Oggi ha chiuso la macelleria storica sotto casa. Dopo 46 anni.
Un’altra serranda abbassata. Un altro pezzo di Milano che se ne va, nel solito silenzio.
Un’attività vera, familiare, costruita con fatica e qualità. Spazzata via da una città che non premia più chi lavora, ma chi può permettersi di perdere soldi o sfruttare le falle del sistema e la gente.
Milano è diventata una vetrina senz’anima. Affitti folli, tasse asfissianti, burocrazia suicida: i piccoli chiudono, le catene si moltiplicano. I negozi aprono oggi e chiudono domani, mentre resistono solo i colossi con flagship store col bilancio in rosso e i soliti locali low-cost che tagliano tutto: stipendi, sicurezza, rispetto delle regole.
Fateci caso: al posto della macelleria adesso ci trovi tre kebabbari, quattro centri estetici tutti uguali e un minimarket h24. Lavoro sottopagato al limite dello sfruttamento, rifiuti mal gestiti, odori spesso terribili, plastica a volontà. Ma nessuno dice nulla: tanto la plastica usa e getta dà fastidio solo se la usano gli italiani.
Gli stessi che vanno in piazza a sventolare bandiere per l’ambiente, poi fanno la fila per un kebab a 8 euro avvolto nel cellophane. E si indignano se il bar sotto casa chiede 15 euro per un pasto vero, perché “non rientra nei buoni pasto”.
Milano è diventata una città dove tutto si misura in scontrini, margini e rendite. Dove chi crea valore viene soffocato, e chi sfrutta il sistema viene premiato. Dove ogni giorno perdiamo un pezzo di identità, di dignità, di umanità.
Milano non è più dei milanesi. E se continua così, non sarà più nemmeno una città italiana.
Serve una riflessione vera, non i soliti slogan. Serve una politica che difenda il commercio di prossimità, che blocchi la follia degli affitti, che smetta di vendere la città a chi la svuota.
Perché senza le botteghe, senza chi ci ha messo l’anima per decenni, Milano non sarà più una città. Sarà solo un set. Vuoto. Finto. Per turisti distratti e investitori senza volto.
Solitudine e pazienza: il pescatore attende mentre il mare racconta la sua storia.
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Non sembra apprezziate queste foto ma rivederle e postarle mi ha riportato ad un viaggio davvero incredibile, ricordando quei posti magici, dove si percepisce scorrere nelle persone, nelle foreste e tra questi resti di pietra ordinatamente sparsi, un’energia antica ancora potente, lontana ma allo stesso tempo sorprendentemente vicina