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C’era una volta una favoletta che pensava a non pensare troppo, bisognava che s’improvvisasse tutto, era un gioco fatto di ritrovamenti spontanei quanto le perdizioni, ci si identificava con le erbacce che crescono sui tetti quando hai detto “noi dovremmo essere lassù” e invece eravamo laggiù.
C’era nel gioco quasi abbastanza coraggio per realizzare istantaneamente un volo, o la caduta
di un uovo aperto sulla via del triciclo, con dentro la vita morta d’ogni vita radice, ai piedi dell’albero scosso dal gran ridere, che il bosco circo in zona aveva aperto le porte e anche noi, con l’albero distratto, non c’eravamo accorti del mattino. Dopo il quasi volo quasi un’altro, verso casa, tutti a nanna, buonanotte