Mangio marmellata con il cucchiaio in legno trovato nella nuova casa in centro e ci siamo solo il silenzio ed io. Ogni tanto dell’acqua sgorga nelle tubature dentro le pareti come quando ti prendono i brividi lungo la schiena, come quando ti ho detto ti amo e poco dopo addio. Il materasso poggia per terra e continuo a chiedermi cosa potrei fare questa maledetta sera. Sono annoiato ma non riesco a mettere piede fuori di qui.
2 + 2 e la mia casa sta al 4, 4 come le mura che mi tengono in trappola. Sento caldo mentre fuori fa freddo, racconto infinite storie mentre dentro sto in silenzio, ti penso forte mentre forse non ci pensi..vorrei solo parlare con qualcuno di gentile
la nave sta salpando..VENEZIA!
..una mosca mi guarda mentre si sfrega le zampette, ci teniamo compagnia a vicenda, acqua stagna di pensieri mi da alla testa, vorrei fumare ma non posso, potrei pungerti ma non voglio, meglio farsi una passeggiata..
Carola as the Mother // お母さん
A poem by Patrizia Cavalli as a reflection.
Era questa la madre che volevo, scura e malinconica lontana dal mondo ansiosa. Parla poco e si mangia le parole. Cade qualche volta e si rialza in fretta. Era questa la madre che volevo, scura dolorosa zoppa e ho lottato contro le sorelle ho distrutto i fratelli perché era questa la madre che volevo, volenterosa ampia chiusa prigioniera. Non volevo altra madre che questa, capelli mal cresciuti che non trovano forma né pace, la copia trasandata di se stessa, sfatta di dolcezza, l’unico lusso era la sua fuga davanti allo specchio mentre si vestiva. Davanti allo specchio mentre si vestiva lo sguardo le si divaricava perduto in una immagine futura, la prima ladra in lei riconoscevo che mi rubava l’immagine sicura e la portava fuori e regalava quello che solo mio essere doveva
Patrizia Cavalli
Pics by
Alessia Gambone Studio
Carlo d’Angiolella
Raffaella de Luise