“Ho una casa incastrata tra le spalle” è finalmente fuori🧡
e io spero che raggiunga chi come me, a volte ha sentito di non appartenere a niente. Spesso ci siamo sforzate tantissimo di sentirci parte e di proteggere un castello che magari era invece in rovina già da tempo. Chi poteva saperlo.
Eppure ci vedo ancora andare in giro, nonostante quel bagaglio. Ci vedo trovare la nostra voce mentre vaghiamo e diventare serenamente il nostro posto nel mondo.
“Ho una casa incastrata tra le spalle” è stata scritta da me
composta da me e @francesco_omake
prodotta da @francesco_omake
mixata e masterizzata da @mattiasalvadori
e adesso puoi ascoltarla grazie a @stage.one.music e @theorcharditalia che son parte di questa nuova avventura 🙏
Il primo pezzo che pubblico di ogni nuovo lavoro
è sempre il primo che scrivo.
Per me è come fermare su carta una consapevolezza importante a cui sono approdata e da cui in poi procedere solo in avanti, senza più tornarci su.
Anche “Ho una casa incastrata tra le spalle” è stata quella consapevolezza. È una valigia che non riesco a nascondere e che non voglio più rifiutare, ma posso accettarla come una sola parte di un quadro più ampio che è la mia identità intera e autonoma.
Senza percepire quell’unica parte come scusa totalizzante per autosabotarsi, perché a volte anche l’autocommiserazione
diventa un posto comodo.
E io non voglio più restare lì, voglio fare, dire e scrivere altre cose.
Sto già andando avanti e molte cose le ho scritte già :)
per questo tra poco ve ne faccio ascoltare una nuova 🧡
Oggi è un anno che non vedo una persona importante della mia vita.
Già quell’ultima volta non ci vedevamo da tempo, perciò sapevo che tra noi ci sarebbe stato un certo distacco.
Ma con sorpresa, mi resi conto che mi andava bene così.
Era la distanza giusta per sentirmi a mio agio, per condividere una giornata serena.
Arrivate al momento dei saluti, si avvicina e passandomi un’audiocassetta dice “questa è tua”.
La cassetta, di cui non ricordavo l’esistenza fino al momento prima, aveva la copertina colorata e i titoli dei brani registrati erano stati scritti a mano, un tempo erano stati suonati per la me bambina.
Sul retro c’era scritto il mio nome vero, e per la prima volta dopo tanto tempo ho pensato che quel nome fosse davvero il mio.
In quel momento sento di aver voluto di nuovo bene al mio nome e non ho più provato rancore verso la mia casa incastrata tra le spalle.
Oggi la cassetta è sulla mia scrivania
e un giorno avrò il coraggio di ascoltarla.
“Ho una casa incastrata tra le spalle” compie la sua prima settimana e io sono grata anche e soprattutto a lei, perché scrivere questa canzone mi ha costretto a fare chiarezza dentro.
E fare chiarezza, per me ha significato demolire e affacciarmi su cose nuove che temevo, e su cui invece amo fare pratica e impegnarmi oggi.
Cose che passo dopo passo sento rappresentare sempre più solo me, cose finalmente slegate dalla valigia.
Venerdì è uscita “Ho una casa incastrata tra le spalle” e nelle sue prime 24h è successo qualcosa che non mi aspettavo.
Ricordo che quando ho scritto il testo erano le 2 di notte, perché prima di scrivere aspettavo che in casa tutti dormissero.
Quel bisogno di spazio mi ha fatto sentire spesso scomoda, in colpa, e piena di sensazioni che sarebbero state incomprensibili a tutti, tranne che a me.
Poi è uscita questa canzone. Di colpo mi sono sentita abbracciata da un mare di persone e tutte mi gridavano forte “ti ho capita anch’io!”. 😿
E dentro me è cambiato più di qualcosa, e per questo vi ringrazio davvero davvero tanto, vi voglio benissimo 🧡
Continuate a portare con voi questa canzone.
Ho scritto una canzone triste perché quando lo sono davvero mi riempio la bocca di finti sorrisi e giri di parole per nascondermi, spendendoci esagerate energie. Poi un giorno mi son costretta a farmi una domanda, l’ho riportata in caps lock su un post it e attaccata al muro dove potessi leggerla sempre
“Credi che chi ti conosce davvero non abbia capito come sei?”
Ed ecco, da lì sono nate le mie nuove canzoni. Nonostante le maschere, il bagaglio che ci portiamo dietro non sarà mai invisibile, ci ha segnato ma ci ha anche portato a reagire e crescere.
Quindi perché vergognarsene?
La prima canzone di questo nuovo percorso vuole cantare forte proprio questo.
Per me, e per chi avrà bisogno di farlo insieme 🧡
ma poi non mi hai visto.
e allora sono stata in giro,
per conto mio
in giro.
ed é stato così bello. ho scoperto cose nuove.
poi mi sono seduta alla scrivania
e ho cominciato a scriverle
Mi ricordo che una volta durante i primi giorni di scuola ci fu chiesto di utilizzare un aggettivo per presentarci, e io ricordo che scelsi l’aggettivo “disponibile”. La reazione del mio interlocutore fu “bene, allora se avete un problema andate da Francesca e saprà ascoltarvi”. Questo ricordo, la parola che pronunciai, oggi gela la me adulta, perchè già spiegava.
Cercare di spostare l’attenzione da sè quando la domanda è rivolta a noi spiega, immaginare di meritare amore finchè sei utile e rispondi bene a qualsiasi colpo, ferisce la nostra natura, e ci incastra.
Missey è stato il bellissimo mondo, l’entità che mi son costruita in uno studio e con un microfono cheappissimo (che uso ancora lol). Eppure quella disponibilità nel tempo è diventata cercare di essere sempre presente, accondiscendente, nel momento e nel contesto giusto, con l’aspetto giusto.
Lo scorso anno poi ho scoperto un tempo nuovo per me, ho cambiato posti, provato cose diverse e nel farlo ho sentito che qualcosa si stava rompendo: forse era arrivato il momento di cercare i miei luoghi e ritmi giusti.
Cercando questi luoghi, ho trovato Francesca.
E quando ho riscoperto Francesca, ho deciso che questa volta sarei stata disponibile con lei :)
Per questo motivo, la nuova musica che ascolterete, da oggi in poi sarà la musica indipendente di @francescasevi.it 🧡