come new york, milano è una città simbolo di creatività, libertà e opportunità,
ma allo stesso tempo commerciale, fredda, difficile da vivere per artisti e persone comuni.
solitudine e disillusione, le mie compagne di ogni giorno.
sentirsi piccoli in una città enorme;
la difficoltà di restare se stessi.
acqua stagna e poco ossigeno.
è davvero il posto in cui stai che fa la differenza
o devi essere tu a decidere se renderlo colorato?
la necessità di creare per sentire di star facendo qualcosa di utile,
per sentirsi parte di qualcosa,
quando in realtà è solo una fuga
dalla noia, dalla solitudine, dalla tristezza,
dal biancume e dal grigiume
che popolano sempre di più questo mondo.
non è un buon inizio,
ma forse proprio per questo
spero che ci sarà una dolce fine.
non so come saremo da grandi,
vorrei vedere il cielo un po’ più blu ogni tanto.
tutto troppo veloce o troppo lento,
bellissimo o bruttissimo,
mai soddisfatti e in costante borbottio,
sempre più da soli e sempre meno in gruppo.
non è questo quello che voglio,
e capisco bene chi se ne va altrove
per cercare qualcosa di più,
per trovare un’aria più pulita.
voi che siete grandi
mi chiedo come vi sentite
e se provate la stessa cosa che provo io.
nella speranza di un cielo più blu, di più sorrisi in giro, meno rumore dentro,
di sentirci, anche solo ogni tanto,
nel posto giusto,
e di un mondo che faccia
un po’ meno male.
@ to all my friends and people that crossed my path so far
God hates graffiti!
w @thierryjaspart / tagged on Antwerp’s St. Andrew’s Church and immediately confessed it to its priest, Rudi.
next 2 ep. coming soon