@frocinema

🎥 Rassegna | 🏆 Concorso | 🎓 Workshop a cura di @eropietro per @arcigayroma in collaborazione con @cinematroisi sostenuto da @ottopermille_sokagakkai
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Cinema queer, ospiti internazionali, anteprime e spazio ai nuovi talenti: Fr*cinema torna al Cinema Troisi dal 30 marzo al 12 giugno per la sua terza edizione! FR*CINEMA è organizzato da Arcigay Roma e Piccolo America, a cura di Pietro Turano, sostenuto dall’Otto Per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Anche quest’anno Fr*cinema propone una rassegna dedicata alla cultura queer con tanti ospiti internazionali e film in anteprima per un totale di 8 serate di proiezioni, ampliando il concorso rivolto a film-makers under 35 con un doppio premio per le categorie finzione e documentario, insieme a un ciclo di workshop gratuiti con professionisti dell’industria cinematografica. 🌈 Si parte lunedì 30 marzo alle 20:00, scopri il programma completo della nuova edizione: 30/3 alle 20:00 “120 Battiti al minuto” presenta Robin Campillo + il corto “First time in drag” di Pietro Macaione 13/4 alle 20:00 “Futur Drei” presentano Pegah Moshir Pour e Shadi Amin + il corto “Mani” di Ashkan Mehri 14/4 alle 20:30 première italiana di “Tomboy” (Director’s cut) presentato da Céline Sciamma 27/4 alle 20:00 “The Watermelon Woman” presentano Bartholomew Summet e Djarah Kan + il corto “Bad at dancing” di Joanna Arnow 11/5 alle 20:00 “Young Hearts” presentano Gabriele Piazza e Maria Bosco + il corto “The First Kiss” di Miguel Lafuente 25/5 alle 20:00 première europea di “Enigma” presentano Zackary Drucker e Federico Barbarossa + il corto “Rosa” di Ferran Navarro-Beltrán 8/6 alle 20:00 première italiana di “Mickey and Richard” presentano Salvatore Falzone e Ruggero Freddi + il corto “Giochi” di Simone Bozzelli 12/6 GRAN FINALE in Piazza TBA 🎤 Tutti gli incontri saranno moderati da Pietro Turano. ✏️ L’illustrazione in locandina è di @fernandocobelo 🎨 Il progetto grafico è di @studiomistaker
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1 month ago
8 serate, 8 film e 8 corti in compagnia di 15 ospiti italiani e internazionali, première ed eventi speciali! Il radar non serve: Fr*cinema sta per tornare con una nuova edizione, un concorso per corti originali con il doppio dei premi e un weekend di workshop gratuiti. Dal 30 marzo al 12 giugno, solo al #CinemaTroisi Seguici per scoprire il programma completo, fuori la prossima settimana. Fr*cinema è un progetto di Arcigay Roma in collaborazione con Fondazione Piccolo America, sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. 📹 @tahirocc ✍️ @lorenzovitrone
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2 months ago
«Essere una donna lesbica nella scienza è come fare -x-=+.» 🧮 Dall’analisi di @meribi_matemaggica su come gli stereotipi di genere e la percezione della mascolinità influenzino la credibilità scientifica, fino alla riflessione di @gabrielepiazz sulla necessità di “curarsi” per vivere relazioni sane fuori dai traumi del passato. Un dialogo necessario per smontare il peso della performatività maschile e riappropriarsi del diritto alla gioia e alla competenza, senza dover rinunciare alla propria identità. 👀 Leggi i 4 punti fondamentali del talk scritti da @archiviocri nel carosello. 🎬 Fr*cinema torna il 25 maggio alle 20:00 al @cinematroisi con l’anteprima europea di Enigma, il documentario HBO sulla vita di Amanda Lear, presentato dalla regista Zackary Drucker. Progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai 🎟️ Biglietti disponibili al link in bio. 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante la presentazione sarà presente un’interprete LIS. Ci vediamo in sala!
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3 days ago
«Il cinema che racconta i primi amori non è mai solo una questione di cuore, ma di spazio: quello che occupiamo nel mondo e quello che dobbiamo ancora conquistarci». Tra la scoperta di sé e la fatica di innamorarsi, la proiezione di Young Hearts e del corto The First Kiss ha riportato il pubblico di Fr*cinema alle emozioni vivide dell’adolescenza. Ospiti della quinta serata di Fr*cinema, Maria Bosco di @geopop e il comico Gabriele Piazza, hanno dato vita a un dialogo tra vissuto personale e riflessione collettiva: «Mi piace la parola “Frocio”, ha un suono meraviglioso», ha riflettuto Gabriele. «Tra tutti i termini è forse quello che più si presta a una riappropriazione potente. È bello essere froci». Al centro del dibattito, il contrasto tra identità consapevole e repressione patriarcale: «A 14 anni non avevo neanche nell’anticamera del cervello la possibilità di essere lesbica», ha raccontato Maria Bosco. «Venivo dalla “Milano bene”, dove i gay non esistono: ci sono, ma non se ne parla. La consapevolezza per molte donne arriva più tardi, perché culturalmente l’omosessualità femminile è stata a lungo invisibile». Un invito finale a guardare ai primi amori come tappe per costruire relazioni sane fuori dalle logiche della maschilità tossica: «Bisogna curarsi tanto per sperimentare relazioni sane in questa società», ha concluso Gabriele, ricordando come il confronto sia l’unica strada per non dare mai per scontato il proprio spazio. 📸 @rolandosphotos Progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai
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5 days ago
«Si può raccontare una storia d’amore queer a lieto fine?» ✨ In Young Hearts, Anthony Schatteman dimostra che la queerness non deve essere sempre sinonimo di sofferenza. Attraverso il primo amore di Elias, il film scardina la narrazione del dolore per restituire la semplicità di un lieto fine possibile, dove il coming out diventa uno scatto di coscienza che arma il coraggio di viversi con serenità. 👀 Leggi l’approfondimento di @archiviocri nel carosello. 🎬Fr*cinema torna lunedì 11 maggio, alle 20:00 al @cinematroisi : il comico @gabrielepiazz e @meribi_matemaggica di @geopop presentano Young Hearts Progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai 🎟️ Biglietti disponibili al link in bio. 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante la presentazione sarà presente un’interprete LIS.
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10 days ago
@frocinema torna lunedì 11 maggio alle 20:00 con l’acclamato esordio alla regia di Anthony Schatteman, “Young Hearts”, proiettato in anteprima mondiale a Berlino 74 e presentato al #CinemaTroisi dal comico Gabriele Piazza e Maria Bosco, content creator di @geopop , in dialogo con Pietro Turano. “Young Hearts” racconta la forza del primo amore in modo semplice ma rivoluzionario, attraverso la storia del quattordicenne Elias, che si ritrova a vivere un legame inaspettato con il nuovo vicino di casa Alexander. Dalla semplice curiosità nasce un sentimento profondo che, tra pressioni degli amici e dinamiche familiari, lo costringe a fare i conti con se stesso. Anthony Schatteman realizza un racconto di formazione autobiografico e luminoso, contemporaneo, arricchito da una meravigliosa storia d’amore queer capace di restituire le sfumature più sottili del tumulto interiore nell’età dell’adolescenza. La proiezione del film sarà anticipata dal corto “The First Kiss” di Miguel Lafuente. Progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante il talk sarà presente un’interprete LIS. 🎟️ Con l’abbonamento i biglietti sono a 4,50€ e fino al 31 maggio i poster FARE COSE in omaggio! Scopri di più al link in bio.
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13 days ago
«L’omotransfobia è un prodotto coloniale.» ✊🏾 Dall’analisi di Djarah Kan sulla necessità di decolonizzare lo sguardo e smantellare il concetto di razza nella produzione culturale, fino alla visione di Bartholomew Sammut sul cinema queer come spazio fisico di comunità e incontro sicuro. Un dialogo necessario per riappropriarsi della propria storia e imparare a abitare la rabbia con lucidità, fuori dalle logiche tossiche dei social. 👀 Leggi i 4 punti fondamentali del talk scritti da @archiviocri nel carosello. 🎬 Fr*cinema torna lunedì 11 maggio alle 20:00 al @cinematroisi : il comico @gabrielepiazz e @meribi_matemaggica di @geopop presentano Young Hearts. progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai 🎟️ Biglietti disponibili al link in bio. 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante la presentazione sarà presente un’interprete LIS. Ci vediamo in sala!
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17 days ago
«Il cinema di Cheryl Dunye è un lavoro pioneristico: è fondamentale per ciò che è stato fatto in passato e per ciò che deve ancora essere fatto». Trent’anni dopo il Teddy Award alla Berlinale del 1996, The Watermelon Woman è tornato a scuotere il pubblico, dimostrando che la necessità di decolonizzare lo sguardo non ha perso un grammo della sua urgenza. Ospiti della serata, la scrittrice Djarah Kan e Bartholomew Sammut (Berlinale / Teddy Award) hanno dato vita a un incontro che ha unito memoria storica e resistenza presente: «L’omofobia è stata un’esportazione coloniale sistematica», ha raccontato Djarah Kan. «Gli europei arrivavano in Africa o in America Latina e restavano inorriditi dalla libertà sessuale e dalla fluidità di genere che trovavano. Il messaggio era: dovete imparare a essere omofobi perché così vi tormenteremo di meno. La colonizzazione è stata l’insegnamento dell’odio». Al centro del dibattito, la necessità di riappropriarsi di una narrazione lucida fuori dalle logiche tossiche dei social: «Non mi interessa la politica basata su chi urla di più», ha continuato Djarah. «Dobbiamo attaccarci alla nostra lucidità, perché i social sono macchine che si nutrono delle nostre emozioni estreme per arricchire un capitale che finanzia sofferenza, morte, il genocidio. Non mi interessa vivere così». Un invito alla creazione di spazi fisici che Bartholomew Sammut ha rivolto direttamente a chi oggi vuole iniziare a fare cinema e a chi sta partecipando al concorso di fr*cinema: «È fondamentale crearsi un proprio spazio e circondarsi delle persone con cui si vuole avere a che fare. Andate avanti con gli occhi e il cuore aperto, pronti ad ascoltare e a restituire tutto alla comunità. Non rendiamo i proprietari dei social media più ricchi, ma facciamolo qui, tutti insieme». 📸 @rolandosphotos Progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante i talk è presente un’interprete LIS. 🎟️ Con l’abbonamento i biglietti sono a 4,50€! Scopri di più al link in bio.
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19 days ago
Mentre a livello internazionale cresce l’attenzione verso linguaggi innovativi e narrazioni non convenzionali, l’Italia sembra rimanere indietro, incapace di intercettare le trasformazioni del presente. Il fatto che il cinema italiano sia assente dalle principali selezioni di Cannes e Berlinale ne rappresenta un segnale. In questo contesto, le narrazioni queer sono tra le più penalizzate: non perché manchino idee o interesse, ma perché trovano ostacoli in un sistema che tende a premiare ciò che è più facilmente assimilabile. Questo porta a un progressivo impoverimento: film che non vengono realizzati, opere che non circolano, immaginari che restano invisibili. Le storie queer rimangono strumenti indispensabili per leggere il futuro del presente. Attraverso nuove prospettive su identità e relazioni, permettono di superare stereotipi e ampliare le possibilità della rappresentazione. In questa direzione di inserisce il concorso under35 di @frocinema dedicato a cortometraggi di finzione e documentari. Fino a lunedì 27 aprile puoi partecipare gratuitamente con un soggetto inedito e originale. In palio 15.000 euro di contributo produttivo per la realizzazione di un corto di finzione e 10.000 euro per un corto documentario. A questi si affiancano un abbonamento annuale a MUBI, una giornata in teatro di posa presso gli spazi di Video Artists, il supporto di un EcoMuvi manager con relativa certificazione ACCREDIA per la sostenibilità ambientale e la proiezione del film al Cinema Troisi. Tutti i partecipanti avranno accesso ad un weekend intensivo di workshop formativi con professionisti dell’industria cinematografica. A cura di @matchonfire In copertina: “Giochi” (2021) di Simone Bozzelli #cinema #cortometraggio #cinemaqueer #generazione #frocinema
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23 days ago
«A volte devi inventare tu la tua storia.» ✨ In The Watermelon Woman, Cheryl Dunye esplora l’identità nera e queer tra archivi mancanti e il bisogno di darsi un nome. Un racconto che riempie i silenzi del cinema classico e rivendica il diritto di esistere attraverso l’immaginazione, dove il falso diventa lo strumento più vero per trovarsi. 👀 Leggi l’approfondimento di @archiviocri nel carosello. 🗓️ Vi aspettiamo lunedì 27 aprile alle 20:00 al @cinematroisi per la proiezione del film, presentato in sala da @djarahkan e dal Bartholomew Sammut. 🎟️ Biglietti disponibili al link in bio. 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante la presentazione sarà presente un’interprete LIS.
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24 days ago
@frocinema torna lunedì 27 aprile alle 20:00 con un imperdibile classico del cinema queer, “The Watermelon Woman” di Cheryl Dunye, primo lungometraggio diretto da una regista lesbica e nera, vincitore del premio Teddy alla Berlinale del 1996 e di nuovo sul grande schermo a trent’anni dall’uscita. Presentato al #CinemaTroisi da Bartholomew Summet (senior programmer Panorama Berlinale e Teddy Award Coordinator) e da Djarah Kan in dialogo con Pietro Turano, “The Watermelon Woman” racconta la storia di Cheryl, giovane lesbica nera che lavora in una videoteca. Impegnata a realizzare un documentario su un’attrice nera degli anni ’30 ricordata solo come “la donna dell’anguria”, Cheryl si confronta con l’identità queer e con l’urgenza di ricostruire le storie di figure marginalizzate sul grande schermo. Regista, sceneggiatrice e protagonista del film, Cheryl Dunye ci consegna il ritratto di una comunità assente dal cinema dell’epoca, esplorando con umorismo, con vivacità e con l’urgenza di un’indagine culturale temi come l’appartenza e la rappresentazione sociale. Una rivoluzionaria opera di auto-fiction diventata una pietra miliare del nuovo cinema queer degli anni ’90. La proiezione del film sarà preceduta dal cortometraggio “Bad at Dancing” di Joanna Arnow (2015). Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante il talk sarà presente un’interprete LIS. 🎟️ Con l’abbonamento i biglietti sono a 4,50€! Scopri di più al link in bio.
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27 days ago
«Io sono viva e cambio». Céline Sciamma ha portato a Fr*cinema una piccola rivoluzione: il nuovo director’s cut di Tomboy. Un gesto che rifiuta il “ritorno all’ordine” per aprire il film al racconto di un’infanzia transgender, tendendo la mano a una comunità che ne ha fatto una bandiera. Dalla critica a un’industria cinematografica “che se ne frega di noi” alla rivendicazione del cambiamento come forma di esistenza, il suo sguardo rompe gli schemi per riappropriarsi di un linguaggio che ci appartiene. Perché se il cinema capitalista è in crisi, quello indipendente cambia pelle: alla fine vince la luce. 👀 Leggi i 4 punti fondamentali del talk scritti da @archiviocri nel carosello. 🎬 Fr*cinema torna lunedì 27 aprile alle 20:00 al @cinematroisi con @djarahkan e Bartholomew Sammut che presenteranno The Watermelon Woman a 30 anni dal suo debutto. progetto sostenuto con i fondi @ottopermille_sokagakkai 🎟️ Biglietti disponibili al link in bio. 💬 Film in lingua originale con sottotitoli. 🎤 Durante la presentazione sarà presente un’interprete LIS. Ci vediamo in sala!
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28 days ago