Ray Banhoff

@raybanhoff

(Ei fu) Columnist @espressosettimanale Ora e sempre: Scrivo e fotografo gli eccentrici, gli inclassificabili. Sono: @bengala_newsletter . 👇🏻
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I NEED TO BE MYSEEELF. 100 copie di una fanzine con testi e foto miei, tema: i SUPERSOSIA (supersonici). Racconti gonzi e foto col flash. ⚡️🚀 La presento da @frabs_magazines milano il 17 Maggio alle 18,30 con @paoloproserpio (che l’ha resa magica) e @mannuccisoluomoragno (che tutti amiamo)
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2 years ago
Nel nuovo Bengala c’è un estratto del mio libro, uscito con @nfcedizioni Iscrivetevi, leggete, insomma fate voi
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2 years ago
Compitino per casa: Fate del vecchino pazzo al bar Degrado il vostro nuovo mito, della vostra ragazza la nuova Madonna, dei vostri figli i più spassosi intrattenitori. Smettete porcocane di chiedere a domicilio qualsiasi bene emotivo vi serva surrogato in: serie tv di stato, drammi di stato, problemi di stato. Non ascoltate mai nessun consiglio, non partecipate a rivoluzioni, non abbracciate cause e se lo fate traditele subito dopo. Siate liberi. Bengala, newsletter settimanale piena di libri, foto, spunti e paccottiglia è nella mail. Iscriviti per essere aggiornato sulle figate!💣❤️‍🔥
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3 years ago
Una foto che nella tragedia dà speranza. Gli uomini si riconoscono fratelli e intervengono. La politica immonda parla di tutto tranne che salute mentale, cura, prevenzione, disoccupazione, emarginazione ovvero i temi dietro a questa strage (per quello che sappiamo fino ad ora). Oggi la sfilata dei grandi nomi in silenzio coi volti tesi sui luoghi della cronaca. Domani è lunedì la vita ricomincia e tutti dovranno cavarsela da soli. Che a salvarci venga la fratellanza, come in questa scena, perché non ci servono il cordoglio e le lacrime di chi sta ai vertici, ci servono interventi radicali. Non si riesce ad ottenere il minimo figuriamoci qualcosa di radicale. Come cantava Emidio Clementi: ma io non ho speranza, io ho fede.
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8 hours ago
Don’t believe the media! Oh non siamo zombies. Ci siamo ancora. Col coltello tra i denti. Sabato mattina alle 9 torno con un numerone. Iscriviti. Link nelle stories. 🚀
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3 days ago
Siamo agli sgoccioli del tour di Degrado Paradiso ( @transeuropaedizioni ) e si saluta la Toscana al @il_progresso di Firenze con @joseph_martone_music e @lachutefirenze @bliffcomics Venite 🚀❤️ NON FATE I SOLITI FIORENTINI!!!!
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5 days ago
🍳🔪 Stiamo cucinando una gran festa di fine stagione! Venerdì 15 maggio al Circolo Arci Progresso Firenze Ingrediente #1: ‼️ Ray Banhoff presenta DEGRADO PARADISO ‼️ Ray Banhoff - insegnante di sostegno ma anche fotografo e giornalista per L'Espresso, Rolling Stone e Radio 105 - è autore di auto-pubblicazioni punk come: "Fie" (foto rubate di donne in strada a Milano) e "Canini". Ha scritto e fotografato i sosia di provincia con "Supersosia" (2025) e raccolto quelli di Vasco Rossi in ,"Vasco Dentro" (Crowdbooks, 2018). Per NFC Edizioni ha pubblicato un volume monografico nella collana Luminous (2021) e il suo primo romanzo: "Vita da autodidatta" "Degrado Paradiso" è un poema cut-up sulla provincia italiana: quarantenni senza rendita né gloria, ubriaconi, pittori, vecchi con la Sertalina, elettricisti. Frammento narrativo, ritmo orale, invettiva. Il testo è nato dove si svolge. Per anni Banhoff ha passato le pause pranzo ai tavolini, ha origliato, spiato, trascritto: gli amici avevano messo su famiglia, quelli erano i soli luoghi frequentabili. Quella postura — osservazione laterale, appartenenza negata e poi rivendicata — è ancora nel testo. La forma riflette il metodo: romanzo in versi, poema cut-up, performance orale. In collaborazione con @bliffcomics @arci.firenze @weareslowmusic Graphics @paoloproserpio
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10 days ago
I grandi scrittori non hanno tatuaggi, e sono decadenti solo nei libri, come me e Ray Banhoff, scrittore e autore della newsletter Bengala. Vi presento Ray Banhoff: un po’ Fabrizio De André, un po’ Charles Bukowski, un po’ Kurt Cobain; un po’ boomer, un po’ hipster, un po’ leggenda. Perché Ray, quando prende a scrivere, è davvero pericoloso: quasi meglio di Bukowski, o di qualsiasi poeta beat. Perfino James Joyce e Bob Dylan, a volte, se li beve. Dall'intervista di Vincenzo Profeta, solo su Nemesi, la newsletter del Nemico. Link in bio.
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15 days ago
4 giorni di incontri, scontri, parole e persone durante il primo festival di Mamma Studio alla Design Week. Abbiamo “invaso” @osteriademocratica che ci ha accolti e travolti con un fiume di emozioni. Abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo commossi e tutto è successo in modo spontaneo, un po’ disordinato, come succede nei bar quelli veri, dove le cose accadono senza bisogno di essere costruite. È proprio lì dentro quel caos umano che abbiamo provato a fare una cosa semplice: portare comunicazione sensibile e farla vivere tra le persone nelle parole, nei silenzi, negli sguardi. Grazie a @santificio_events per il supporto e a @robertosportofficial per aver dato forma a un progetto come il calcio balilla Queer “Non Solo Uomini Ma Donne”, che è stato molto più di un oggetto. Grazie a @gianlucagaru per la sua arte. Grazie a @laragionedistato , una delle community più interessanti e attive sul mondo del calcio moderno. Grazie a @marinobartoletti che con la sua cultura infinita ci ha riportati a un’idea di sport pensato, raccontato e vissuto oltre il tifo, e grazie a @real_crudeli che con la sua fede viscerale ci ha ricordato quanto anche l’istinto sia parte del racconto. Grazie a chi ha portato visioni, mondi, periferie e punti di vista diversi, che si sono scontrati e poi riconosciuti. Grazie a @pierpaolo_capovilla , un gigante capace di attraversare le fragilità e le fratture della società, come la semplicità potente di una canzone. Grazie a @raybanhoff che ha tenuto insieme le serate come farebbe chi sta dietro a un bancone e sa leggere le persone prima ancora delle parole. Grazie a @paoloproserpio all’etichetta Vento di Talento a @martelli.jpg per la sua energia libera e a @disco.sgualdrina per aver trasformato tutto in una scena viva. Grazie a @materazi.future.club per aver dato spazio a un momento inclusivo e condiviso. E grazie al team di Mamma Studio a @lauraagarbelli sempre presente e per il montaggio e a @enricodesantiss per le riprese. Usciamo stanchi ma pieni, più consapevoli che la comunicazione sensibile non è qualcosa da spiegare ma qualcosa che succede, che si sente, che resta e che per fortuna continua ad ammaliare tutti noi. Grazie ❤️
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15 days ago
Siamo noi, contro di loro. Vero? E allora come mai non succede niente? #1maggio
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16 days ago
Nella maggior parte dei casi la fortuna è un dio minore a cui si appellano i demotivati e i pigri. Non avendo fede in niente, essi sperano. Credendo alla statistica invece che al divino, la loro visione spirituale più ambita è quella che qualche potere ultraterreno conceda loro delle occasioni in cambio di? Di niente! Eccerto! Lo ha scritto il più grande poeta italiano degli ultimi trent’anni: «La fortuna la fortuna quando c’è, aiuta sempre gli audaci e mica me... Io che c’ho paura perfino che, che un giorno in testa mi cada, la luna..... o “di perdere te”!». Gli audaci, mica me. Articolo di @raybanhoff estratto dal n. 27 “Suggeriti per te”, leggilo su o sul cartaceo!
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18 days ago
Gatti che di giorno non vedo e per due sere di fila anche la volpe. Bellissimo. 🦊
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26 days ago