4 giorni di incontri, scontri, parole e persone durante il primo festival di Mamma Studio alla Design Week.
Abbiamo “invaso”
@osteriademocratica che ci ha accolti e travolti con un fiume di emozioni.
Abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo commossi e tutto è successo in modo spontaneo, un po’ disordinato, come succede nei bar quelli veri, dove le cose accadono senza bisogno di essere costruite.
È proprio lì dentro quel caos umano che abbiamo provato a fare una cosa semplice: portare comunicazione sensibile e farla vivere tra le persone nelle parole, nei silenzi, negli sguardi.
Grazie a
@santificio_events per il supporto e a
@robertosportofficial per aver dato forma a un progetto come il calcio balilla Queer “Non Solo Uomini Ma Donne”, che è stato molto più di un oggetto.
Grazie a
@gianlucagaru per la sua arte.
Grazie a
@laragionedistato , una delle community più interessanti e attive sul mondo del calcio moderno.
Grazie a
@marinobartoletti che con la sua cultura infinita ci ha riportati a un’idea di sport pensato, raccontato e vissuto oltre il tifo, e grazie a
@real_crudeli che con la sua fede viscerale ci ha ricordato quanto anche l’istinto sia parte del racconto.
Grazie a chi ha portato visioni, mondi, periferie e punti di vista diversi, che si sono scontrati e poi riconosciuti.
Grazie a
@pierpaolo_capovilla , un gigante capace di attraversare le fragilità e le fratture della società, come la semplicità potente di una canzone.
Grazie a
@raybanhoff che ha tenuto insieme le serate come farebbe chi sta dietro a un bancone e sa leggere le persone prima ancora delle parole.
Grazie a
@paoloproserpio all’etichetta Vento di Talento a
@martelli.jpg per la sua energia libera e a
@disco.sgualdrina per aver trasformato tutto in una scena viva.
Grazie a
@materazi.future.club per aver dato spazio a un momento inclusivo e condiviso.
E grazie al team di Mamma Studio a
@lauraagarbelli sempre presente e per il montaggio e a
@enricodesantiss per le riprese.
Usciamo stanchi ma pieni, più consapevoli che la comunicazione sensibile non è qualcosa da spiegare ma qualcosa che succede, che si sente, che resta e che per fortuna continua ad ammaliare tutti noi.
Grazie ❤️