@arcade_q / @desueto ha realizzato il nuovo banner animato per il mio blog Cruising Collapse. Gli ho chiesto di ispirarsi alla scena da cui avevo ricavato il mio banner "artigianale", tratta dal videogioco del 1991 Monkey Island 2: LeChuck's Revenge, per riadattarla al concept del blog.
Il nome del blog prende spunto da Cruising Utopia di José Esteban Muñoz, un libro importante per i queer e performance studies. Muñoz sostiene che i movimenti queer e LGBT+ dovrebbero recuperare la fiducia nel futuro, lavorando alla costruzione di utopie nel presente attraverso la costruzione di comunità e la creazione estetica. Il cruising (la pratica gay di cercare contatti sessuali anonimi in luoghi appartati) diventa il metodo per recuperare frammenti utopici che le comunità marginalizzate producono per sopravvivere al loro presente di oppressione. Ma le utopie tornate di moda tra gli anni Novanta e Duemila si sono sgretolate velocemente. Oggi, nel collasso attuale, i soli legami affettivi e interpersonali non possono essere la risposta. Serve tornare a parlare in grande, ma la liquidazione delle utopie del Novecento rende difficile ricostruire una grande narrazione rivoluzionaria. Resta il metodo del cruising: non per consumare frammenti utopici immediati, ma per rimettere insieme i cocci della "Grande Narrazione".
Grazie a Lorenzo Q per la pazienza e per la creatività, il link a Cruising Collapse è come sempre in bio.
Lei ha fatto benissimo, mi creda, oggi è una buona giornata per lei. Sono delle decisioni che costano, lo so, ma noi intellettuali, dico noi perché la considero tale, abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino alla fine // Look at your watch now / You're still a super hot female / You got your million dollar contract / And they're all waiting for your hot track [so why do you pilot the eva]
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#crossroads #lifeforrent #womenonthevergeofanervousbreakdown #whatwasimadefor #whatyouwaitingfor #evangelion #fellini #gwenstefani #billieeilish #selfie #gayselfie #gay #gayanduseless #gayguy #sportswear #sportygay #men #gaymen #earrings #beardedmen
...e ancora primavera
[è sempre più difficile trovare scuse per spogliarsi nude, ho dovuto dribblare tra le citazioni di Gio Evans degli uomini gay per recuperare il cinema coreano, pregasi apprezzare lo sforzo]
Pop-up - exhibition: ABRAXXX The Ultimate Porn Magazine
By @abrax.asss (Davide Fossati)
Fotografie: @luca.santese e @marco.p.valli co- founder di @cesura_
Per @nnnaaammm__
Opening 31.01.2026
h 23:00 – 05:00am
ABRAXXX – The Ultimate Porn Magazine rielabora l’estetica della pornografia underground degli anni Settanta e Ottanta come strumento critico per esplorare desiderio, corpo e pulsione di morte nell’esperienza contemporanea. Ideato da Davide Fossati (Abraxass), il progetto intreccia cultura underground, esoterismo, letteratura e storia dell’arte, trasformando l’erotismo in linguaggio simbolico e concettuale. Immagini e testi, costruiti con rigore, indagano la sessualità come dimensione esistenziale, dall’infanzia alla consapevolezza della morte, invitando lo spettatore a uno sguardo attivo e partecipativo.
Il progetto dialoga con i lavori fotografici di Luca Santese e Marco P. Valli, fotografi e membri del collettivo Cesura, punto di riferimento della fotografia italiana contemporanea per la sua ricerca tra fotogiornalismo, documentario e sperimentazione artistica.
ABRAXXX si configura così come un dispositivo editoriale ibrido, in cui pornografia, arte contemporanea e fotografia critica convergono in un atto di resistenza estetica. Il progetto è dedicato alla memoria di Luna Angelini, artista e figura centrale nella vita di Davide Fossati, la cui assenza attraversa il magazine come traccia intima e radicale.
Testo e mostra a cura di: @mariolina_catani
Allestimento in collaborazione con @phlebas_
Ps: sarà possibile acquistare il magazine.
>>> per accedere alla mostra è indispensabile partecipare all’evento: NNNAAAMMM
@tank_serbatoioculturale
Grafiche: @gaetano_trovato
#photography #exibhition #clubbing #techno
exhibition: In the Name Goddess
Mostra Fotografica di @gioblonde_
(per NNNAAAMMM – Aware Safer Clubbing)
Opening 29.11.2025
h 23:00 – 05:00am
In the Name Goddess introduce nello spazio del club una soglia sensibile tra spazio pubblico e privato: immagini in bianco e nero, scattate a pellicola, che sospendono il flusso della notte e lo rendono poroso. Gio Blonde lavora sul concetto di “piega” di Georges Didi-Huberman: un’immagine che non si limita a fissare il reale, ma lo rivela nei suoi strati, nelle pieghe nascoste, nelle pieghe del tempo e della memoria. La grana diventa pelle, e la fotografia un contatto che rallenta lo sguardo e apre un campo di reciprocità tra rivelazione e nascondiglio.
In questa estetica della vulnerabilità risuona l’eredità di Nan Goldin: figure ritratte senza posa, fragili e non risolte, che invitano chi guarda a una postura di attenzione e prossimità. Nel contesto del club, dove il corpo è spesso performativo, questa fragilità diventa un atto politico, un richiamo alla cura reciproca e alla condivisione sensibile dello spazio.
Il titolo, In the Name Goddess, non invoca una divinità canonica ma un sacro intimo, incarnato, che emerge nelle crepe dell’esperienza. Queste fotografie mostrano che anche nella notte più densa esiste uno spazio per la delicatezza: un’apparizione silenziosa che attraversa la folla, percepita più nel respiro condiviso che nell’atto visibile.
È in questo spazio sospeso, dove la luce incontra l’ombra e la presenza diventa fragile e condivisa, che la “goddess” di Blonde trova il suo luogo: luminosa, intima, impercettibilmente vicina. La vita si mostra nel suo farsi più vulnerabile e autentico.
Testo e mostra a cura di: @mariolina_catani
Co-curatore: @phlebas_
>>> per accedere alla mostra è indispensabile partecipare all’evento: NNNAAAMMM
@tank_serbatoioculturale
Grafiche: @gaetano_trovato@wildromagna_2022
#photography #exibhition #clubbing #techno
So I've been posting very little lately, blog included, and the only thing I care dropping a couple of lines about is @skopjeprideweekend - which started yesterday and unfortunately I won't be able to join this year. Which is very unfortunate since 1. the festival hasn't received any public funding this year and 2. the theme @bodying_in_common , @mrufoman , @jovan_josifovski , @shpanska_bubica , @popova_bre_aman , @titogradska , @ivana_dragsic and all the wonderful people running the festival chose for this year is extremely important - YUGOQUEER. We're finally getting out of the late-XX-century suspended animation and the course of history seems to be running again; a fair amount of cultural and political identities and oppositions are falling apart revealing the underlying material interests - macropolitical powers eating smaller political entities by the pound to survive the overproduction crisis the international bourgeoisie, waging an international war against the working class (and against its most marginalised people first - a gay couple has been literally eviscerated and throat-cut last morning in Bologna; three trans women were assaulted and beaten up the previous night in Rome) as well as between each other. Storm gets closer and it's more important than ever to think about what our position as queer people is in the international working class, how are we linked to the group identities formed throughout the XX and XXI centuries, what went wrong and what can be saved about the historical experience of the global working class. My best wishes to the comrades in Skopje; keep the good work, hope to hug you all again soon.
Giovedì 7 novembre ci sarà il secondo momento comunitario al Pacì Paciana!
🕖 Dalle 18:00 baretto aperto e anticipazioni di vini di @viteinliberta
🕡 Alle 18:30 dialogo con Enrico Gullo ed Eliana Como sull’intersezionalità tra lotta queer e lavoro
🍲 Alle 20:30 cena con pasta e fagioli a 5€
Metropolis, pt. I // lo sprawl è un'eventualità concreta; la quantità di metalli arrugginiti accatastati per chilometri e chilometri e non si capisce quali magazzini quali tralicci quali ciminiere sono ancora attivi - immagina: una pianura padana che non finisce mai, solo che ci sono arbusti, un sacco di arbusti, e ruspe; entri, man mano entri, e da Newark si trasforma effettivamente in New York, e inizi a vedere grattacieli dietro accumuli di condomini di mattoni dietro magazzini; col NJ Transit passi dal cesso della storia all'Empire state building con l'arena da basket e i centri commerciali scintillanti, e poi con la subway verso il Queens, sospeso per aria in mezzo ai palazzi, si diradano di nuovo e torni piano piano all'ottocento, mattoni su mattoni. Brulica e lo senti di nuovo, quel desiderio di sparire nella folla - si scrive davvero per non avere un volto? Restar seduti, agitarsi nello stagno, oppure perdersi del tutto, nella corrente fredda dell'oggettività storica. The city's cold blood teaches us to survive. Just keep my heart in your eyes and we'll stay alive.
#newyork #travel #sprawl #metropolis #timessquareredtimessquareblue