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Ogni giorno in tutto il mondo succedono innumerevoli cose e visto che si dice spesso che le immagini valgono più di mille parole, abbiamo deciso di lasciare al potere della fotografia il compito di raccontare alcuni tra gli avvenimenti più importanti dell’ultima settimana. 1. Palestina - Un murales raffigurante il calciatore Lamine Yamal che sventola una bandiera palestinese durante i festeggiamenti del Barcellona. 2. Messico - Bambini giocano arrampicandosi sul muro di confine con gli Stati Uniti durante le celebrazioni della Festa della Mamma a Plavas de Tijuana. 3. Cina - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping alla cerimonia di benvenuto a Pechino. 4. Ucraina - I soccorritori lavorano in un edificio residenzile parzialmente distrutto a seguito degli attacchi di droni e missili russi a Kiev. 5. Libano - Alcuni soccorritori trasportano le bare di due membri della protezione civile uccisi nei raid aerei israeliani a Nabatieh. 6. Mali - Un soldato del Fronte Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (FLA) cammina all’interno di un edificio danneggiato a Kidal. 7. Inghilterra - Una protesta animalista a Londra per chiedere al governo il divieto delle gabbie attrezzate per le galline.
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21 minutes ago
Il salvataggio di un cucciolo di ippopotamo rimasto orfano al progetto per salvare gli habitat del giaguaro. Dal nome più giusto per la sindrome dell’ovaio policistico alla cultura che allunga la vita. Dal divieto di fumo a Rimini ai benefici delle città 30. Di notizie positive, oggi, ne abbiamo bisogno come l’ossigeno. Ci ricordano come sulla Terra accadano ogni giorno cose meravigliose, anche se spesso rimangono nascoste. Queste sono solo alcune di quelle accadute nell’ultima settimana con un denominatore comune un impatto positivo, dal più piccolo al più grande, su persone e ambiente. E soprattutto mostrando che il cambiamento sta già accadendo, ci fanno respirare e ci danno il coraggio di reagire. Qual è quella che vi ha colpito di più? Raccontatecelo nei commenti. ✍️ @camillasoldati
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1 day ago
C’era anche Monica Montefalcone tra le cinque persone morte il 14 maggio durante un’immersione alle Maldive. Professoressa dell’Università di Genova, ha dedicato la sua vita allo studio e alla tutela degli ecosistemi marini, trasformando la passione per il mare in ricerca, divulgazione e impegno concreto. Dopo la laurea in Scienze biologiche, ha concentrato i suoi studi sulla Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per la salute del Mediterraneo e oggi sempre più minacciata da inquinamento, pesca e ancoraggi. Negli anni ha lavorato su numerosi progetti dedicati alla protezione del mare, dal monitoraggio degli effetti della crisi climatica sugli habitat costieri alla rimozione delle reti da pesca abbandonate con il progetto GhostNets. Con la Water Defenders Alliance di LifeGate aveva messo a disposizione competenze scientifiche e capacità divulgative rare, riuscendo a raccontare il mare con rigore ma anche con meraviglia. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità scientifica e in chi ha avuto la fortuna di lavorare accanto a lei.
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2 days ago
Mare pulito, servizi efficienti, tutela dell’ambiente e attenzione alla qualità della vita: sono questi i criteri che hanno portato all’assegnazione delle nuove Bandiere Blu 2026. Un riconoscimento internazionale che ogni anno premia le località costiere più virtuose d’Italia e che, ancora una volta, racconta un paese sempre più attento alla sostenibilità del turismo. Le spiagge premiate non vengono scelte solo per la bellezza del mare. A fare la differenza sono anche la gestione dei rifiuti, la depurazione delle acque, la mobilità sostenibile, la sicurezza, l’accessibilità e i servizi per residenti e visitatori. Dietro ogni Bandiera Blu c’è quindi un lavoro continuo delle amministrazioni locali per proteggere il territorio e migliorare la qualità ambientale. Dalla Liguria alla Puglia, passando per Toscana, Calabria e Sardegna, crescono le località che investono in un modello turistico più responsabile. Un segnale importante, soprattutto in un momento in cui il cambiamento climatico e l’overtourism stanno mettendo sotto pressione molte coste italiane.
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2 days ago
Cambiare un mondo che canta senza perdere leggerezza. @mariaantoniettabambi e @colombre_giova , protagonisti dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, in occasione di LifeGate LIVE, l’evento in collaborazione con #TodayatApple, ci raccontano la loro visione del territorio e della vita lenta, e di come attraverso la musica si può parlare del nostro pianeta e delle sue continue trasformazioni. 📹 Puoi rivedere l’intero intervento ora sul nostro canale YouTube o nel link in bio!
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3 days ago
Ogni anno ILGA Europe, la principale organizzazione per i diritti lgbt in Europa, pubblica la Rainbow map: una classifica di 49 paesi europei basata su leggi e politiche che riguardano le persone lgbtqia+. Si valutano 76 criteri (dalla protezione contro le discriminazioni al riconoscimento delle famiglie, dalla libertà di assemblea ai diritti delle persone trans e intersex) e ogni paese riceve un punteggio da 0 a 100. Quest’anno la novità principale è in cima: la Spagna è al primo posto per la prima volta, con un punteggio dell’89%, superando che Malta che guidava la classifica da dieci anni. Si tratta di un risultato legato alle riforme concrete degli ultimi anni: ha approvato leggi e piani d’azione per l’uguaglianza e ha rimosso le identità trans dalla lista delle patologie riconosciute dal sistema sanitario. In fondo alla classifica ci sono Russia e Azerbaigian, entrambi al 2%, mentre la Turchia è al 5. L’Italia si trova al 36esimo posto su 49, con un punteggio del 24%, scendendo di una posizione rispetto all’anno scorso. Il rapporto segnala che il governo nazionale continua a bloccare attivamente le protezioni introdotte da regioni e tribunali locali, e che la nuova legge sulla sicurezza, con le sue restrizioni sulle manifestazioni, introduce nuovi rischi anche per gli eventi pubblici lgbt. In generale, la media europea è del 43%, quella dei paesi nell’ulnione del 52. L’Italia, con il 24%, è tra i paesi dell’Unione con il punteggio più basso, simile a Lituania e Ungheria, e appena sopra Polonia, Bulgaria e Romania. La vicedirettrice dell’Ilha Katrin Hugendubel ha affermato che “la prima posizione della spagna è un forte esempio di quello che diventa possibile quando un governo fa scelte intenzionali per fare avanzare l’uguaglianza, piuttosto che frenarla”.
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3 days ago
Ogni anno enormi quantità di plastica finiscono nei mari, dove si frammentano in microplastiche, si accumulano lungo le coste o entrano nella catena alimentare marina. Intercettare questi rifiuti prima che si disperdano in mare aperto è uno dei modi più concreti per limitarne l’impatto. A Genova, presso @mga_marinagenova , abbiamo installato Aqualis, un dispositivo progettato da @aqualis_project per raccogliere rifiuti galleggianti, microplastiche fino a 1,6 millimetri e perfino oli e idrocarburi direttamente nei porti. Il sistema aspira i primi centimetri d’acqua superficiale e trattiene i materiali inquinanti attraverso un cestino filtrante e una spugna assorbente riutilizzabile più di 200 volte. Non è una soluzione definitiva al problema dell’inquinamento marino. Ma è uno strumento concreto che può aiutare a contenere la dispersione di plastica e sostanze inquinanti nei nostri mari. 🌊 Sapevi che LifeGate ne sta installando tantissimi in tutti i porti di Italia grazie alla Water Defenders Alliance?
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4 days ago
Il mantra che ci accompagna in fatto di shopping è: comprare meno, comprare meglio. Ecco altri brand per la nostra selezione periodica di marchi eco-conscious e attenti alle persone, ai materiali e ai processi produttivi. Dai filati certificati alle lavorazioni artigianali, fino al recupero di tecniche tradizionali e all’utilizzo di materiali innovativi: sono tanti gli aspetti che teniamo in considerazione quando parliamo di moda sostenibile. @ibeliv_official è un brand di accessori fondato in Madagascar che valorizza il savoir-faire locale attraverso creazioni in rafia naturale realizzate artigianalmente da oltre 4.000 artigiane. @theworldofzazi collabora con più di 1100 artigiane provenienti da tutto il mondo per dare nuova vita a tecniche tradizionali e ancestrali attraverso capi contemporanei e ricchi di identità. @stateofmindoslo è un brand norvegese che ha realizzato una capsule in Q-NOVA® by Fulgar, una fibra rigenerata ottenuta attraverso un processo meccanico a basso impatto ambientale. @poesiedreamwear realizza capi artigianali in cotone organico proveniente da cooperative locali del Burkina Faso, utilizzando tessuti creati su tradizionali telai a pedale a Ouagadougou. @mijo.milano.eyewear produce occhiali da sole e da vista in legno di Sorrento trasformato in un metamateriale organico flessibile, lavorato senza componenti metalliche interne e trattato con oli vegetali anallergici. @outrails_ sviluppa capi tecnici per l’outdoor ad alte prestazioni in lana 100% Merino proveniente da allevamenti selezionati e certificati ZQRX in Nuova Zelanda. @amorymezcalofficial utilizza materiali raw e lavorazioni artigianali per realizzare accessori in paglia toquilla, fibra naturale originaria delle coste dell’Ecuador nota per leggerezza e resistenza. @anima_di_foglia è un brand toscano che realizza a mano capi in materiali naturali tinti ed eco-stampati utilizzando piante, fiori e radici. @spazioif è una realtà siciliana che produce localmente al fianco di artigiani del territorio e reintegra ogni scarto in nuove creazioni, come nella linea Sfrido dove i ritagli diventano pattern unici. ✍️ a cura di @ilariachiavacci
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4 days ago
Ad oggi l'esplorazione spaziale è fondamentale per l'essere umano soprattutto per combattere i cambiamenti climatici. Basti pensare che i primi movimenti ambientalisti degli anni 60 partirono da delle immagini spaziali. Ce lo ha raccontato @matteomiluzio in occasione di LifeGate LIVE, l’evento in collaborazione con #TodayatApple. 📹 Puoi rivedere l’intero intervento ora sul nostro canale YouTube o nel link in bio!
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5 days ago
Nelle quattro regioni padane (cioè Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), l’inquinamento deriva anche dagli allevamenti intensivi. Il nuovo report di @greenpeace_ita mappa per la prima volta le emissioni di ammoniaca e gas serra di bovini, suini e avicoli in tutti i comuni dell’eco-regione padana.    Qui, si concentra il 60% dei bovini e degli avicoli italiani e oltre l’80% dei suini. Sono soprattutto i bovini a pesare: responsabili del 65% delle emissioni di ammoniaca e dell’84% di quelle di gas serra. Proprio, l’ammoniaca merita un po’ di attenzione. Questa sostanza viene emessa dalla gestione dei reflui, cioè gli scarti liquidi e solidi (oltre che dall’uso di fertilizzanti azotati) generati dagli animali allevati: nel 2023, circa il 73% delle emissioni di ammoniaca prodotte dal settore agricolo derivava proprio dagli allevamenti, per un totale di 254mila tonnellate di ammoniaca a livello nazionale    Le province peggiori sono Brescia, Cremona e Mantova. Brescia da sola genera il 14,9% dell’ammoniaca e il 15,3% dei gas serra dell’intera pianura. A livello comunale, Fossano (Cuneo) guida per l’ammoniaca, Reggio Emilia per i gas serra. L’impatto non riguarda solo le campagne: uno studio europeo ha rilevato che città come Milano hanno concentrazioni di ammoniaca tre-quattro volte superiori a Londra o Madrid, a causa della vicinanza agli allevamenti. L’ammoniaca può trasformarsi in particolato fine, lo stesso che nel 2023 l’Italia ha registrato 43.083 morti legate all’inquinamento da PM2.5, il dato più alto in Europa secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente.
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5 days ago
Una ricerca pubblicata il 15 aprile lancia un allarme sulla stabilità di uno dei sistemi oceanici più importanti del pianeta. La circolazione atlantica meridionale, nota con l’acronimo Amoc, è significativamente più vicina al collasso di quanto si pensasse.    L’Amoc funziona come un enorme nastro trasportatore: porta acqua calda dai tropici verso il nord Atlantico e l’Europa, poi la restituisce in profondità verso sud. È quello che rende il clima europeo mite rispetto ad altre zone alla stessa latitudine. Era già noto che oggi è al suo punto più debole da 1.600 anni. Ma la nuova ricerca aggiunge un dato preoccupante: i modelli climatici che prevedono il rallentamento più drastico dell’Amoc sono anche quelli più accurati nel descrivere la realtà attuale. Il che significa che le proiezioni pessimistiche sono quelle giuste.    Stefan Rahmstorf, del Potsdam Institute for Climate Impact Research, ha definito il risultato “molto allarmante”. E ha aggiunto che la situazione reale è probabilmente anche peggiore delle proiezioni, perché i modelli non includono ancora l’acqua dolce che proviene dallo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, che diluisce la salinità dell’oceano e rallenta ulteriormente la circolazione.    Le conseguenze di un collasso sarebbero gravi: inverni estremi in Europa occidentale, siccità estive, innalzamento del livello del mare tra i 50 e i 100 centimetri lungo le coste atlantiche, e uno spostamento delle fasce di pioggia tropicale da cui dipendono centinaia di milioni di persone per l’agricoltura.
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6 days ago
Sono scese tutte e 146 le persone a bordo della crociera dove era scoppiato l'hantavirus. Con @letiziaproserpi , esperta di planetary health, capiamo da dove arriva questo virus e soprattutto perché c'entra con la cura del pianeta. 🎧 Ascolta la puntata integrale di News dal Pianeta Terra, il podcast daily sugli avvenimenti del pianeta, sui nostri canali YouTube e Spotify
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6 days ago