Da quando ho messo una poltrona
nell’angolo della mia stanza
mi siedo e vedo
la mia adolescenza.
le sue scritte, gli adesivi, i graffi sul parquet.
Osservo la mia camera
e questa
torna cameretta.
Gli aerei stanno al cielo
come le navi al mare,
come il sole all’orizzonte la sera,
come è vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla
dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri
col bicchiere nella mano.
Chi di voi l’ha vista partire
dica pure che stracciona era,
quanto vento aveva nei capelli,
se rideva o se piangeva,
la mattina che prese il treno
e seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi
giocando a carte col suo destino.
Ora i tempi si sa che cambiano
passano e tornano tristezza e amore,
da qualche parte c’è una casa più calda,
sicuramente esiste un uomo migliore,
io nel frattempo ho scritto altre canzoni
di lei parlano raramente
ma non è vero che io l’abbia perduta
dimenticata come dice la gente.