Che ricordi avete del 2015?
Nel nuovo libro di Slow News abbiamo provato ad elencare gli avvenimenti principali degli ultimi dieci anni, qui ci occupiamo del "primo anno" in esame: che significato hanno avuto per voi i fatti di cronaca, politica, costume e sport del 2015? Quali ritenete degli "spartiacque"?
E poi, nelle 100 pagine del volume, abbiamo approfondito dieci temi, legati ciascuno a un anno dal 2015 al 2025.
"Come passa il tempo quando ci si diverte" è in prevendita a prezzo speciale fino al 30 aprile, il link è in bio!
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𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐚𝐠𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐟𝐚𝐫 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨
Durante l'emergenza sanitaria del 2020 abbiamo imparato il significato di Triage: la scelta dolorosa di chi curare in base alle speranze di sopravvivenza. Oggi, davanti alla crisi economica e climatica, dobbiamo avere il coraggio di applicare lo stesso principio all'economia. Dobbiamo imporre un triage industriale.
𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨
Per anni ci è stato imposto il dogma delle aziende "troppo grandi per fallire". Giganti del petrolio, compagnie aeree e produttori di auto hanno beneficiato di salvataggi miliardari pagati con soldi pubblici, mentre la sanità e l'agricoltura venivano sacrificate. È ora di applicare la legge di mercato che queste stesse aziende sbandierano: lasciarle fallire.
𝐈𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Il denaro dei contribuenti deve creare lavori verdi e crescita sostenibile, non tenere in vita settori obsoleti e inquinanti. La domanda è politica: ha senso salvare le compagnie aeree prima della sanità? O ancora, ha senso finanziare i produttori di auto prima del commercio di prossimità?
𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢
Perché queste tesi hanno trovato spazio sul Guardian e quasi mai sui grandi quotidiani italiani? La risposta è nei consigli di amministrazione. In Italia, la proprietà dei media coincide con i vertici dell'industria automobilistica, fossile e bancaria. I giornali sono di proprietà dei settori che dovrebbero essere sottoposti a triage.
Siamo a un bivio. Continuare a finanziare un sistema estrattivo e predatorio significa consegnare le chiavi del futuro a una classe dirigente che ha già dimostrato di voler solo preservare il proprio privilegio.
Il Triage industriale non è solo una scelta economica, è un imperativo morale.
📕Prezzo scontato per le prime 50 copie ;)
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Il nuovo libro di Slow News è pronto per essere dato alle stampe!
Potete preordinarlo per tutto il mese di aprile, così costa di meno 😉
È una raccolta di articoli che abbiamo pubblicato nei primi dieci anni di vita di Slow News, dal 2015 al 2025, uno per anno: un decennio in cui abbiamo visto succederne a sufficienza da cambiare il nostro sguardo sul mondo.
Un volume di riflessioni per celebrare con ponderazione il nostro compleanno "tondo".
Il link per il preorder è nelle storie e in bio! ☝
𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔 𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗖𝗜 𝗦𝗜 𝗗𝗜𝗩𝗘𝗥𝗧𝗘
100 pagine, 12€ (ma sotto con gli ordini che poi diventano 15!)
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🚨 ONLINE ORA! MAESTRI DI NIENTE
Tra la Milano della “Vita agra” e i proiettili d’argento per la classe media. In questa puntata con Andrea Coccia @ndrccc esploriamo il confine tra il sabotaggio del sistema e la rivoluzione del fumetto indipendente.
In questo episodio:
• La Vita Agra (edizione @excogitaeditore ): Analizziamo la Milano del boom economico di Luciano Bianciardi, tra precariato intellettuale e il desiderio di far esplodere il “Torracchione”.
• @ratigher_sport & il controllo: Esploriamo il metodo “Primaomai” e la potenza narrativa di “Le ragazzine stanno prendendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra”.
• Silver Bullet: Il proiettile d’argento di Ratigher come metafora per colpire il cervello della borghesia produttiva.
• L’eredità dei Super Amici: Dal legame tra i membri del collettivo al ricordo indelebile del genio di Tuono Pettinato.
🎧 Ascolta ora su Spotify o guarda la puntata su YouTube! Trovi tutto al LINK IN BIO. 🚀
📍 Puntata registrata dal vivo presso la Biblioteca di Baggio @biblioteca_baggio
🗓️ SAVE THE DATE: La prossima puntata dal vivo sarà il 3 aprile alla Biblioteca Oglio di Milano con Sara del Dot!
@saradeldot@biblioteca_oglio@biblioteche_milano
#MaestriDiNiente #LucianoBianciardi #Ratigher #PodcastItalia #milano
Malattia, guerra, giustizia e silenzio: storie diverse che si intrecciano nel corpo di un soldato. Un uomo che diventa prova, aule dei tribunali che suppliscono alla scienza, territori che restano contaminati. L’uranio impoverito è più di un’arma: è un’eredità politica che in Europa dura da decenni.
𝐋𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨
Una nuova serie in tre puntate, a cura di @gab_cruciata
Link in bio: "Leggi le nostre Serie" 👆
Da oggi a domenica ci trovate al @bookpridemilano allo stand E44. Stamattina Elisa Macellari è in dedica con il suo fumetto “Il corpo giusto” scritto da @virginia.cataldi e pubblicato nel numero 16.
#larevue #giornalismo #fumetti
L’8 marzo del ‘79 le iraniane non stavano solo protestando contro un regime; stavano rivendicando il diritto di esistere in uno spazio pubblico che si stava chiudendo sopra di loro.
Quella resistenza non è mai finita. È il filo rosso che unisce le proteste di oggi alle piazze di ieri. Guardare all’Iran solo come a un attore bellico significa ignorare la lotta quotidiana di chi, dentro quei confini, cerca di immaginare un futuro diverso da quello deciso dai generali.
Rallentare significa questo: non farsi accecare dal lampo delle esplosioni e guardare chi quelle esplosioni le subisce, o le combatte restando umano.
I link alle foto di quelle proteste sono nelle storie e sul sito di Slow News (Cose che restano).
#iran #donne #8marzo #diritti #guerra
I media mainstream parlano con disinvoltura di attacco preventivo da parte di Usa e Israele sull’Iran.
Eppure il diritto internazionale (che purtroppo pare contare sempre di più “fino a un certo punto”), parlerebbe chiaro:
La Carta delle Nazioni Unite vieta l’uso della forza armata nelle relazioni internazionali (art. 2, comma 4); l’unica eccezione è la legittima difesa, prevista dall’art. 51, che si attiva a fronte di un attacco armato effettivo o imminente.
Non esistono queste condizioni, nel caso dell’Iran.
Il mondo è davvero cambiato rispetto all’ordinamento post Seconda Guerra Mondiale. E quando anche i mezzi di informazione si adeguano alla grammatica dei nuovi oligarchi internazionali, la trasformazione in peggio può dirsi compiuta.
#nowar #pace #guerrapreventiva #iran #giornalismo
In conferenza stampa a Sanremo, hanno fatto le pulci a @dargendamico per un presunto caso di pubblicità occulta, a cui il cantautorap ha risposto dicendo quanto è stufo (e in tanti con lui) dell’ormai trita e ritrita post verità. Se l’Ansa riprende un fotomontaggio della Polizia sugli scontri di Torino del 31 gennaio, senza controllarne l’autenticità, allora siamo messi male. Per fortuna che c’è ancora qualcuno, come Dargen, come @fanpage.it che ha pubblicato il video, e pure come noi (ve lo ricordate il Verification Handbook che abbiamo tradotto in italiano?) che alla domanda “vale tutto?”, risponde “EVIDENTEMENTE NO”
Qui il verification handbook: /progetti-speciali/handbook
#sanremo #dargendamico #ansa #fakenews #postverità
A @sanremorai un giornalista uomo ha detto a @bamboledipezza_band che "non è una società patriarcale, la nostra".
Fra i motivi addotti, c'è il fatto che a casa sua comanda la moglie.
Abbiamo messo insieme un po' di numeri e fatti sul giornalismo e le donne (per esempio: l'86% dei quotidiani diretto da uomini, il guadagno che per le donne è, in media, il 18% dei colleghi maschi) e sull'Italia in generale, usando dati ISTAT, di analisi dei media e il Global Gender Gap Index".
E poi, se vuoi andare oltre e farti gli anticorpi, c'è la serie di Slow News "Feminism(s): la rivoluzione è plurale".
Link nelle story e in bio.
Torna MAESTRI DI NIENTE live nelle BIBLIOTECHE!
Ci vediamo venerdì 6 marzo alle 19 alla biblioteca Baggio @biblioteca_baggio in via Pistoia 10 Milano.
Ingresso libero.
Ospite il mitico Andrea Coccia, @ndrccc giornalista e fondatore di @slownewscom e @larevueita
Vi aspettiamo per parlare di fumetti, film e ogni cosa bella che racconta una storia!
Quindi?
Ci si vede là ⭐️
Ps. Grazie al @biblioteche_milano per accoglierci sempre con amore e coccole ♥️
#maestridiniente #biblioteca #live #leggere #fumetti
𝑺𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒍𝒂 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒛𝒊𝒂, 𝒆 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐 (𝟐-𝟔 𝒇𝒆𝒃𝒃𝒓𝒂𝒊𝒐 𝟐𝟎𝟐𝟔)
Un documentario del 1999, un pamphlet del 1863, un libro illustrato del 2024, una finale olimpica invernale del 2002 e una parola che media e politica stanno usando come se fosse neutra, ma non lo è.
𝘾𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙨’𝙚' 𝘾𝙤𝙨𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖𝙣𝙤?
Quando Slow News è nato, nel 2015, era una semplice newsletter. All’epoca usciva ogni mercoledì, conteneva pochi link — massimo cinque — e suggeriva contenuti trovati in rete che spiegavano l’attualità, ma che non erano stati creati per scadere in fretta.
All’epoca, Slow News era una delle prime newsletter a pagamento del panorama giornalistico italiano. Nel corso degli anni, sia il panorama giornalistico italiano che Slow News sono cambiati molto.
Dal settembre del 2025, compiuti dieci anni, abbiamo deciso di riprendere l’idea originaria e farla su Substack, riprendendo i contenuti di una sezione del nostro sito a cui teniamo molto.
Si chiama Cose che restano e che ha come obiettivo di diventare un punto di appoggio per tutte quelle persone che non ne possono più di essere bombardati di contenuti che durano solo il tempo di un click.
Ogni giorno sul sito e ogni domenica via email.
Link vari in bio!