Celebriamo oggi la Giornata Internazionale dei Musei aprendovi le porte della nostra collezione, che dal 1913 raccoglie quadri, statue, strumenti musicali, gioielli, spartiti, bozzetti, figurini e memorabilia legati alla storia dell’opera e del nostro Teatro.
#WorldMuseumDay
🪶 Sulla genesi di Nabucodonosor (Nabucco) sappiamo che fu Bartolomeo Merelli quasi ad obbligare Verdi a prendere in considerazione il libretto di Temistocle Solera.
Il compositore infatti, dopo l'insuccesso di Un giorno di regno, voleva recidere il contratto stipulato con l'impresario. Solo a poco a poco si convinse a musicare quel testo, arrivando poi a dire: «Con questa opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica.»
In Museo abbiamo diverse testimonianze dei protagonisti che ruotarono intorno al titolo, tra cui il ritratto di Giuseppina Strepponi, prima Abigaille al Teatro alla Scala il 9 marzo 1842, che non a caso tiene in grembo proprio lo spartito di Nabucodonosor.
Happy #InternationalFamilyDay! 🐻
Le famiglie sono le benvenute nel nostro Museo con l’audioguida di Artoo e Violetta, che permette di ammirare le nostre opere d’arte guidati dalle parole dei bambini e delle bambine… ma non finisce qui!
Da quest’anno con l’App @artoobear , nello spazio dedicato al nostro Museo, i bambini anche a casa potranno continuare a conoscere, esplorare, giocare con l’arte condividendo l’esperienza con la propria famiglia.
➡️ Scaricala dall’App Store!
Si ringrazia @rolex
Partner ufficiale del progetto didattico multimediale del Museo
📚 Letture e note: Carteggio Verdi-Solera
La collaborazione con Temistocle Solera, la più antica tra quelle intrattenute da Verdi coi suoi librettisti, diede origine ad alcune tra le più importanti opere della sua fase di esordio e prima affermazione.
«Con quest’opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica.» disse Verdi su Nabucodonosor, ma la collaborazione con Solera riguardò anche I Lombardi alla prima crociata, Giovanna d’Arco, Attila e Oberto, conte di San Bonifacio.
Questa sera a Letture e note al Museo, a cura di Armando Torno, Nicola Badolato, autore del volume, ci parlerà di questo rapporto di interesse non solo artistico, ma anche documentale sulla vita sociale nell’Italia del Risorgimento.
Vi aspettiamo!
L'11 maggio 1946, ottant'anni fa, il Teatro alla Scala riapriva al pubblico con uno storico concerto diretto da Arturo Toscanini, tornato dagli Stati Uniti per l'occasione.
Quella sera il Maestro alzò la bacchetta per i rulli di tamburo de "La gazza ladra", il pubblicò si commosse durante la preghiera del "Mosè" di Rossini, il "Va, pensiero" verdiano, intonato dal coro istruito da Vittore Veneziani, fu accompagnato da un pianto generale e liberatorio.
Questi sono solo alcuni momenti di una storia che viene raccontata nella mostra fotografica "1946, la Scala rinasce", a cura di Pierluigi Panza su progetto grafico di Emilio Fioravanti, occasione per ripercorrere un processo che ha portato non solo alla ricostruzione del Teatro, dopo i bombardamenti alleati del 1943, ma anche a quella della Città e del Paese.
L’11 maggio 1946 Arturo Toscanini riapriva la Scala ricostruita dopo i bombardamenti della guerra. A ottant’anni da quel concerto, il Teatro dedica una serie di appuntamenti alla memoria di quell’evento.
Le celebrazioni iniziano il 9 maggio alle ore 15 nel Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” con l’inaugurazione della mostra “1946, la Scala rinasce – La ricostruzione del Teatro, della Città, del Paese”, curata da Pierluigi Panza e prodotta dal Museo Teatrale alla Scala. Fotografie, documenti e materiali d’archivio raccontano il percorso dai bombardamenti del 1943 fino al ritorno di Arturo Toscanini per il concerto dell’11 maggio 1946.
L’inaugurazione è accompagnata da un incontro di studi moderato da Raffaele Mellace con Fortunato Ortombina, Pierluigi Panza, Mauro Balestrazzi, Fernanda Giulini e Harvey Sachs.
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On 11 May 1946 Arturo Toscanini reopened La Scala after its reconstruction following the wartime bombings. Eighty years after that concert, the Theatre dedicates a series of events to the memory of that occasion.
The celebrations begin on 9 May at 3 pm in the Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” with the opening of the exhibition “1946, La Scala Reborn – The Reconstruction of the Theatre, the City and the Country”, curated by Pierluigi Panza and produced by the Museo Teatrale alla Scala. Photographs, documents and archive materials retrace the path from the bombings of 1943 to Arturo Toscanini’s return for the concert of 11 May 1946.
The opening is accompanied by a study conference moderated by Raffaele Mellace with Fortunato Ortombina, Pierluigi Panza, Mauro Balestrazzi, Fernanda Giulini and Harvey Sachs.
💿Dischi e tasti: Cromatismi.
Il cromatismo, inteso metaforicamente come differenza di “colori” e non solo come movimento cromatico musicale, sarà protagonista questa sera del penultimo appuntamento con Dischi e tasti, a cura di @klaviermusikant .
Con @francescoangelico_ , violoncello, e Giulia Russo, pianoforte, andremo alla scoperta del sottile fil rouge che lega tre compositori, Pilati, Casella e Debussy, tra dinamiche e flussi sonori che provengono dalla stessa sorgente di ispirazione musicale.
A più tardi!
✏️ Happy #WorldDrawingDay con questo speciale schizzo realizzato da Maria Malibran in persona!
Si tratta, come riporta l'annotazione sul foglio conservato nel nostro Archivio, del figurino di Adina dell'Elisir d'amore "improvvisato" dalla Malibran, costume che effettivamente la cantante indossò per la recita scaligera del 27 settembre 1835.
👑 100 anni di Turandot!
Il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini, il pubblico della Scala di Milano assistette alla prima rappresentazione dell’ultima opera di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni: l’incompiuta Turandot.
Quella sera la rappresentazione venne interrotta a metà del terzo atto, ovvero dopo l’ultima pagina completata dall’autore, per volontà di Toscanini, che si sarebbe rivolto al pubblico con le celebri parole: «Qui finisce l’opera, rimasta incompiuta per la morte del Maestro».
Il Museo conserva diverse testimonianze dello spettacolo, tra cui questi bozzetti, figurini e la locandina di quella storica prima rappresentazione.
Si ringrazia @rolex
Main Partner e Orologio Esclusivo del Museo teatrale alla Scala
📕 In occasione del #WorldBookDay, vi mostriamo uno dei preziosi volumi custoditi all’interno della nostra Biblioteca “Livia Simoni”: si tratta dell’«Edizione di lusso in carta distinta con ritratto dell’Autore e colle scene dell’Opera disegnati da G. Gonin» di Don Carlo appartenuto a Giuseppe Verdi, regalato al compositore dal suo editore Tito Ricordi.
Si ringrazia @rolex
Main Partner e Orologio Esclusivo del Museo Teatrale alla Scala
🪷 L'opera di Claude Debussy, al debutto questo sera in Teatro, approdò per la prima volta sulle scene italiane, in lingua italiana, il 2 aprile 1908 alla Scala grazie ad Arturo Toscanini che decise di sostituire il già previsto Paolo e Francesca di Mancinelli per un titolo oltremontano.
Ci pensava già da tre o quattro anni, da quando a Bologna aveva guardato la partitura appena pubblicata da Fromont, e aveva scritto a un amico:
«Ha guadagnato tutta la mia simpatia il francese Debussy col suo Pelléas et Mélisande. Al primo cimentarsi con lui si rimane disorientati, ma poi entrati un po' familiarmente a discorrere la sua lingua e dell'ispiratore suo, Maeterlink, si finisce col rimanere affascinati.»
🖼️ Figurini di Caramba, 1925.
Nel #WorldHeritageDay celebriamo il patrimonio custodito nel nostro Museo, dove ogni locandina, ogni quadro, ogni cimelio è fatto di storie e di emozioni che attraversano il tempo.
Un’eredità che attraverso strumenti musicali, dipinti, busti, documenti ci parla di secoli di storia musicale e teatrale della Scala e non solo: racconta le radici della nostra identità culturale.