Fotochimera è la seconda mostra collettiva a cura di Light Club, gruppo che dal 2021 si occupa di fotografia sperimentale. Il gruppo è nato nell’ambito di Checkpoint Charly, atelier artistico autogestito, attivo in Bolognina da circa quindici anni. Light Club è formato da nove fotografi/e che periodicamente mettono in dialogo alcuni dei loro progetti che trovano terreno comune, dando vita a fanzine e mostre collettive. Artist* in mostra 2/3: Anna Messere - Materiae - Delle materie.
Materia è un progetto fotografico che indaga il rapporto tra fotografia e astronomia realizzato attraverso il processo analogico del fotogramma. L’origine è un pugno di sabbia, da cui prende forma un immaginario composto di stelle, galassie, buchi neri e buchi bianchi. Giorgio Porcheddu - Espedienti n1. Un intento sospeso tra sacrilegio e preghiera, un contatto con ciò che sfugge, attraverso le nuvole che emergono e si negano, lasciando una frustrazione inevitabile. Nel gesto ostinato e imperfetto si deposita il flusso di questa ricerca.
Massimo Caracciolo - 4350 prima del mare. 4350 sono i chilometri che il Mekong percorre prima di consegnarsi al mare: una distanza fatta di mappe, appunti, fotografie e frammenti, non per ricostruire il fiume, ma per seguirne le deviazioni. Un tentativo di avvicinarsi a un viaggio che non si lascia ordinare, dove ogni immagine non ferma un luogo, ma ne trattiene appena il passaggio.
View / Ritratti
SA DIE I IV Edizione
18 aprile | 18h00
Giorgio Porcheddu / Camera Afghana / Atto performativo itinerante
«La Camera Afghana, conosciuta anche come Lamba Lambe, Street box camera o Camara minutera è nata come apparecchio da strada per realizzare ritratti immediati. E’ un dispositivo fotografico che unisce in un unico corpo la fotocamera e il laboratorio di sviluppo. È un mezzo antico autocostruito che permette di creare immagini analogiche, affidandosi esclusivamente alla luce, alla manualità e alla chimica fotografica. Al suo interno, attraverso un piccolo sportello, si inserisce la carta fotografica, si controlla l’esposizione, si prepara lo sviluppo e si genera l’immagine. Si scatta, si sviluppa e si fissa direttamente nella macchina, in un flusso continuo di gestualità tecniche e precise. Ne derivano immagini uniche, irripetibili, con la grana, il contrasto e le imperfezioni dell’estemporaneità. Lentezza, attesa e presenza diventano parte del ritratto stesso. Il soggetto non è solo fotografato, è coinvolto in un piccolo rito, in un tempo sospeso. È un incontro intimo, diretto, che restituisce volti autentici, profondi, spesso sorprendenti nella loro naturalezza. E’ una ricerca della dimensione più pura e fisica della fotografia. La semplicità del mezzo riduce la tecnica all’essenziale e amplifica la relazione tra fotografo, soggetto e immagine».
Giorgio Porcheddu / ricercatore dell’espressione visiva attraverso la fotografia analogica. Sperimenta con la camera afghana la creazione del ritratto come gesto artistico condiviso.
grafica di @rom.laico
[link in bio]
~ Merge.
Unfold the unsaid.
21.12.2025
Palazzo Santoro
Bojano • CB
-
Bistrot
CAMERA AFGHANA • RITRATTI REAL TIME
GIORGIO PORCHEDDU
Giorgio Porcheddu ha attraversato MERGE con un intervento permanente nel bistrot, dialogando liberamente con artisti e pubblico attraverso l’uso della Camera Afghana, un dispositivo fotografico antico che unisce fotocamera, camera oscura e piccolo laboratorio di sviluppo.
Con questo strumento, l’artista realizza ritratti analogici direttamente all’interno della macchina: si inserisce la carta fotografica, si espone, si sviluppa e si stampa in un unico flusso manuale.
Le immagini che ne nascono sono uniche, irripetibili, segnate dalla materia e dalle imperfezioni del gesto.
La Camera Afghana richiede lentezza e presenza: ogni ritratto diventa un piccolo rito condiviso, un incontro intimo in cui il soggetto assiste alla nascita della propria immagine.
Una fotografia essenziale e fisica, che restituisce un volto autentico e concreto al tempo vissuto insieme.
@ipografo
merge.kein.it
Supporta Merge
Link in Bio
https://www.iscra.online/
Residenza artistica a Flussio ROTTA01
Progetto ISCRA
La prima residenza artistica è stata ospitata nel paese di Flussio, dal 15 al 23 aprile, dove tre artisti @ipografo@lucia_magnifico_@marco.facchetti provenienti da contesti diversi sono stati chiamati a realizzare, attraverso metodi e linguaggi differenti, una sorta di “interspazio” aperto a nuove possibilità di pensiero e comportamento.
Il tema affidato loro è infatti lo spazio inteso come dimensione, come paesaggio da indagare, declinare e raccontare attraverso connessioni con la comunità.
I risultati di queste prime residenze saranno presentati nel corso delle prossime tappe del progetto Iscra – Flotta Culturale del Mediterraneo e saranno documentati nell’ambito della mostra di restituzione dell’intero progetto prevista al MAN di Nuoro dal prossimo 27 giugno.
@man_museo
#charlybo #iscra #residenzaartistica
@ipografo@lucia_magnifico_@man_museo@leonardoboscaniofficial@abasironi@iragazzidellacasadiplastica@checkpointcharly_bologna
Grazie al Sindaco e alla comunità tutta di Flussio, Iscra (Rita, Maria Paola e Leonardo) e al Museo MAN di Nuoro