L’autunno è il tempo del cambiamento. È un tempo leggero e malinconico. È un tempo profondo e buio. Nel mio journal ho scritto una lista di cose che possiamo ricordarci per tranquillizzare e rinvigorire il nostro spirito.
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#journal #diariodartista #blogcreativo #creativitàautentica
Ho scritto un nuovo post sul mio journal. Parlo di poetica degli oggetti, un cavallino di plastica e rituali creativi contro la mania di perfezione.
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#blogarte #artisticjournal #fooljournal
Dicono tante cose sulla maternità, ma forse non dicono che a volte ti ricorderai di quei primi giorni da un profumo, e ti sembreranno più perfetti di quanto non lo siano mai stati. Forse non dicono che il tuo corpo faticherà a tornare quello di prima e anzi non sarà più quello di prima, come non lo sarà la tua intera vita. Il senso di colpa farà da sfondo a molte giornate come mai prima e ti sentirai sempre divisa. Questa è una tortura, ma è anche una benedizione: sentire che conservi ancora l’animella viva delle tue passioni è il segno che stai aggiungendo e non togliendo. La vita diventa più piena e non perdi te stessa: il tuo fuoco diventa ancora più intenso.
Iniziare a costruirmi un nuovo lavoro proprio durante la nascita di mia figlia è stato l’atto più coraggioso e insensato che abbia mai compiuto.
Lavorare nei ritagli di tempo.
Sognare oggetti e luoghi del futuro.
Ricentrarsi su quello che è davvero importante per te e un piccolo essere umano che è tuo figlio, ma è anche qualcuno che sarà figlio del mondo quando tu non ci sarai più.
Essere una madre artista è faticoso, essere una madre che intraprende è faticoso: notti e notti in bianco, pannolini e allattamento, imparare una nuova lingua (che in realtà conosciamo bene) entrare in un nuovo ritmo, guardare ogni giorno qualcuno che ha bisogno che tu sia lì, presente, ritagliarsi del tempo senza sentirsi obbligati da un contratto, essere capi di se stessi anche quando avresti solo bisogno di dormire. Tutto questo è davvero faticoso
Il tempo del lavoro è tempo tolto a mia figlia? A volte mi chiedo (sempre).
Come esseri umani continuiamo ad amare, ad avere valori e sogni.
Prendiamoci il nostro tempo per mostrare ai nostri figli quanto sia importante, creiamo il sogno per dimostrare che si può fare. Nessuna scuola può insegnarlo. Lottare per qualcosa che può diventare grande, prendersi la responsabilità di quello che facciamo come individui su questa terra. Nessuna scuola può insegnarlo.
Piccola mia, voglio farti sentire come si può amare, lottare, credere, costruire e vedere questi frutti crescere nel nostro giardino. Tu sei la luce delle stelle che illumina questo cammino.
#maternità #diariocreativo
Forse sono davvero una persona strana, come alcuni affermano. Io in questa anima però mi ci sono sempre trovata abbastanza comoda, pur senza capirla affatto; una sensazione che assomiglia a quel calore familiare che senti per i genitori nonostante la vostra distanza potrebbe disegnare un buco nero enorme in cui perdersi. Guardi l'amore e dimentichi tutto il resto, a patto che le giornate siano serene e soleggiate.
Io sono quel tipo di persona che vorrebbe testare tutto, che non crede veramente nell'oroscopo, ma continua ad ascoltarlo e trovarci cose che tornano.
La sera del 30 dicembre alle 23 e 30 la luna nuova entrava nel capricorno, mio segno opposto, e come dicono gli astrologi, quello era il giusto momento per piantare i semi che vorremmo veder spuntare la prossima primavera.
Io ero ignara di tutto ciò, perché sono un'eterna ritardataria e non avevo ancora ascoltato o letto di questa luna. Alle 23 in punto entravo nella vasca da bagno con la paura che mia figlia si potesse svegliare da lì a poco interrompendo un momento che sognavo da giorni. Alle 23 e 30 tutto taceva e la mia mente iniziava a fare pensieri vaghi ma intensi su un desiderio piccolo, sottile, molto etereo: il desiderio era quello di scrivere, redigere e affermare le regole della mia vita senza guardare al "manuale" scritto da altri, senza perdere la mia energia a pensare a cosa e a come fanno le cose gli altri. Insomma, ignara di tutto stavo piantando un seme bellissimo, piccolo ma splendente, un seme che è arrivato a me spontaneamente, un desiderio sottile che non ricordavo più di poter desiderare.
Ecco, credo che d'ora in poi cancellerò tante note salvate, farò tanti errori, proverò tanto orgoglio nel dire che le cose sono venute male perché ho pensato di farle senza guardare a nessun altra cosa se non il mio piacere, la mia visione e il mio intuito. Buon primo giorno dell'anno e buoni semini a tutti 🌱
Il vuoto è struggente.
Quando c'eri volevo star da sola.
Ora che non ci sei, lo stomaco ringhia.
Una tigre si è impossessata di me.
Il tempo diventa sempre più pregnante.
Il silenzio così intenso da commuovere.
Lo sguardo così zuccherino da farmi girar la testa.
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#vuoto
"Tu saresti capace di piantare tutto e ricominciare la vita da capo? Di scegliere una cosa, una cosa sola ed essere fedele a quella, riuscire a farla diventare la ragione della tua vita, una cosa che raccolga tutto e che diventi tutto proprio perché è la tua fedeltà che la fa' diventare infinita... Ne saresti capace? Ecco ascolta se io ti dicessi, Claudia...."
La fede cercata e la fede ritrovata. Mani ai confini che si stringono forte in una roulotte sotto un temporale estivo. Il suono dei tacchetti di ballerine su piedini dai passi corti. Il rosario che scricchiola. Qualche ragazza giovane, bella e misteriosa in un libro di favole quando ancora il mondo era immagine, suono, odore, tocco, gusto. Sentirsi al sicuro, ma anche in pericolo. Sentire il mondo dentro di sé, il mondo troppo fuori. Un biglietto per l'Australia e la strada veloce che ti separa dal passato. Disegnare, disegnare, fare l'amore, perdersi. Avere un biglietto per un viaggio, ma non sapere dove andare. Bali nel seme di un desiderio piantato. Il teatro, le maschere, non riconoscersi, vedersi troppo, sentirsi troppo, riconoscersi troppo. Il corpo che suona. Il corpo che freme. Le mani che cercano un rifugio. Dove? Dentro la terra. Calma. Non andare troppo in là, non cambiare ancora, "ti prego resta, ho bisogno di te!". Il mondo è finito quando sei andato, il mondo è ricominciato quando è finito. Scoprire di essere una, a volte, solo a volte: fa paura, fa male, fa pensare, fa crescere. Il tuo sorriso. Sentirsi finalmente a casa. Il viaggio verso te stessa: è infinito, è dolce, fa male. Ho incontrato luoghi sicuri. Sono cambiata e mi sono trasformata. Tante me in una, tante volte diversa. Sei arrivato tu, è arrivata lei. Posso leggere tante cose ormai. Ho scoperto la mia voce, non mi lascia più. Ho scoperto i miei segreti, a volte me ne dimentico. Sentire la mancanza. Affamarsi di ricordi. Rincorrere un'immagine, entrarci dentro e iniziare a viverla. Non rincorrere più nessuno, non correre sempre! Essere. Provare. Essere. Cercare disperatamente la fede. Esserci dentro con tutte le zampe. Ascoltare il vento.
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#diario #diariodiviaggio
#diariodartista
#flussodicoscienza #fellini #ottoemezzo
Affari interni.
Certe cose tornano ciclicamente, forse tutto, ma io mi accorgo solo di qualcosa, e questo mi basta per sentirmi beata.
L'estate per me è sempre maestosa: la luce è piena di sfumature, il tempo rallenta e le persone anche, tutto si riverbera nel silenzio di città vuote che diventano così città metafisiche, il corpo desidera sempre più frutta, acqua, succosità e sembra che possa bastarti solo questo; sembra il momento adatto per arrendersi a tutto, lasciarsi scorrere, amare di più.
Esattamente un anno fa mi alzavo dal letto presto, alle 6 del mattino per grazia concessa dalla mia picolissima arrivata da due settimane. "un momento per me mentre lei dorme" e mi son sentita illuminata, benedetta, graziata per questo tempo prezioso. Iniziai ad osservare - tutto parte da lì - dal vivere il silenzio mattutino per poi sognare e scrivere come non avevo mai fatto. Questi momenti di beatitudine non arrivano mai a caso, ma sempre quando mi sveglio presto e mi dedico a me stessa. Dedicarmi a me stessa può significare: pulire casa con cura e attenzione, farmi un massaggio abhyanga, meditare, fare yoga, leggere, fare una lentissima colazione. La cosa più importante è fare qualcosa come se il tempo non esistesse, prendersi il tempo, appunto. Quando si ricerca il gusto bisogna dedicarsi, selezionare, sacrificarsi. Sacrificare è rendere qualcosa sacro; non mi sembra ci sia qualcosa di più bello di questo gesto. Bisogna sapere però per cosa e a cosa sacrificarsi. Se si ascoltano troppo gli altri non si riesce più ad ascoltare quella voce autentica che viene dal nostro profondo desiderio e che ci dice per cosa siamo disposti a sacrificarci. La famiglia, la società e tutto l'esterno ci dara una gerarchia di cose importanti per cui sacrificarsi, ma trovare la propria spiritualità significa proprio essere autentici nel trovare questi spazi sacri. Andiamo dove c'è il sole.
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#diario
E siamo tornati qui. Dico tornati perché dentro me abitano sempre più persone e ormai non ne ho più paura. Siamo tornati a guardarci allo specchio, a contare le pieghe di grasso sulla mia pancia, una pancia che è sempre stata piatta e che da nove mesi di giagantezza ancora non si è ripresa. Dal mondo piatto al mondo tondo. Ecco qui, da nove mesi vivo di rotondità dentro e da altri nove mesi vivo di rotondità dentro-fuori. C'è una grande differenza perché in gravidanza non mi ero accorta di quanta morbidezza stavo generando e da quanta morbidezza la mia vita sarebbe stata invasa grazie ad un sorprendente esserino tondino. E così sono quasi passati questi mesi di esogestazione e non mi sento ancora pronta ad abbandonare tutta questa morbidezza. Questo corpo che ormai non fotografo più sembra esser diventato una nuova tela tutta da scoprire, una mappa piena di punti di dolore sì, ma anche luoghi di tenerezza che a volte sembrano fragilità e altre volte sembrano scogliere da cui prendere il volo.
La mia pelle è cambiata, e sì questo non l'ho potuto controllare. In fondo, mi dico, non è così importante quanto questa pelle sia mutata, strappata, ricucita, ammorbidita; quello che importa è l'energia che scorre fra un punto e una buca, fra un poro e una vena. L'energia è quella cosa che uno scaltro clown innietta sotto pelle creando gag strampalate e chiedendo mille perché di piccole cose che hai sempre dato per scontate. Ho scoperto che stare con i perché nonostante i dubbi e i cambiamenti, è pacificante, è zen, è energizzante.
Prendo uno specchio e ricomincio a guardarmi, passo in rassegna ogni cicatrice e ogni mareggiata del mio corpo e so che solo grazie al gioco dei perché quello specchio diventerà ancora una volta macchina fotografica; ancora una volta scriverò qualcosa d'importante per il mio cuore.
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#giocare #autoritrattofotografico #energia #artespirituale #artistphotographer #pensierisparsi
In questi giorni mi accorgo sempre di più che sono simile ad una stellina di Natale. Tutti siamo come le stelline di Natale: ognuno si accende con i propri tempi, ed è così bello vedere che ogni cosa ha il suo ritmo, ogni materia la sua consistenza, ogni voce il suo timbro. Quest'idea mi da sollievo e mi toglie da quell'ossessione per la perfezione e insieme quel continuo senso di colpa che le sta accanto. Togliersi da lì significa respirare, significa stare nell'attesa e non nell'aspettativa, significa caricare di amore le proprie azioni e avere sempre compassione e gentilezza verso se stessi. Questo è il primo giorno del 2024. La mia piccolina dorme e io ho tanta voglia di imparare qualcosa di nuovo. Buon nuovo anno luminosissimo, pieno di silenzio, amore, visione, attesa 🌟
Semina di Natale.
Le mie feste di Natale sono state sempre davvero magiche: un'esemplare manifestazione di quelle che io considero le feste perfette dove s'intrecciano in maniera spontanea introspezione e gioco. Il mio Natale è fatto di rituali che quest'anno ho fatto fatica a seguire, ma che si sono sintetizzati in attimi di felicità quotidiana come non ho mai vissuto prima; per fortuna sono stata brava a costruire delle casette dentro il mio cuore e custodirci qualcosa che somiglia ad una segreta filastrocca magica.
Comunque il mio Natale è sempre fatto di semina ed ecco cosa seminerò quest'anno:
- Cura: che io possa inondare d'amore tutto quello che sento importante per me, ma non solo per me, anche per chi è importante per me;
-Luce: che io possa illuminare sempre le mie oscurità, in modi da accorgermi di chi sono e di chi sto diventando per non diventare estranea a me stessa o agli altri;
-Preparazione: che io possa accogliere meglio il futuro lavorando d'anticipo per preparare il terreno alle bellezze che riserva il mondo e per avere le giuste difese alla sua bruttezza.
-Racconto: che io possa intonare sempre di più la mia voce per cantare la mia vita e far fiorire l'emozione negli altri.
Buon Natale a tutti 💛🎄