Questa mattina mi sono preso un lusso: quel tempo prezioso per girare a piedi il centro di Piacenza, per respirarne l’anima.
Sono momenti sempre più rari nella società frenetica di oggi. Soprattutto per un milanese come me, padre di due figli che stanno crescendo, pieni di attività, incastri, corse, orari da tenere insieme come si può. E forse proprio per questo, stamattina, camminare senza dover arrivare subito da qualche parte mi è sembrato quasi un gesto rivoluzionario.
Piacenza ha questa qualità discreta: non ti aggredisce, non si impone. Ti chiede di rallentare quel tanto che basta per accorgerti delle proporzioni, dei silenzi, della misura. E in questa misura, paradossalmente, si sente tutto di più.
Forse è anche da qui che passa “La mente in scena”. Passa dalla possibilità di fermarsi un momento e ascoltare ciò che, di solito, nella fretta copriamo. I pensieri che ci abitano, le contraddizioni, le fragilità, le spinte profonde, le domande che non fanno rumore, ma cambiano il nostro modo di stare al mondo.
Stasera, al Teatro Municipale di Piacenza, con le due mie meravigliose attrici
@lastefiandreoli e
@aliceredini e con la mia regia e drammaturgia, proveremo a dare forma proprio a questo: non a una spiegazione, ma a una presenza. Non a una tesi, ma a un’esperienza.
Perché la mente non è un luogo ordinato. È più simile a una città vera e propria: fatta di facciate e stanze interne, di slanci improvvisi, di ombre, di geometrie e di smarrimenti. E a volte basta attraversarla a piedi, con attenzione, per sentirla parlare.
La mente in scena
Stasera — Teatro Municipale, Piacenza