Fiducia, respiro, gioia, danza, spensieratezza, musica, vita.
"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli"
Matteo 18, 3-4
🐍🌳🔮💃
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#revolution909 #discotecaflegrea
L'altra notte, ho fatto un sogno:
🍃🌔🌊👹⛸️🕳️
Dicembre, Nietzschembre, Decimi di febbre.
Da dieci mesi circa, prepotentemente, il "nostro" primo film sta prendendo vita dall'altra parte.
È una fotografia sbiadita che piano piano prende forma. Iniziano così a vedersi delle forme, poi dei colori, dei volti, la spazialità richiama dei suoni. Posso parlare delle sensazioni, delle visioni ma non posso entrare nello specifico, non posso indagare con fare poliziesco o positivista.
I personaggi che si sono iniziati a palesare e ad interfacciare iniziano a chiedere attenzione. Delle volte ho l'angoscia quando non li penso. Una trama ha già iniziato a intrecciare i suoi fili in attesa di essere vissuta, scoperta, ricucita, dimenticata e ricordata. Perlopiù sono tipi psicologici. Archetipi. E vengono a bussare.
Il cinema mi ha salvato la vita proprio in dicembre, sotto il capricorno, mio segno solare, nove anni fa, quando vidi per la prima volta: Arancia Meccanica.
Mi ha letteralmente scosso dalla passività della vita. Ha posto il seme del mio essere e divenire nel suo terreno piú adatto.
Ha covato, ha alimentato e ha fatto germogliare la mia carica vitale.
Il cinema mi ha persino permesso di poter incontrare il mio cuore e di sviluppare le mie capacità medianiche.
Ho selezionato per questo mese alcune immagini che significano qualcosa per il bimbo che preservo ad ogni costo.
Le immagini sono pericolose, bisogna stare attenti. Si attaccano dall'altra parte e prima o poi faranno il loro temibile effetto da questa parte. "Immagini" mi condannano e "immagini' mi salvano.
Ho deciso di inciampare alla volta del cielo. Prendo la pietra, torno indietro e la passo a te. Non posso dirti come sarà il percorso, ad ognuno è diverso, ma ricorda sempre: "la vita è lì, al di là del salto che non facciamo"
Posso però darti un consiglio: dilata il tuo animo all'infinito.
Dicembre "devi vivere sfericamente e le cose ti verranno incontro"
Dicembre: La malinconia. La malinconia di aver perso qualcosa. Un qualcosa che si è perduto prima. Ma molto prima. Prima ancora che noi arrivassimo qui.
Dicembre: "non viviamo che per metà in un sogno"
Novembre, novelle, nonvorreimasevuoi
E pensare che questa pietra è stata lanciata per sbaglio.
Ma nel salto bisogna essere coscienti. Non farsi trascinare dai turni, dalle caselle, dagli obiettivi.
E dopo un po', mentre salti, capisci che quella sintesi chiamata Io non è che riduzione, dialettica, decadenza, sintesi di innumerevoli spiriti e forze che ci attraversano. Poi ti ancori su questa convinzione ed Io si porta Ego, uno specchio incastonato in un macigno di pietra lavica.
Le cose diventano pesanti, la tua aurea e forma spirituale aggravano l'ambiente psichico circostante e l'equilibrio non è che un principio fisico.
La tua luce però continua a splendere tra queste ombre. L'acqua continua ad uscire, seppur lentamente, dalle rocce.
Ma potrebbe essere una luce che illumina i percorsi tra le tenebre dei boschi. Potrebbe essere l'acqua che sgorga nella prosciugata fontana della voglia di vivere.
Allora dopo tanti salti ed anni capisci che anche la tua valutazione temporale è sbagliata. Sono millenni. Per cuori così non esiste una grandezza fisica che possa misurare le cose. Ed infine eccoti nel punto in cui tutto potrebbe diventare misurabile, metodico e meccanico per sempre. Il punto in cui il salto non sarà altro che non cadere e mai più volare. Ma ecco che un vento di cambiamento ti accarezza le guance. È il vento del respiro. Lo ascolti e nel punto cruciale decidi di abbandonarti e di perdere l'equilibrio.
Così inizia di nuovo tutto, ma tutto, il percorso.
Questa volta però inizia con il perché, il come, con una chiara e limpida coscienza della necessità interiore, con un'azione spirituale, con una trasvalutazione delle cose che ci hanno bloccato.
L'io inizia a cadere a pezzi. La colonna vertebrale dei tuoi personaggi e degli archetipi inizia a sgretolarsi e a cadere come il tufo dopo la pioggia.
Ora lo spirito è più leggero. Ora lo spazio e il tempo sono possibilità con cui giocare. Come nel cinema, come nella musica elettronica.
Ora la pietra la lanci con la leggerezza del bambino.
Ora puoi sognare.
Ora puoi volare.
Ora ci avviciniamo al cielo.
Novembre, l'amaro dei friarielli che resta.
Novembre, lanciati!
Novembre, se cuidan y nos vemos.
Ottobre, ottomano, 8½
V:...perciò stasera, dopo la braciata di oggi, prendiamo una bella tazza di acqua calda.
F: Cercherò di farmi fare una bella tisana, dovrebbe esserci quella zenzero e cannella.
R:Io invece già sto la' con un bel whisky.
V: Il whisky non va bene. È un eccesso di Yin. L'alcool è un massimale di Yin.
La carne è un massimale di Yang. E le due estremità non si compensano, fanno a botte.
Alla carne si accompagna la foglia di insalata che è Yin, di intensità minore.
Dà quella sensazione di leggerezza di cui necessità una componente di forza come Yang. La droga anche è Yin, tende a gonfiare il volto, affatica gli occhi. Capisci? I massimali portano a squilibrio.
Sotto la carne che è Yang vi è il pesce, poi le uova, i formaggi etc. Alcool, verdura, frutta sono Yin. Nel mezzo vi sono i cereali. Equilibrio ideale di Yin e Yang.
L'estate Yang, da frutti Yin, pieni nella forma, ricchi di acqua.
L'autunno, che è Yin, da frutti Yang.
La luce è Yin, il buio Yang. Introverso, passivo, recettivo e freddo sono Yin. Estroverso, attivo, creativo e caldo sono Yang. La donna è Yin.
L'uomo è Yang.
F: Napoli è una città Yang?
V: Napoli è Yin. È umida. È femminile.
F: Dico nel senso del proprio comportamento autodistruttivo, nel senso della sua natura da luna in Scorpione, della sua natura doppia dal suo essere Gemelli. La Napoli arrabbiata, quella che soffre di un amore possessivo come la sirena, metà donna e uccello o pesce.
V: In questo caso sì, vi è una doppia natura di Napoli dal suo essere Yin.
Torino, ad esempio, è Yang.
F:Allora dobbiamo essere come i cereali?
V: Vi è bisogno del giusto equilibrio, del proprio equilibrio necessario. Tra Yin e Yang.
Ma quanto sta il Napoli?
R: Stiamo vincendo.
Ottobre, un eccesso di Yang
Ottobre, stanno tutti attendendo qualcosa e nel frattempo vagano nell'indeterminazione
Ottobre, divertirsi è un arte e l'arte non è per tutti.
Settembre, settenario, seteloavessidettoprima
"....impetuosidad glacial y las hojas traumatizadas cayeron y se dejaron caer desde l'arboles, la limitación y linfa vidal de cada organismo. Alma aleada que se convierte lentamente en crisoprasio quebrado y..."
Crisoprasio.
Prese il vocabolario di spagnolo-italiano per scoprire il significato di quel termine che le mancava. Lo sfogliare delle pagine di quel mattone emanò una brezza confortevole che con il suo odore di carta nuova, da importanza di archivio parlamentare, schiarì da quella vecchia pellicola chiamata memoria l'ampia soffittatura a cassettoni, le maioliche in ottime stato, il salone buio da cui, nell'anticamera, si scorgeva dalla finestra una debole illuminazione cittadina, l'intonaco in alcuni punti degradato dall'umidità, i quadri impressionisti in cornici di legno impolverate, i tappeti kirman con peli di qualche gatto persiano o simile, i libri rovesciati sulla scrivania, la sensazione di non poter mettere in ordine le cose forse per via della brezza, la brezza del marmo.
Era lì, il suo passo dolce e cadenzato, levitava, il suo vestito toccava terra e strusciava come la coda di un pavone che non ha bisogno di mettere in mostra i suoi ornamenti. Era lì intenta nel buio a raccogliere candele sparse.
Le mani delicate non riuscivano a mantenere tutte quelle lucciole e nonostante non avesse perso la calma, difronte a quell'impossibilità, con i polpastrelli caldi si diresse nel salone.
Dalla profondità della sala il cigolio con il suo riverbero portó disarmonia -toc, toc.
"Posso entrare?"
Chiese la sorella con tono educato e marziale.
L'iceberg emergeva.
"Dobbiamo muoverci! Sto cercando da due ore il vestito che ti sei presa dal mio armadio"
Aveva ragione.
Crisoprasio: varietà di calcedonio di colore verde con riflessi dorati per la presenza di ossido di nichelio in percentuali variabili; conosciuto per le sue virtù magiche.
"Non ti presterò mai più niente"
E se ne andò sbattendo la porta.
E dietro quella porta e quella rabbia non c'era che tanto amore mancato.
Settembre, una pioggia improvvisa
Settembre, un gabbiano contro vento
Settembre, le vrenzole che cantano Evangelion