Stefania Andreoli

@lastefiandreoli

Le eccezioni, le stabilisce la regola. 📧 [email protected]
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In molti mi state chiedendo della mia data al @salonelibro 2026 dato che il 14 aprile, lo sapete, uscirà Un’ottima famiglia, il mio primo romanzo per @rizzolilibri Facciamo così: vi metto qui i primi appuntamenti ufficiali, seguiranno le date estive e ancora quelle di settembre. Non vedo l’ora di incontrare i lettori interessati per condividere una storia che purtroppo è ancora più attuale di quando l’ho pensata, per ragionare insieme su come il male a volte possa annidarsi nelle spire di un bene apparente, rassicurante, banale. Il libro è già preordinabile online e nella vostra libreria del cuore. Due settimane e sarà nelle mani di chi lo vorrà!
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1 month ago
Ci sono teatri in cui vai a lavorare. E poi ci sono teatri in cui, molto prima, hai cominciato a desiderare. Per me il Teatro Lirico di Milano è questo. Un luogo che non appartiene soltanto al mio presente, ma anche alla mia origine più profonda. Mi è stato chiesto un giorno, in Accademia d’Arte, quando fosse nato davvero il mio desiderio di fare teatro. E pensandoci, ho capito che il desiderio reale è nato lì. Al Lirico. Andando a vedere L’avaro di Molière con Paolo Villaggio. Ricordo ancora gli odori della sala, le luci, il ritmo della scena. E poi lui, il grande Paolo. La sua presenza, la sua precisione, quella forza rarissima di far convivere intelligenza, ironia, umanità, vertigine. Qualche giorno dopo andai anche a sentirlo in un incontro in Statale, sempre a Milano. E lì quelle emozioni vissute in teatro trovarono un fuoco ancora più acceso: capii che dietro la meraviglia c’era una mente eccezionale, un uomo di un’intelligenza fuori dal comune, geniale. Forse è anche da lì che nasce tutto. Da quel momento in cui non assisti soltanto a uno spettacolo, ma senti che qualcosa ti sta chiamando. Ecco perché faccio teatro. Per emozionare. Per riflettere e far riflettere. Per dare un Senso. Per creare momenti di condivisione collettiva, in cui per qualche istante non siamo più soltanto individui seduti uno accanto all’altro, ma una comunità che guarda, sente, pensa. Stasera essere al Teatro Lirico con “La mente in scena”, con le stupende (davvero stupende!) @lastefiandreoli e @aliceredini e con la mia regia e drammaturgia ha per me un valore che va oltre la data, oltre l’appuntamento, oltre il debutto o la replica. Perché a volte il teatro ti riporta esattamente nel punto in cui hai cominciato a sognarlo. E quando succede, il lavoro incontra la gratitudine. “La mente in scena” Stasera - Teatro Lirico, Milano #lamenteinscena #teatroliricogiorgiogaber #paolovillaggio #arteteatroemozione #gratitudine
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20 hours ago
“Scomodati” è la rubrica di @lastefiandreoli per #SkyInsider Psicoterapeuta e scrittrice, con il suo sguardo sull’attualità ci aiuta a leggere il mondo che ci circonda. Tra romanzi, casi clinici e cronaca, in questa puntata riflette sull’impunità: chi sfugge alla pena spesso resta prigioniero della colpa. Espiare significa ristabilire un equilibrio, anche in casi complessi come il delitto di Garlasco in cui la colpa potrebbe non ricadere sulla persona che la giustizia ha condannato. Leggi di più al link in bio di @skytg24
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1 day ago
Ci sono città in cui arrivi. E poi ci sono città in cui ritorni. Per me, Varese è questo: non solo una tappa, ma una radice. E tornare qui stasera con La mente in scena ha un significato diverso, più intimo, più scoperto. Perché ci sono luoghi che non guardi soltanto: ti hanno guardato mentre diventavi quello che sei. Da varesotto di nascita, so che questa è una città che non ama l’enfasi. Preferisce la sostanza, la profondità quieta, le cose che lavorano dentro. E in fondo anche la mente funziona così: non sempre fa rumore, ma continuamente costruisce, sposta, trattiene, apre. Forse è per questo che portare qui questo spettacolo mi emoziona in modo particolare. Perché “La mente in scena” prova a dare corpo proprio a ciò che spesso resta invisibile: il pensiero che ci attraversa, le fragilità che ci abitano e le contraddizioni che ci rendono umani. Stasera saranno in scena due meravigliose anime @lastefiandreoli e @aliceredini - a cui va tutta la mia stima, il mio affetto, la mia riconoscenza. E con loro ci sarà la mia regia e drammaturgia in una città che per me non è solo un luogo sulla mappa, ma una geografia interiore. Ci sono ritorni che non servono a guardare indietro. Servono a capire meglio da dove nasce il nostro sguardo. Un enorme grande grosso grazie a @isarrigonimanagement E a @teatroverdiproduzioni La mente in scena Varese, stasera #lamenteinscena #teatrointred #varese #drammaturgiacontemporanea #regiacontemporanea
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1 day ago
Il mostro sotto al letto della genitorialità contemporanea è il trauma: madri e padri oggi sono terrorizzati dal rischio di crearne ai figli, ignorando in questo modo le conseguenze di porsi come adulti ansiosi, ansiogeni, in taluni casi anche depressi - nonché quelle di fraintendere il trauma, banalizzarlo, mentre purtroppo si tratta di un solco psichico di significativa rilevanza. Hanno paura perché - ça va sans dire! - sono spaventati, e non sapendo come farebbero fronte al dolore del figlio, gli provocano quello di non imparare mai a soffrire. Credo ci sia qualcosa del genere nel messaggio profondamente amaro arrivato oggi a #Catteland: Ho scoperto che mio marito mi ha tradito con delle colleghe e con le mie più care amiche che frequentano anche le mie figlie. Come le allontano queste persone dalle mie figlie senza creare traumi alle mie figlie? Non sappiamo di più. Forse però possiamo dirci che alle volte la sofferenza ci sparpaglia la mente, facendoci perdere il vero focus - che qui non è non frequentare più “zia Sharon”, bensì scoprire e dover affrontare gli effetti della slealtà, del tradimento e dell’inganno. • Grazie a @jonathancrema_hair X @luciano_colombo @tataborello per la collana #gifted
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3 days ago
Non c’è libro che scriva senza che passi da @bibliotecasalaborsa a Bologna. E non c’è, da anni, volta nella quale @carlottavagnoli non sia con me, a leggere di quello che scrivo anche più e meglio di me stessa - come ieri sera, quando ha messo a fuoco un tratto di Giulia, la voce narrante di Un’ottima famiglia, che io intuivo ma lei ha slatentizzato. Grazie a chi c’era e ai molti con i quali ci siamo dati appuntamento a fine mese, di nuovo a Bologna, con La mente in scena. • Look @ladoublej #supplied
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4 days ago
Questa mattina mi sono preso un lusso: quel tempo prezioso per girare a piedi il centro di Piacenza, per respirarne l’anima. Sono momenti sempre più rari nella società frenetica di oggi. Soprattutto per un milanese come me, padre di due figli che stanno crescendo, pieni di attività, incastri, corse, orari da tenere insieme come si può. E forse proprio per questo, stamattina, camminare senza dover arrivare subito da qualche parte mi è sembrato quasi un gesto rivoluzionario. Piacenza ha questa qualità discreta: non ti aggredisce, non si impone. Ti chiede di rallentare quel tanto che basta per accorgerti delle proporzioni, dei silenzi, della misura. E in questa misura, paradossalmente, si sente tutto di più. Forse è anche da qui che passa “La mente in scena”. Passa dalla possibilità di fermarsi un momento e ascoltare ciò che, di solito, nella fretta copriamo. I pensieri che ci abitano, le contraddizioni, le fragilità, le spinte profonde, le domande che non fanno rumore, ma cambiano il nostro modo di stare al mondo. Stasera, al Teatro Municipale di Piacenza, con le due mie meravigliose attrici @lastefiandreoli e @aliceredini e con la mia regia e drammaturgia, proveremo a dare forma proprio a questo: non a una spiegazione, ma a una presenza. Non a una tesi, ma a un’esperienza. Perché la mente non è un luogo ordinato. È più simile a una città vera e propria: fatta di facciate e stanze interne, di slanci improvvisi, di ombre, di geometrie e di smarrimenti. E a volte basta attraversarla a piedi, con attenzione, per sentirla parlare. La mente in scena Stasera — Teatro Municipale, Piacenza
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7 days ago
“Scomodati” è la rubrica di Stefania Andreoli @lastefiandreoli per #SkyInsider. Psicoterapeuta e scrittrice, con il suo sguardo sull’attualità ci aiuta a leggere il mondo che ci circonda. In questa puntata riflette sulla propaganda che si fa attorno alla maternità e sull'invenzione del famigerato "istinto materno", un pregiudizio che non fa che alimentare il senso di inadeguatezza e la solitudine. 🔗La rubrica nel link in bio di @skytg24
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8 days ago
Ieri sera, Ambasciatrice SULLA (non di!) Felicità. Grazie. • 👗 @ladoublej #supplied
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8 days ago
Ci sono i colleghi in formazione, ci sono quelli in gamba e poi ci sono i fuoriclasse. Persone e professionisti con un altro passo, che producono piacere al solo gravitare loro intorno speranzosi di venire contagiati dal loro pensiero laterale, dall’interruttore di cui sono naturalmente dotati che illumina gli altrui punti ciechi, dalla creatività nel generare senso. Uno di questi è il Prof. Federico Tonioni: seguo il suo lavoro da dieci anni e lo considero il massimo esperto italiano in nuove dipendenze. Fondatore del primo ambulatorio del Paese per lo studio e la cura delle digital addiction, la sua conoscenza dei giovani e delle famiglie è, in una parola, emozionante. Grazie @emanuela.ambrosino per avermi voluta insieme a lui oggi al LiveIn di @skytg24 sulla Generazione DipendenZe, per me vale come voce da curriculum. Se interessati e vi siete persi la diretta, vi invito a recuperarla su YouTube: Tonioni è necessario. • Grazie @ladoublej #supplied
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9 days ago
Com’è cambiata la genitorialità contemporanea? Secondo la psicoterapeuta @lastefiandreoli , ospite a #LiveIn Roma nel panel di @emanuela.ambrosino , siamo passati “dalla trascuratezza alla iper preoccupazione”.
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9 days ago
Questa mattina a Roma sono stata relatrice al Convegno per la presentazione dei dati @fontecensis 2026 della ricerca contenuta nel report “Valori e significati della genitorialità nella società italiana”. Si tratta di una fotografia molto interessante, dalla cui lettura è emerso - per descriverla - l’aggettivo “contraddittoria”: netto lo scarto con le evidenze cliniche e sociologiche e con i dati del 2002, in particolare in relazione all’esperienza auto percepita in qualità di madri e padri. Quasi l’80% del campione infatti dichiara di sentirsi un buon (se non ottimo) genitore: fiducioso, discreto e normativo - il che non può che sorprendere. … ma come? Mentre a inizio Duemila infatti gli adulti di riferimento famigliare si dichiaravano apertamente ansiosi e preoccupati (ci trovavamo alle soglie della Rivoluzione Digitale), oggi i loro “successori” dicono tutt’altro: dove vanno a finire allora l’ansia prestazionale, l’ipercontrollo, l’ipercura, il lassismo nelle regole, l’assenza di confini, il sostituirsi ai figli, l’insicurezza e la paura di danneggiarli? Qualcuno al Convegno stamattina ha detto: il campione ha mentito - come se fosse stata data la risposta attesa, anziché quella sincera. Io ho speso due altre ipotesi plausibili: o si tratta del risultato di una dispercezione, oppure i genitori in effetti stanno iniziando a precisare una nuova mentalità educativa fatta di limiti, amore per la norma, intelligenza tenera per le eccezioni, giusta distanza, senso di prospettiva da rendere gesto e postura concreti. Nel secondo caso, tra non meno di un lustro lo vedremmo sui nuovi figli. Attendiamo fiduciosi (?). • Grazie a @ladoublej #supplied
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9 days ago