Il mio that’s a wrap di #venezia82 è tutto in una valigia ancora sul pavimento.
Niente foto, niente video, niente grandi parole.
12 giorni racchiusi in quel gesto che continuo a rimandare.
Una caotica dichiarazione d’amore a voi, che ogni anno mi rendete sempre più difficile lasciare andare quelle due settimane che sembrano due anni e poi due minuti.
Una caotica dichiarazione d’amore a voi, che ogni anno mi rendete sempre più difficile disfare la valigia.
#Venezia82 per me è tutta qui, ed è bellissima.
È quel giorno con il cuore piccolo e il respiro spezzato.
Coi sorrisi sinceri e le lacrime semplici.
Quando sono cambiati i tempi e sono cresciuti i fiori. E i figli.
Quando sono finite le parole e sono cominciati i racconti.
È stato ieri. È stato cinque anni fa.
È stato sempre.
10 giorni di @festivaldecannes per arrivare a quei 5 secondi in cui ho tirato fuori tutta la mia (poca) sfacciataggine per chiedere a @thatkevinsmith una foto.
5 secondi che rappresentano tutti gli anni passati a guardare i suoi film e a farli guardare a chiunque. Scoprire Ben Affleck, il New Jersey e la vera identità di Dio. Aspettare pazientemente il ritorno di Jay e Silent Bob nel film successivo, e in quello dopo ancora, sperando di ritrovarli sempre.
Un memorandum del perché ho iniziato ad amare il cinema.
(Vabe tutto questo per dire: eccomi qui, al culmine del mio fangirling e non ne sono mai stata così fiera.)
Alla venezia senza film, ma con tutto il resto: le stanzette, le stories all’una di notte, le ricerche di un wifi, le sedie da spostare, i cigolii, i blackout, i burraco, gli oasis, il cibo pessimo, gli spritz, la carbonara, le lacrime di mattina, gli abbracci, i sorrisi, gli scazzi, gli sguardi che dicono tutto, i power nap, l’aria condizionata, i cicchetti di levotuss, l’aiutarsi sempre, i record superati, i discorsi impegnati e quelli senza senso, il caldo asfissiante, le docce, la saga della laguna, i cineforum casalinghi, le candeline, i piedi nell’acqua, la gente che esce dai cespugli, i gesti gentili che non ti aspetti, tutto il resto.
Che è tutto.
Tutto ciò che davvero serve.
A noi, alla nostra #venezia81
A questi quattordicimilaseicentodieci giorni passati vivendo, con tutto quello che comporta.
Agli ultimi tre giorni che sono stati importanti e speciali.
Alla mia famiglia.
A mia mamma.
Alle persone incontrate e vissute.
A quelle perse.
A quelle che sarebbero dovute rimanere.
A quelle sempre ricordate.
A quelle dimenticate.
Ai sorrisi regalati e condivisi.
Alle lacrime versate che hanno sempre un valore.
Alle decisioni prese.
Alle occasioni perse.
Ai si, e ai no.
Ai chilometri fatti, agli aeroporti, e alle stazioni che rimangono tra i miei posti preferiti.
Alle parole, che sono belle e che davvero sono importanti.
Ai sogni realizzati e a quelli che ancora non so di avere.
Ai sogni che rimarranno tali, e va bene così.
Al Cinema, e a tutto quello che mi ha regalato in questi anni.
Ai miei capelli che malgrado tutti i miei esperimenti, continuano a rimanere sulla mia testa.
Al naso all’ingiù.
Agli occhi verdi…”alga di scoglio”.
Ai chili in più.
Alle caviglie grosse e ai piedi che non sanno camminare coi tacchi.
Alle insicurezze croniche.
All’incoerenza.
Alla capu squaijata.
All’ipersensibilità.
Alla gratitudine.
Alle piccole cose insignificanti.
A quelle importanti.
A Bruce e Wayne. E Poz e Rey.
Al mare, che sempre mi fa respirare.
Al cuore sgraziato, rattoppato, e resiliente.
A voi che siete veramente bellissimi.
A me che sono comunque arrivata fino a qui.
Sì, a me.
Da quando non ci sei più, credo di aver sviluppato degli strani superpoteri.
Non riesco a volare, non leggo nel pensiero delle persone, non ho artigli in adamantio e nemmeno super forza.
Riesco però a vedere lo sporco in casa dove prima non lo vedevo!
Riesco a percepire il disordine, dove prima per me era tutto mediamente ordinato!
Riesco a trovare ed eliminare il cibo che sta andando a male nel frigo, mentre prima mangiavo ignara qualsiasi cosa! Pensa che mi sono trasformata in un soggetto talmente responsabile, che adesso mi pettino i capelli ogni giorno…anzi più volte al giorno! Anche se a volte non sembra.
E non ci crederai, ma riesco a preoccuparmi per chiunque, in contemporanea, a tutte le ore, a chilometri e chilometri di distanza!
Ma oltre a questi e tanti altri superpoteri che inconsapevolmente so che mi hai tramandato, quello che mi rende più fiera, e anche più spaventata e fragile a volte, è l’ipersensibilità alla gratitudine per le cose belle che mi circondano.
E’ lo stupore, fino alla lacrima facile, per le piccole cose e i piccoli gesti che tanto apprezzavi e che adesso vedo e sento anch’io.
Come il “il fiore del mappamondino” che si schiude improvvisamente una mattina che non ti aspetti, regalandoti un sorriso.
Nel giorno del tuo compleanno, mi piace pensare ai regali che ancora continui a farmi, e di cui ti ringrazio ogni momento.
Inclusi i tuoi vestiti.
Buon compleanno, mamma.