. Nato a Rio de Janeiro, arriva alla cucina dopo un primo percorso nella biologia marina e un passaggio negli Stati Uniti, dove scopre quasi per caso il lavoro in cucina. Da lì prende forma una scelta che lo porterà a tornare in Brasile, studiare le proprie radici e poi attraversare nuovamente l’oceano per confrontarsi con la tradizione italiana.
A Firenze trova il suo equilibrio, tra Sant’Ambrogio e le cucine del Cibrèo, fino al ruolo attuale. La sua cucina tiene insieme memoria e movimento, con un dialogo costante tra cultura brasiliana e sensibilità italiana, arricchito da suggestioni orientali.
Nel suo racconto emergono elementi personali e professionali che si intrecciano: la tapioca legata ai ricordi d’infanzia, il churrasco come rito collettivo, l’importanza di un maestro incontrato all’inizio del percorso. E poi il lavoro quotidiano, fatto di ricerca, precisione e attenzione a ciò che resta invisibile nel piatto.
L’intervista completa è su Retrogusti.
Words
@andyroddickdani
Pics chef
@filipporosati_photo
Pics
@cibreo_firenze
@giuliopicchi