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Giorgia Armario

@gioarm_

A metà tra il pesto e la bagna cauda
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“Elle va planter ses choux” Lavoro finalista per “Le Stanze della Fotografia - Open Call 2026” @lestanzedellafotografia #opencallstanze26
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3 months ago
AAA CERCASI PERSONE PER COLLABORARE A UN PROGETTO FOTOGRAFICO 📸 —> leggi il testo nella slideshow a seguire 📖 Se vi va collaborare o di aiutarmi nella ricerca di persone che vogliano collaborare con me su 📍Roma 📸, CONDIVIDI QUESTO POST🔃 Grazie ❤️
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3 months ago
Les Petits Poissons - self-produced book, July 2025 This project recounts a personal strategy of escaping from the boredom of everyday life. During childhood, I used to defeat moments of loneliness by grabbing a ribbon and moving it between my fingers. The repetition of such a gesture gave space to the imagination as well as blurred the perception of the surrounding reality. In this imaginative rêverie I dreamed of being elsewhere, of resembling the one I wanted to become. Eventually, the technique represented a joyful source of entertainment while both my mother and my grandmother were working in their hair saloon. The photographic portrayal of the game – as one might see in the additional “Guide to evasion” – aims not only to narrate a private experience, but also to invitate the audience to distract from real life. The idea of repetitive gesture is strictly connected to the anaphoric structure of Les petits poissons, a French lullaby I used to sing since I was 2 years old. The topic of this song concerns fishes, which have been chosen as another central subject inside my story. I learned the rhyme thanks to my first baby sitter Isabelle, a French young lady from Île d’Oléron (Bay of Biscay, France). Her creativity had always fascinated me, and I believe she both stimulated my fantasy and encouraged my ability to wonder. As Emilio Cecchi used to say in the essay Pesci Rossi, the aquarium, with its goldfishes, symbolizes both a prison and a reflection of the outside world, with the multiple perspectives in which it can be interpreted. To follow this metaphor, the room from where I used to play was my own personal aquarium, a closed environment where I could project fantasies or shape infinite, possible scenarios. #lespetitspoissons #selfmadebook #fanzine #photographybook
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10 months ago
acero starnuti marmellata
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14 days ago
post caotico di semi addio alla galleria foto di questo telefono (conosciuto con il nome improprio di “aifon-due” o “telefono marcio quindicidisciotto”) perché l’impatto dello schermo sull’asfalto, e nello specifico quello avvenuto venerdì 24 aprile 2026 in viale Eritrea (toponomastica coloniale bleah) a Roma, ha messo in discussione l’alleanza di lunga data tra vetro e cristalli liquidi #rip#pareidolia#nonmivemiteaparlaredibackup#monvisoeliguria#drink9gradigiapponese
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21 days ago
cosa c’era fuori dai 7 eleven a Tokyo:
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1 month ago
Inemuri 居眠り
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1 month ago
Le “foto del cavolo” spuntano da quelle insicurezze che talvolta inceppano la volontà di abbandonarmi al rischio di sbagliare. Provare a conoscermi non mi ha mai dato la possibilità di capirmi di più, e la consapevolezza sembra allontanare da un’indole sicura a cui spesso si ambisce. Come donna che si muove dentro e fuori gli spazi ristretti del suo involucro personale, sto cercando di osservare con benevolenza il caos che mi porto dentro, ad accettarlo così com’è. La forma che questo groviglio ha assunto nel tempo è visibile in tutti i linguaggi da cui mi lascio accompagnare. Se non avessi incontrato delle persone disposte a presentarmi le formidabili potenzialità del “possibile”, se avessi dato retta al timore di infastidire, se avessi avuto l’arroganza di non chiedere aiuto, non avrei potuto abbracciare quel precario senso di fiducia necessario per ogni minimo cambiamento. Capita di imbattersi in chi non volta lo sguardo a uno “scusa se ti disturbo, ma volevo chiederti se”. L’eventualità, l’ipotesi, il “dubbio che” sono imprevedibili occasioni di fronte alla gabbia impolverata della paura. “Elle va planter ses choux” è qualcosa di buono, di condiviso, e ciò mi ha reso felice. Grazie a @lestanzedellafotografia , @miaphotofair , alle persone che hanno visto attraverso e oltre la superficie. Grazie soprattutto a @mew.alice , perchè è stata la prima a convincersi che fosse una buona idea vestirsi di foglie.
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1 month ago
un anno fa davo involontariamente fuoco alle tende bruciando l’incenso nel punto più sbagliato della stanza (cioè vicino alle tende) 🥰
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1 month ago
DnB a bomba per camuffare la disperazione somatizzata #aiuto #elisadirivombrosa #viteallimite
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2 months ago
I raffreddati il primo di marzo
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2 months ago
veneziane
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2 months ago