Giuseppe Di Liberto

@giuseppediliber

Upcoming: 'Per sempre, fino alla fine' solo show curated by @martacereda & @giuliamariachiara at @museocapesaro with @vetteseangela @camisalvaneschi
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Yet to Be Seen (Apocalyptic Scenario and First Refuge), 2026 Graphite on drywall, aluminum structure, 3D print 200 × 120 × 110 cm After five years of this wonderful project, Table Manners opened this June, curated by the amazing soul @piechencool , at the beautiful Barbati Gallery @barbatigallery in Venice. With her care and professionalism, Pia created a truly unique project and an extraordinary group exhibition, featuring sensational artists. Special thanks to Julia Marchand @marchand.julia for the beautiful text! Thank you to Walter @wltrae for his dedication and graphic expertise. Thank you David @woodoss , for the technical direction of the stunning installation! Thank’s a lot @giulio.cp to help me with the scultural transport in the boat! Thank’s to @giu.lia.vaccari for the inevitable help Thank’s to @3dnuki for the professional e technical work And Thank you to my brother and assistant @gabrielediistefano Courtesy the artists and Barbati Gallery, Venice, Italy. Photography: Andrea Rossetti @andrea_rossetti_archive
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3 months ago
A volte è strana la vita (marcia funebre neomelodica) is now in Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa’s collection / PAC 2025 - acquisition prize @bevilacqua A big Thanks to my beautiful team: Curator: @arnbrh @bbmonteleone @quarta2445 Set design: @davide_dilibert0 Music: @_felix_unseld_ Trumpets: Felix Unseld and Giacomo Palmarin Performer: @_isabel.fischer_ Co-producer: Claudio Donadel Video: @matteoprimiterra Space: @spaziopunch Pics: @tzatzichis A volte è strana la vita (Marcia Funebre Neomelodica) (2025) è una performance di Giuseppe Di Liberto che rielabora il brano neomelodico Papà ce manche di Antonio Muscetti in forma di marcia funebre. L’arrangiamento, curato da Felix Unseld (trombettista e percussionista del pezzo), svuota il brano del suo registro originario per restituirlo in una veste solenne e luttuosa, caricata di tensione affettiva. La voce scompare, sostituita dal corpo: Isabel Fischer, dottoranda in Lingua Italiana dei Segni presso l’Università Ca’ Foscari, interpreta e “canta” il brano attraverso la LIS, facendo affiorare la dimensione tattile, gestuale e visiva della memoria. Il linguaggio dei segni si fa canto incarnato, eco muto che attraversa lo spazio con la sua grammatica visiva, trasformando il lutto in una coreografia minimale e intensamente espressiva. La performance si inserisce in una riflessione più ampia sull’estetica che attraversa la ricerca di Di Liberto, in cui simboli, corpi e atti rituali operano come tentativi di trattenere ciò che è destinato a svanire. Come nelle sue pratiche di spargimento, copertura, fossilizzazione e oscuramento, anche qui la marcia funebre agisce come atto di contro-memoria, una liturgia per ciò che non ha trovato posto nella Storia. La lingua, privata del suono, resta incisa nel gesto: un corpo che si fa spettro, “una presenza che agisce come una forza viva... ciò che è stato forzatamente escluso ma non ha smesso di fare sentire la propria urgenza”. È possibile allora ascoltare un fantasma quando si manifesta solo nel corpo dell’altro? E cosa succede se quel gesto silenzioso diventa l’unica forma di racconto possibile? Text by @arnbrh
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9 months ago
“Così tentammo di aspettare la fine” explores the artist’s interest in two thematic strands: on one hand, the role of the ex-voto, a prayer of good omen that takes the form of an object and sometimes even a painting; on the other hand, the theme of the apocalypse, a recurring theme in his most recent artistic production. The feeling of an increasingly concrete and imminent end is influenced by the artist’s direct experience and the urban and natural contexts that surround him, such as Venice, where he lives and works, and Sète, where he recently completed a residency promoted by the Italian Ministry of Culture in France in collaboration with the École des Beaux-Arts and CRAC (Centre régional d’art contemporain Occitanie/Pyrénées-Méditerranée). The exhibition revolves around elements found by Di Liberto on the graves of fishermen in the Cimetière marin of Sète, so named by the poet Paul Valéry, who wrote about it in a collection of poems and where he is now buried. Among these are vernacular paintings created as ex-votos by sailors to ward off unforeseen events during sea voyages. These paintings to exorcise the end confirm the idea of the French exegete Paul Beauchamp that the Apocalypse was born precisely “to help bear the unbearable.” Giuseppe Di Liberto’s show can be visited until September 13, 2024 in Foro Buonaparte 52, Milan. @giuseppediliber @giorgiaaprosio @macpoggiali @crac.occitanie @mic_italia @philippesaulle @museepaulvalery @arnbrh @miriam.rejas.delpino
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1 year ago
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6 days ago
Il 10 maggio a Venezia: Lama Farfalla e Panopticon insieme dalle ore 11 - fino a dopo il tramonto. 🏓 Ping Pong w/ Irene Fenara, Valentina Goretti, Leonardo Furlan, Alessandro Manfrin, Andrea Martinucci, Valentina Parati, Eleonora Luccarini, Giuliana Rosso, Marco Pio Mucci, Gianluca Tramonti, Giovanna Repetto, Paolo Pretolani, Federico Lupo, Marco Laudadio, Valentina De Zanche, Lorenzo Montinaro, Gaia Ginevra Giorgi, Federico Arani. 🪸Cibo, Bere, Musica: LamaFarfalla 🏆 dalle 16:30 torneo di Ping Pong con il palio una scultura: iscrizioni al link in bio! Artwork: @federico.spini
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18 days ago
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2 months ago
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2 months ago
@inruins____ was a family; Canosa was an adventure ❤️💫❤️ See you on March 20 in Milan at @fondazioneelpis , where we’ll share the deeper story behind our research and work! 🌪️ Thanks to all the Daunians 🌪️
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2 months ago
Il tunnel del MOSE non si può filmare. È uno spazio tecnico inaccessibile, sottratto allo sguardo per ragioni di sicurezza e riservatezza ingegneristica. Liturgia Idraulica di Francesco Cinà @ciccio.psd — primo capitolo di Tetrà, progetto teorico-filmico sui quattro elementi naturali come dispositivi di attraversamento del contemporaneo — trasforma questa impossibilità in metodo. Il disegno di Giuseppe Di Liberto nasce da questa necessità: Giuseppe è stato invitato a ispirarsi alla figura dell’Angelus Novus, come elaborata da Walter Benjamin. Da questa suggestione, ha sviluppato una personale reinterpretazione, che connette la sua ricerca artistica sull’apocalisse con la materialità idraulica del progetto. Angelus Novus, grafite su carta, 21x29,7 cm, 2026
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2 months ago
🌊 Le acque che vidi non saranno più le stesse Residenza artistica a Taranto curata da Giovanni Talamo con Archivio RitrovaTA. Un progetto che esplora il mare come spazio di memoria condivisa, ascolto e trasformazione. Con Giuseppe Di Liberto, l’arte diventa pratica collettiva tra archivi, corpi e immaginari del territorio. 📍 Taranto | Mar Piccolo | Un ringraziamento speciale a @violaviola_____ per la composizione della colonna sonora e ad Anna Rita Leone per la voce.
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3 months ago
Una bellissima intervista firmata @liviasavorelli nel nuovo numero cartaceo di ESPOARTE 132 @espoarte Livia ripercorre con una meticolosità scientifica le ricerche che stanno attraversando gli ultimi anni di lavoro. Nel testo vi sono tre approfondimenti sugli ultimi progetti, svolti nelle ultime residenze, supportati e prodotti da amici e professionisti: “Le acque che vidi non saranno più le stesse” con @archivioritrovata @galattica_taranto @casaviola_taranto @comunetaranto @regionepuglia - “Finché il fuoco non uscirà dal mio petto, finché il fumo non sarà disperso nel vento” @inruins____ #soprintendenzabatfoggia @soprintendenzabatfoggia @nicola_guastamacchia @neetido @marialuigiagioffre @fondazioneelpis @_felix_unseld_ @maria_sinesi @vincydelluovo e infine “A volte è strana la vita” che ha vinto il PAC 2025 con @bevilacqualamasa @_felix_unseld_ @_isabel.fischer_ @arnbrh @quarta2445 @bbmonteleone @spaziopunch @matteoprimiterra Buona lettura e grazie ancora @liviasavorelli
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3 months ago
Proyectos potenciales, Bilbao ha creado mucho!Última semana de residencia en el la @bilbaoartefund El atlas apocalíptico ha tomado forma.
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4 months ago