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Le ricerche decennali di Guerrilla Spam sulle maschere zoomorfe, prima dell’Africa poi dell’Europa Antica, hanno preso forma in un progetto a metà tra indagine antropologica e pratica artistica. In occasione del @salonelibro , a sei mesi dall’inizio dei lavori, Guerrilla Spam presenta un’anteprima sul progetto “Delle Maschere”, di prossima pubblicazione, che raccoglierà saggi, annotazioni, disegni, fotografie, repertori iconografici antichi e creazioni di manufatti contemporanei. In dialogo con Monica Reali, durante l’anteprima, Guerrilla Spam racconterà la genesi delle ricerche e del libro, le esplorazioni sui travestimenti animali europei in grado da sempre di stravolgere il quotidiano. Venerdì 15 Maggio h 18:30 Bunker ASD APS Via Niccolò Paganini 0/200, 10154 Torino TO Ingresso gratuito fino a esaurimento posti – pre iscrizione al link in bio IL TEMPO PERENNE DELLE MASCHERE Metamorfosi e trasformazioni animali dal libro “Delle Maschere” di Guerrilla Spam Salone Internazionale del Libro Off Incontro a cura di Monica Reali @monicareali103 in collaborazione con associazione @uma.associazione e @bunkertorino in foto Alessandro Vignetti in “l’orso” @ale_vignetti ricerca iconografica Guerrilla Spam costume Alessandro Altieri @alessandroaltie
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13 days ago
“La via del gioco”, Santo Stefano Roero, 2025 Esistono giochi in cui si deve compiere un percorso, camminando, saltando, correndo. In altri casi, invece, una pedina si muove al posto nostro, conducendoci concettualmente alla meta. Dalla scacchiera al filetto, dal gioco di Ur al backgammon, un’intricata linea multicolore attraversa nel tempo e nello spazio i giochi orizzontali, in origine tracciati sulla terra poi divenuti “da tavolo”. Non si capisce perché gli antichi abbiano inciso alcuni di questi giochi in verticale, su pareti e colonne, su superfici impossibili da giocare. L’unica spiegazione sembrerebbe essere il gioco simbolico, nel quale non si usano piedi o mani ma solo occhi e pensiero. “La via del gioco” si percorre con lo sguardo. Due ombre lanciano il sasso per segnare fin dove arrivare, come il bambino fa nel gioco della campana. Sono forse Deucalione e Pirra, che un tempo scagliarono i sassi che, come semi, generarono uomini e donne sulla terra? O forse sono i vejotu del paese che sono venuti fin qui a giocare a bocce? In ogni caso, il lancio è avvenuto e il gioco cominciato. progetto per @prolocosantostefanoroero a cura di @diario.minimo con il sostegno di @fondazionecompagniadisanpaolo foto di @wholelottacoolshit
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1 month ago
“Rifugio”, Dynamo Camp, Limestre, 2025 Il rifugio è uno spazio sicuro, personale e protettivo: può essere costruito da soli o insieme agli altri. Ispirandosi ai rifugi del mondo animale - tane, nidi, formicai - i bambini e le bambine ospiti di Dynamo Camp, con l’aiuto di Guerrilla Spam, hanno ideato nuove forme di rifugio. Il primo passo è stato realizzare modelli in miniatura, utilizzando moduli in legno, per poi passare a costruzioni di grande scala con blocchi morbidi in gommapiuma. Non mura rigide e immodificabili, ma pareti morbide e dinamiche che diventano appoggi confortevoli e luoghi di protezione condivisa. La grandezza dei blocchi rendeva naturale costruire insieme agli altri, collaborare, giocare, aiutarsi reciprocamente. Durante una settimana circa 100 Campers, utilizzando lo stesso set di moduli, hanno inventato e costruito 12 versioni diverse di rifugio mostrando infinite variazioni di una stessa idea. 1-8: ideazione e costruzione dei rifugi 9-11: modelli di rifugio creati a Dynamo Camp a cura di: @dynamoartfactory ideazione: @guerrillaspam assistente: Alessandro Altieri @alessandroaltie
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3 months ago
“I tuffatori”, Palazzo Peloso Cepolla, Albenga, 2025 Il Museo Navale Romano di Albenga custodisce reperti di archeologia marina testimoni di scambi lontani. Sono le anfore della più grande nave oneraria romana conosciuta nel Mediterraneo antico, affondata di fronte all’isola di Gallinara; trasportava circa 10.000 anfore di vino provenienti dalla Campania e destinate forse alla Gallia o alla Spagna. Il Mediterraneo era (ed è) un intreccio di invisibili vie, come lo definiva Braudel “Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma una successione di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà sovrapposte.” Un installazione contemporanea si inserisce in modo silenzioso in questo contesto sfruttando le geometrie delle vetrate del palazzo. Due nuotatori si tuffano da sponde opposte, sono il tuffatore greco di Paestum e quello etrusco di Tarquinia. Tuffarsi, con il viso alzato, è metafora dello scrutare il proprio avvenire, del voler conoscere, dell’intraprendere un viaggio. Anche il mare è metafora di molte cose; tra le rovine del vecchio porto di Giaffa, Predrag Matvejevic decifrò l’epitaffio di un antico nuotatore, il testo riportava: “Nuoto, il mare è attorno a me, il mare è in me, e io sono mare”. 1-9: installazione 10: Alighiero Boetti, Alternando da 1 a 100 e viceversa, 1977 11: Anonimo, Affresco dalla tomba detta “del Tuffatore”, Paestum, 450 a.C. circa 12: Anonimo, Affresco dalla tomba detta “della Caccia e della Pesca”, Tarquinia, 520-510 a.C. circa ideazione e creazione: Guerrilla Spam assistente: Alessandro Altieri @alessandroaltie con il supporto di: Co.Art restauro - Maria Luisa Carlini, Daria Giovini, Francesca Pieri all’interno di @mic_stratigrafie . Progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria @soprintendenza_imperia_savona responsabile: Andrea Canziani @andreacanziani.mi.ita curatela: Giulia Giglio @giuggiglio comunicazione: studio òbelo @obelo_milano si ringrazia il Comune di Albenga - @istituto_studi_liguri
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9 months ago
“I pescatori”, Palazzo Peloso Cepolla, Albenga, 2025 Il dipinto di un imperatore ormai sbiadito é coperto da un nuovo intervento che lo preserva ma anche nasconde. Solo la mano del personaggio emerge da una formella quadrata; appartiene a Procolo, imperatore romano nato ad Albenga e noto per aver difeso i confini dalle invasioni dei barbari e dalle migrazioni dei popoli vicini. Il mare tinto di rosa è antico e contemporaneo; qui si pescano creature marine ma anche i volti e i cuori di coloro che non sono sopravvissuti alla navigazione o alla traversata. I flussi migratori che l’imperatore Procolo cercò di ostacolare proseguono ininterrotti dopo secoli, senza tregua. Mutano i popoli, le rotte, i porti di partenza o quelli di arrivo, ma resta invariata e perenne la necessità di spostarsi, di ricercare un luogo migliore in cui poter vivere. 1-7: dipinto 8: Anonimo, ciotola Mimbres con figura antropomorfa e pesci, 1000–1150 d.C. 9: Anonimo, bandiera Asafo dei Fante, 1870 circa 10: Anonimo, affresco di Akrotiri detto “del Pescatore”, 1627 a.C. circa 11: Anonimo, statua di Gudea Patesi di Lagash, 2100 a.C circa; Anonimo, sigillo cilindrico mesopotamico con il dio Enki, 2300-2000 a.C. ideazione e creazione: Guerrilla Spam assistente: Alessandro Altieri @alessandroaltie con il supporto di: Co.Art restauro - Maria Luisa Carlini, Daria Giovini, Francesca Pieri all’interno di Stratigrafie.Cantieri di storie @mic_stratigrafie progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria @soprintendenza_imperia_savona ideazione e direzione del progetto: Andrea Canziani @andreacanziani.mi.ita coordinamento del progetto e curatela: Giulia Giglio @giuggiglio coordinamento amministrativo: Barbara Roncarolo @peperosa identità visiva, grafica e comunicazione: studio òbelo @obelo_milano si ringrazia il Comune di Albenga @istituto_studi_liguri
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7 months ago
“Di mondi lontanissimi” è un progetto espositivo ma potrebbe essere un libro, un film o forse, e soprattutto, un racconto. Raccoglie ricerche, studi e viaggi intrapresi in questi anni, esplorazioni sui libri o zaino in spalla, in grotte preistoriche, rovine etrusche come egee, rotte mediterranee, cammini nord-europei. Il racconto avviene tramite 33 opere inedite che seguono per disposizione e allestimento un percorso preciso. Le prime sale sono quelle delle “pitture nere”, uno stadio iniziale di oscurità in cui la luce, il bianco, è dettaglio da individuare. Qui si trova la gente che nel cosmo amazzonico viene detta “airì”, coloro che “vivono senza sapere nemmeno il perché”, ma anche coloro che si sentono “come cammelli in una grondaia”, a disagio in un mondo che percepiscono inospitale e distante. Le pitture nere raccontano anche i miti di creazione del mondo, dal diluvio biblico, in origine mesopotamico, l’arca, la tessitura dei canti, i sentieri percorsi da Chatwin e cantati dagli aborigeni, Sinbad e Gilgamesh, agli uccelli in cerca della terra ma che, inseguiti da boomerang e ferri da lancio, non la troveranno mai. I titoli delle opere non sono accessori ma indizi essenziali che completano le immagini: 3: Il marinaio Sinbad ascolta la storia
4-5:La tessitura dei canti, Eva e Šamḫat 5: Come cammelli in una grondaia 6-7: L’arca e poi il diluvio 8-14: Ki? (“Terra?”, in sumero) “Di mondi lontanissimi...” 3 maggio - 8 giugno 2025, Firenze, @streetlevelsgallery testo critico: Tiziano Tancredi intervento critico: Sergio Risaliti Direttore del Museo del 900 di Firenze incisione e stampa calcografica: Fondazione Il Bisonte Stamperia d’Arte realizzazione installazioni: Bronzisti G.B. Giusti e Bandinelli falegnameria: Marco Iaria catalogo reference: Alessandro Altieri assistenti e aiuti: Spazio Pat, Matteo Marsili, Giulia Bellè, Marco Poma identità visiva: Marco Chiaramonti social media manager e copywriter: Roberta Poggi foto: Leonardo Chiarabini comunicazione: Davide Gavioli uno speciale ringraziamento a Gianluca Milli, Sofia Bonacchi, Alin Catalin Blembea
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11 months ago
“Io e te nel bosco degli spiriti” è un viaggio di ricerca che non si può compie in solitudine. Il labirinto non è quello post-medievale in cui perdersi, ricco di insidie e tranelli: è un labirinto unicorsale alla maniera antica, quello di Creta, della Mesopotamia ma anche quello sul pavimento di Chartres. La via non può essere smarrita, l’ingresso è anche l’uscita, il labirinto si intraprende come percorso, come cammino per giungere ad un punto; una volta lì si può tornare indietro. Il titolo cita “My life in the bush of ghosts” di Brian Eno e David Byrne che a loro volta citano il romanzo africano di Amos Tutola. L’idea di viaggio è pure ne “La spirale o il movimento delle cose”. La spirale è un simbolo comparso spontaneamente in numerose civiltà antiche; la ritroviamo in Afghanistan come in Sardegna, in Iran, Perù, Scozia, è onnipresente come un’ossessione in tutto il mondo mediterraneo. Qui due scimmie blu cercano di rubarne una; sono le scimmie degli affreschi di Akrotiri. Oggi sappiamo che tali scimmie venerate a Santorini provenivano in realtà dall’India, poi portate in Pakistan, infine in Egitto, commerciate con Creta e poi giunte sull’isola cicladica. Atra storia di spostamenti, migrazioni, viaggi. “Di mondi lontanissimi…” 3 maggio - 15 giugno 2025, Firenze, @streetlevelsgallery testo critico: Tiziano Tancredi intervento critico: Sergio Risaliti Direttore del Museo del 900 di Firenze incisione e stampa calcografica: Fondazione Il Bisonte realizzazione installazioni: Bronzisti G.B. Giusti e Bandinelli falegnameria: Marco Iaria catalogo reference: Alessandro Altieri assistenti e aiuti: Spazio Pat, Matteo Marsili, Giulia Bellè, Marco Poma identità visiva: Marco Chiaramonti social media manager e copywriter: Roberta Poggi foto: Leonardo Chiarabini comunicazione: Davide Gavioli Un ringraziamento speciale a Gianluca Milli, Sofia Bonacchi, Alin Catalin Blembea
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11 months ago
Il colore: non come decorazione estetica ma per scelta simbolica. Spirali, labirinti, linee, ma anche sirene, cariatidi o serpenti-arcobaleno acquisiscono senso con il colore. Il mondo antico era coloratissimo: sculture e architetture che oggi ci appaiono come rovine bianche o neutre emanavano tinte, luci vibranti e improbabili. Il colore era in grado di animare la pietra, rendere vive le statue, suscitare un sentimento particolare. Questo colorismo, unito ai toni pastello ma anche acidi di Pontormo, sta alla base della nostra nuova ricerca che tenta di dare colore alla forma con un preciso senso. “Di mondi lontanissimi…” è una mostra che definiamo completa e complessa, pensata per una lettura lenta senza limite. I titoli delle opere non sono accessori ma indizi essenziali che completano le immagini: 1-3: Storie delle vere croci 4-6: Il serpente arcobaleno o la pancia di tutti i segni del mondo 7: La svastika 8: C’è chi danza nella nube di Oort 9-11: Omini a U e le mosche messaggere 12: Il canopo 13: La cariatide 14-15: In Oriente il Gran Khan gli dirà che la freccia è diversa dall’arco, e che il bersaglio si muove continuamente “Di mondi lontanissimi…” 3 maggio - 22 giugno 2025, Firenze, @streetlevelsgallery testo critico: Tiziano Tancredi intervento critico: Sergio Risaliti Direttore del Museo del 900 di Firenze incisione e stampa calcografica: Fondazione Il Bisonte realizzazione installazioni: Bronzisti G.B. Giusti e Bandinelli falegnameria: Marco Iaria catalogo reference: Alessandro Altieri assistenti e aiuti: Spazio Pat, Matteo Marsili, Giulia Bellè, Marco Poma identità visiva: Marco Chiaramonti social media manager e copywriter: Roberta Poggi foto: Leonardo Chiarabini comunicazione: Davide Gavioli un ringraziamento speciale a Gianluca Milli, Sofia Bonacchi, Alin Catalin Blembea
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10 months ago
spam 👤👤👤+ foto @spaziopat , Torino, 2025
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1 year ago
Un giovane pesca simboli dal mare, un mondo onirico e sconosciuto. Il riferimento è una piccola pittura sul fondo di un kylix greco del 500 a.C. ritrovato ad Orvieto, ingrandito di scala e trasposto di senso: qui il pescatore è metafora di chi, mosso dalla curiosità, si abbandona al desiderio e al piacere della ricerca. Il grande tondo precede la sala delle “pitture bianche”, intese come trasformazione, passaggio dal buio al colore attraverso la luce. Il tema è il simposio, alla maniera greca, luogo in ci ci si ritrova, si beve insieme, si scambiano idee. L’evoluzione del singolo avviene grazie agli altri, la trasformazione di ognuno passa da un indispensabile momento collettivo. Il tuffatore di Paestum si lancia in questa scena e invita l’osservatore a fare altrettanto: è un singolo che si immerge nella collettività, compie una scelta attiva per mutare se stesso. Oltre al simposio due elementi: la falsa porta etrusca, un accesso immaginario custodito da scudi e creature; e la scala Dogon, che invita la salita verso il monte Analogo, montagna fantastica invisibile sulle mappe - anche nel romanzo di René Daumal la scalata sul monte Analogo è una missione collettiva. I titoli delle opere non sono accessori ma indizi essenziali che completano le immagini: 1-3: A pesca, come un palmizio davanti un mare venerato 6: Voglio essere un tuffatore 7-8: Il simposio, prima 9: Il simposio, durante 10: Il simposio, dopo 11-14: Il simposio, non so dirti con le parole 15: Salita al monte Analogo 16: La falsa porta “Di mondi lontanissimi…” 3 maggio - 8 giugno 2025, Firenze, @streetlevelsgallery testo critico: Tiziano Tancredi intervento critico: Sergio Risaliti Direttore del Museo del 900 di Firenze incisione e stampa calcografica: Fondazione Il Bisonte realizzazione installazioni: Bronzisti G.B. Giusti e Bandinelli falegnameria: Marco Iaria catalogo reference: Alessandro Altieri assistenti e aiuti: Spazio Pat, Matteo Marsili, Giulia Bellè, Marco Poma identità visiva: Marco Chiaramonti social media manager e copywriter: Roberta Poggi foto: Leonardo Chiarabini comunicazione: Davide Gavioli Un ringraziamento speciale a Gianluca Milli, Sofia Bonacchi, Alin Catalin Blembea
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11 months ago
“Ki!” in sumero, letteralmente, “Terra!”. È il grido di chi dopo il diluvio trova un approdo. Poco importa che esso sia un marinaio sumero, un navigante libico, il Noè della Bibbia ma pure del Corano, l’Ulisse mediterraneo o il celtico Brian il Benedetto. Vedere e toccare terra è raggiungere un’obbiettivo. Uccelli di differenti tradizioni portano fiori e frutti; uomini, donne, animali e stelle convivono in questo luogo, un’oasi dai mille colori. La serie “Ki!” è realizzata con ritagli di carte oleografiche. I papier decoupè assumono colore a seconda del movimento, sono figure argentee che riflettono ed emanano ogni tinta e sfumatura come solo un’isola mitica o un miraggio possono fare. “Ki!” 1-2-3-4, papier decoupè, 2025 “Di mondi lontanissimi…” 3 maggio - 22 giugno 2025, Firenze, @streetlevelsgallery testo critico: Tiziano Tancredi intervento critico: Sergio Risaliti Direttore del Museo del 900 di Firenze incisione e stampa calcografica: Fondazione Il Bisonte realizzazione installazioni: Bronzisti G.B. Giusti e Bandinelli falegnameria: Marco Iaria catalogo reference: Alessandro Altieri assistenti e aiuti: Spazio Pat, Matteo Marsili, Giulia Bellè, Marco Poma identità visiva: Marco Chiaramonti social media manager e copywriter: Roberta Poggi foto: Leonardo Chiarabini comunicazione: Davide Gavioli un ringraziamento speciale a Gianluca Milli, Sofia Bonacchi, Alin Catalin Blembea
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10 months ago
Un ometto di mattoni costruito per un evento senza nome, in un appartamento in cantiere. Evento pensato, realizzato e smontato in 48h insieme a @wholelottacoolshit e @alessandroaltie . Grazie ai tanti amici che in poche ore hanno portato o creato le opere, a chi ha suonato live, a chi ha pulito e allestito e, soprattutto, a chi è passato per condividere questa serata insieme. 1: “ometto” + arazzo di @alessandroaltie ,Torino, 2025 2-7: “ometto”, Torino, 2025
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5 months ago