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Italia a rischio estinzione: l’orso bruno marsicano
L’orso bruno Ursus arctos è una delle specie più iconiche della fauna italiana, oggi considerato “in pericolo critico” di estinzione secondo la Lista Rossa Iucn. Nel nostro Paese sono presenti due sottospecie: quella eurasiatica, diffusa sulle Alpi, e l’orso marsicano, endemico dell’Appennino centrale e simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Quest’ultimo rappresenta una popolazione unica al mondo, ridotta ormai a circa 50–60 individui e confinata in aree molto limitate. Ad oggi circa l’80% dei decessi è stato causato direttamente o indirettamente da attività umane, sia illegali (come il bracconaggio) sia accidentali.
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Italia a rischio estinzione: l’ecoregione tirrenica
Delle cinque ecoregioni in cui è suddivisa l’Italia nella Lista rossa Iucn, quella tirrenica è la più estesa – anche grazie all’inclusione di Sicilia e Sardegna. Copre il 29% del territorio nazionale, e oltre l’80% degli ecosistemi che la compone è a rischio.
Dalle dune costiere alle praterie marine, il Mediterraneo mostra segni sempre più evidenti di sofferenza. Ogni anno finiscono in questo mare 570mila tonnellate di plastica, mentre nel nord del Mar Tirreno, al largo dell’Isola d’Elba e nel Santuario dei Cetacei, si concentra una delle più grandi “isole di plastica”, con quasi 892mila frammenti di rifiuti per km².
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Safari senza smartphone.
In India gli smartphone vengono vietati nelle riserve naturali più affollate: i turisti devono spegnerli o consegnarli prima dei safari. Stop anche ai tour notturni e restrizioni negli orari più delicati per proteggere tigri e fauna selvatica.
Foto geolocalizzate, jeep ammassate e selfie troppo vicini stanno trasformando i safari in una minaccia per gli ecosistemi. Cresce così la richiesta di un turismo più etico, con meno impatto sugli animali.
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Semi contro la plastica.
Uno studio mostra che i semi di moringa possono eliminare oltre il 98% delle microplastiche dall’acqua, con risultati simili ai coagulanti chimici. L’estratto neutralizza le cariche delle particelle e ne facilita la rimozione tramite filtrazione.
Il processo è semplice e potenzialmente utile su piccola scala: i semi favoriscono l’aggregazione delle particelle, rendendo più efficace il filtraggio. Una soluzione promettente per comunità con accesso limitato a tecnologie avanzate.
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Liberi i beagle di Ridglan Farms.
Quasi 1.500 beagle allevati per i laboratori lasceranno Ridglan Farms grazie a un accordo con associazioni animaliste. Dopo proteste e tensioni, gran parte degli animali sarà trasferita fuori dal centro, mentre resta incerto il destino degli altri.
Per i cani inizia ora una fase di cure e riabilitazione: molti non hanno mai vissuto in casa e dovranno imparare a fidarsi delle persone. Dopo questo percorso potranno essere dati in adozione e iniziare una nuova vita.
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Italia a rischio estinzione: la Codazzurra delle oasi
Esiste una libellula sfolgorante che ha scelto un unico, minuscolo avamposto per rappresentare la sua specie nel nostro Continente: lo Specchio di Venere a Pantelleria. La Codazzurra delle oasi (Ischnura fountainei), in Europa, vive solo qui, tra le sorgenti idrotermali di un lago vulcanico sospeso nel Mediterraneo.
Secondo la Iucn, questa libellula è ufficialmente "vulnerabile". Il paradosso? A metterla a rischio non sono il clima o la natura, ma il calpestio dei turisti e la pressione antropica sulle rive dell'unico specchio d'acqua dolce dell'isola. In questo angolo di paradiso, la vera specie aliena siamo noi.
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Salmoni drogati.
Nei fiumi e nei laghi arrivano residui di droghe umane che alterano la fauna. Nei salmoni, queste sostanze modificano spostamenti e uso dello spazio, influenzando alimentazione, predazione e distribuzione delle popolazioni negli ecosistemi.
Uno studio sul campo mostra che i salmoni esposti a metaboliti della cocaina nuotano più lontano e si disperdono di più. Un segnale di come l’inquinamento invisibile possa incidere sugli equilibri naturali.
Ritmo universale.
Uno studio nato osservando lucciole e grilli in Thailandia rivela una costante inattesa: molte specie comunicano con ritmi simili, attorno ai 2 hertz. Dai suoni ai lampi, il tempo dei segnali resta vicino, anche senza vera sincronizzazione tra animali diversi.
Questa cadenza potrebbe dipendere dal cervello, che elabora meglio segnali tra 0,5 e 4 hertz. Lo stesso ritmo si ritrova nella musica e nel linguaggio umano, suggerendo un legame profondo tra percezione e comunicazione.
Patate e fotovoltaico.
Coltivare patate sotto pannelli fotovoltaici è possibile senza grandi perdite, se la luce viene gestita con precisione. Test nel Mantovano mostrano cali contenuti con ombra moderata, mentre schermature più intense riducono nettamente la produzione.
La svolta arriva dai pannelli mobili: riducendo l’ombra nelle fasi cruciali, la resa può eguagliare o superare quella in pieno sole. Un equilibrio tra raccolto ed energia, con piccoli compromessi sulla produzione elettrica.
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