Christian Mirra è stato il primo a raccontare per immagini la “notte della Diaz” -il 21 luglio 2001- e l’unico a farlo da dentro. Era lì. È stato picchiato, arrestato, portato in ospedale. Il suo fumetto “Quella notte alla Diaz”, uscito per @guanda_editore nel 2009, è ora disponibile gratuitamente. Christian nel luglio 2001, giovane attivista, arrivò a Genova da Benevento, ora vive e lavora come illustratore, scrittore e fumettista in Spagna, a Santander. Genova 2001 gli “parla” ancora. L’intervista di @guadaprof nel link in bio
Giulio Andreotti, che non perdeva occasione per esercitare la sua vena sarcastica, una volta ha detto di amare così tanto la Germania da preferire che ce ne fossero due.
Intendeva sostenere, ovviamente, che la storia del Novecento, con le due carneficine mondiali strettamente (per quanto non solo) legate al militarismo tedesco, suggeriva di tenere sotto controllo la nazione più grande d’Europa e che la divisione tra Germania Ovest ed Est non fosse poi così deprecabile. Con il tempo tutto è cambiato nello stato d’animo delle cancellerie europee.
Oggi la Germania riunificata aspira a creare l’esercito convenzionale più potente d’Europa e sta investendo enormi risorse nel riarmo; in aggiunta dall’altra parte del mondo, il Giappone, che ha avuto un Dopoguerra simile a quello tedesco, ha schierato per la prima volta dei missili a lungo raggio in una propria base militare, una postura impensabile solo pochi anni fa.
Continua a leggere la rubrica di Lorenzo Guadagnucci (@guadaprof ) cliccando sul link in bio!
Quanto contano, quanto indignano gli abusi di polizia nelle democrazie contemporanee? E che cosa si fa per punirli e soprattutto prevenirli? C’è un film di recente uscito nelle sale -“Il caso 137”, del regista Dominik Moll- che indaga il caso francese. È ambientato nel 2018 al tempo della protesta dei “gilet jaunes”, una stagione di mobilitazioni affrontate con durezza dalle polizie francesi, a suon di cariche, lacrimogeni e proiettili di gomma, con un bilancio terribile: 2.500 civili feriti, 24 occhi accecati, almeno cinque mutilazioni dovute al lancio di granate stordenti. Il film racconta un caso che ne riassume altri: un giovane colpito alla testa da un proiettile di gomma e gravemente ferito nel centro di Parigi; l’inchiesta istruita per accertare chi abbia sparato e se abbia seguito le regole prescritte (evidentemente no, perché mai si dovrebbe sparare alla testa). L’intervento di @guadaprof nel link in bio
MERCOLEDÌ 6 MAGGIO 19.00, AULA V VIA ZAMBONI 38
DAL G8 AD OGGI: COME RESISTERE ALLA NUOVA ONDATA DI REPRESSIONE
Stiamo assistendo a una fase di repressione e criminalizzazione del dissenso che non si vedeva da anni. Sono passati 25 anni dal G8, ma ciò che succede nelle piazze mostra che quel tragico episodio è tutt’altro che superato. L’ondata di repressione che abbiamo subito nelle piazze di quest’autunno ne è senza dubbio un esempio.
Ragioniamo, a partire da due testimonianze dirette, su come la repressione nelle piazze si muove ad oggi. Dopo una prima riflessione tecnica, ci confronteremo su quali sono i nuovi strumenti con cui provare ad organizzarci in risposta agli abusi di potere che viviamo quotidianamente.
🗞️Siamo felicissime di annunciare la presenza di Lorenzo Guadagnucci al nostro controfestival in opposizione a Food&Science Festival!
📚 Lorenzo Guadagnucci, giornalista, è stato fra i fondatori del Comitato verità e giustizia per Genova. Fra i suoi libri: "Noi della Diaz" (Terre di mezzo/Altreconomia 2002, 2008, 2021); "L'eclisse della democrazia" (con Vittorio Agnoletto, Feltrinelli 2011, 2021); "Chiedo scusa se vi parlo del G8 di Genova" (Altreconomia 2026). Ha scritto anche "Restiamo animali" (Terre di mezzo 2012) e fa parte della redazione del programma radiofonico "Restiamo animali". Collabora con Altreconomia e Fuori binario.
🐟 Ha paragonato l'esperienza della scuola Diaz a una tonnara: sappiamo che non c'erano referenti assenti in questa frase, che non è come quando sentiamo esponenti degli sinistra parlare di "macelleria" ignorando la sofferenza delle vittime della macellazione. Con lui vogliamo chiederci se un altro mondo è (ancora) possibile, venticinque anni dopo quei tragici giorni del 2001 e la costituzione di uno stato di polizia sempre più pervasivo nelle nostre vite e città.
🌱 Lorenzo è vegano e antispecista e da anni riesce a intrecciare il suo impegno per la giustizia sociale a quello per questi temi.
Averlo con noi è una gioia grandissima e un onore.
Vi aspettiamo insieme a noi!
📣 Vi ricordiamo anche che alle 16, prima di questo evento, saremo in manifestazione preavvisata contro il decennale di Food&Science Festival insieme a tante altre realtà antispeciste locali e nazionali!
Seguiteci, annunciamo presto il luogo esatto! 📍
La memoria delle stragi nazifasciste – da Marzabotto a Sant’Anna di Stazzema, alle Fosse Ardeatine – è diventata spesso un rito sterile, autoreferenziale e complice dell’indifferenza verso i crimini del presente.
"Un'altra memoria" di Lorenzo Guadagnucci @guadaprof (2025) smaschera l’incoerenza di chi condanna le stragi del passato ma tollera quelle di oggi e propone una memoria viva, politica, capace di denunciare le guerre e affermare il valore universale di ogni vita umana.
Di recente la città di Minneapolis è stata epicentro della barbarie contemporanea, culminata con l’esecuzione a sangue freddo, da parte degli agenti della polizia federale dell’Ice, dei due cittadini Renée Good e Alex Pretti. Ma è stata anche la capitale dell’antibarbarie grazie a una mobilitazione popolare che ha pochi precedenti per vastità e qualità. Ed è di esempi simili che abbiamo vitale bisogno anche nelle “democrazie” occidentali (è ormai impossibile non mettere le virgolette, se non le parentesi), vista l’offensiva autoritaria da cui sono investite.In alto, sullo scenario geopolitico, ci sono le guerre preventive, gli omicidi mirati, le stragi e i genocidi come regolatori delle controversie internazionali; in basso la guerra all’immigrazione e la dichiarata “emergenza-sicurezza” che seminano odio e violenza urbana, generando uno stato di precarietà esistenziale che rischia di travolgere intere popolazioni. Sono due aspetti dello stesso fenomeno: la crescita e la legittimazione della barbarie. La rubrica di @guadaprof nel link in bio
“Lanciare una flotilla nell’economia”: il @collettivofabbricagkn non si smentisce e propone un altro dei suoi slogan, una metafora che è una nuova chiamata a raccolta. L’occasione è il quarto Festival di letteratura working class, chiuso domenica 12 aprile con l’ormai consueto e notevole successo di contenuti e di partecipazione (oltre settemila presenze, una cinquantina di relatori, duecento volontari). Un evento -organizzato da Collettivo di fabbrica, @edizionialegre , Soms Insorgiamo e @arci.firenze - che ha dunque mantenuto la sua promessa d’essere un “festival di lotta”.
La sfida proposta dal Collettivo ex Gkn, stavolta, è una decisione da prendere nell’assemblea degli “azionisti popolari” che si terrà l’11 e il 12 luglio prossimi, nel quinto anniversario della lotta. Come ha spiegato dal palco Dario Salvetti, si tratterà di decidere se, come, dove e quando avviare almeno una parte del progetto industriale messo a punto dalla cooperativa Gff (ne abbiamo già scritto qui). L'articolo di Lorenzo Guadagnucci nel link in bio
Ricordare il passato interrogando il presente: la memoria come responsabilità
📆 14 aprile 2026
📍Museo della Città e del Territorio di Monsummano Terme – Biblioteca Giusti, studentesse e studenti dell’Istituto Sismondi-Pacinotti e del Liceo artistico Berlinghieri parteciperanno a un incontro dedicato al valore della memoria come strumento per comprendere il nostro tempo.
Parlare con i giovani di memoria è fondamentale: non solo per custodire ciò che è stato, ma per formare uno sguardo critico sul presente, riconoscere i segnali dell’ingiustizia, riflettere sul peso delle responsabilità individuali e collettive, costruire cittadinanza consapevole.
Quando è viva, la memoria non guarda solo indietro: ci aiuta a capire dove siamo oggi e quale società vogliamo costruire.
Grazie alla Fondazione Caript che ci dà l’opportunità di farlo.
#memoria #costituzione #educazionecivica #cittadinanzattiva
Giovedì 26 marzo 2026 a Crespellano con Un'altra memoria, nel pieno di nuove guerre, con la necessità di pensare altrimenti. Un altro modo di guardare al passato può aiutarci. Ci servono un approccio nonviolento e un antifascismo forte #memoria #antifascismo
È una sentenza dolorosa perché riguarda l’Italia e le sue forze dell’ordine ma anche una famiglia che trova conferma della sua persuasione: Riccardo Magherini, morto ammanettato per strada a 39 anni, poteva salvarsi. Così come potevano salvarsi le altre vittime della tecnica del “ginocchio sul collo”, se questa non fosse stata praticata o almeno attuata con la massima attenzione. L’Italia è stata condannata a risarcire i familiari di Magherini dalla Corte europea per i diritti umani (Cedu) secondo la quale in questo caso ci sono state gravi mancanze: nelle procedure di arresto, nella formazione degli agenti e anche nella conduzione iniziale dell’inchiesta. L’analisi di @guadaprof nel link in bio