Potrei scrivere mille parole - e credetemi: potrei scrivere mille parole. La storia però è davvero facile: @chiappucci_claudio_eldiablo ha raccontato la sua vita in un libro e io gli ho fatto da gregario.
Esce il 14 novembre, ma potete già preordinarlo.
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Grazie Claudio per esserti fidato di me e avermi affidato i tuoi ricordi. Grazie @giovanni_digiorgi@ricci_dario@clarissamaile@fra_borgognoni e tutta la @labdfgeditore
Il diablo vi aspetta in tour e qualche volta ci sarò anche io ad accompagnarlo!
#cycling #bike #tourdefrance #giroditalia
Ep. 167 - Le regole invisibili 🎧
Dopo la partenza in Bulgaria, il Giro rientra a casa 🇮🇹
Una tappa che può sembrare tranquilla… ma che potrebbe sorprendere tra salite, discese e possibili fughe. 🚴♂️
Ma oggi la storia parte da un uomo: Marco Saligari. Ex corridore, gregario di lusso, oggi voce della Rai.
Uno di quelli che il Giro lo racconta… da dentro.
È da qui che entriamo nella corsa da un’altra prospettiva: quella della carovana, dei mezzi, delle regole invisibili che tengono tutto in equilibrio.
Perché il Giro non è solo quello che vediamo. È anche tutto quello che gli gira intorno.
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Ep. 166 - Strade di Bulgaria 🎧
Ultimo giorno in Bulgaria.
Una tappa da velocisti, divisa in due: si sale, si scende… e poi si corre per la volata 🚴♂️
Ma oggi lo sguardo si allarga. Perché prima del Giro d’Italia, prima delle grandi corse che conosciamo, c’erano già strade, polvere e biciclette a raccontare un Paese.
È da qui che nasce il Giro di Bulgaria. Dal 1924, da 21 corridori, da un’idea semplice: pedalare per unire. Una corsa che ha attraversato guerre, cambiamenti, epoche. E che ancora oggi resta un ponte tra storie, territori e generazioni.
Perché alla fine tutto parte da lì: una pedalata.
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Ep. 165 - Il mestiere del pedaliere
220 km, una tappa che sembra lineare… ma non lo è.
Un finale mosso, una salita che seleziona, e quegli ultimi chilometri dove può succedere qualcosa 🚴♂️
Ma oggi la storia è un’altra. È quella di un ciclismo che non finisce sui giornali, che non vive sotto i riflettori, ma che ogni giorno continua a esistere.
La storia di Lorenzo Cataldo. Di chi pedala, lavora, resiste. Di chi, anche lontano dal grande professionismo, sceglie di restare dentro al proprio sogno.
Perché prima di essere uno sport, il ciclismo è un mestiere.
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Ho la prima edizione Guanda di Febbre a 90. Per capirci in copertina c’è il prezzo in lire.
Tredicimila, se vi interessa.
Dalla prima volta che l’ho letto, ogni volta che vengo a sapere il risultato dell’Arsenal o guardo una sua partita io penso a Nick Hornby. Sempre. È fattuale.
Eduardo Galeano ha scritto: Volevo aiutare i fanatici della lettura a superare la paura del calcio. E i fanatici del calcio a superare la paura dei libri. Mai avuto altre velleità.
È in quel “mai avuto altre velleità” che sta un po’ il senso di tutto. Come quando apri una sciarpa e canti in mezzo ad altre 60 mila persone sconosciute, ma che in fondo sconosciute non sono. Un po’ sono te e te un po’ sei loro. Un piccolo miracolo che dura per il tempo di una canzone cantata con lo sguardo perso su un campo verde ancora vuoto.
Mai avuto altre velleità.
📹 dal web
Ep. 164 - La Maglia Nera 🎧
Si parte. Il Giro d’Italia 2026 prende il via dalla Bulgaria, affacciato sul Mar Nero 🚴♂️
Una tappa da velocisti, almeno sulla carta. Ma tra vento e strade irregolari, potrebbe già raccontare qualcosa di diverso.
E allora partiamo proprio da qui: da un mare lontano dall’immaginario del Giro… per tornare a una delle storie più iconiche e controintuitive del ciclismo.
Quella della maglia nera. Quella di Luigi Malabrocca.
Perché a volte, per lasciare il segno, non serve arrivare primi.
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Tra una settimana inizia il @salonelibro . Anche quest’anno ho curato il programma dedicato al fumetto e alla letteratura sportiva. Sono molto soddisfatto del risultato e spero che possa soddisfare anche voi.
Vi aspetto.
Potete trovare i miei lavori più o meno recenti sparsi tra gli stand di @labdfgeditore@larevueita@iltennisitaliano_@editricebibliografica .
Modererò qualche incontro (@nicoromanazzi@mattiaperin@marinobartoletti@giuliatoninelli_ ) e tutte le mattine alle 6:30 su Spotify esce Una ruota tira l’altra (@zampediverse ) dove vi racconto una storia ispirata dalla tappa del Giro d’Italia di quel giorno.
Insomma, divertiamoci.
Episodio 163 - Si parte! 🎧
Ci siamo. Il Giro d’Italia è alle porte.
Si parte da lontano: da quei pomeriggi in cui la corsa entrava in casa senza fare rumore e finiva per restarci.
In questa prima puntata non si corre ancora. Si guarda avanti.
21 tappe, 3.468 km, quasi 50.000 metri di dislivello: un viaggio che ci porterà dalla Bulgaria fino a Roma, passando per salite iconiche, cronometro decisive e una terza settimana che, sì, sarà decisiva.
Da qui in poi, ogni giorno, una storia.
Ascolta la puntata di Una ruota tira l’altra 🎙️
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Ci sono suoni che non sono solo suoni. Sono porte 🎧
Basta una sigla, qualche nota, e ti ritrovi altrove: un pomeriggio qualsiasi, la TV accesa, i compiti a metà, il Giro che scorre senza chiedere permesso 🚴♂️
È sempre stato così. Il Giro non arriva mai davvero. Si insinua.
E anche quest’anno torna a farlo.
La prima puntata di Una ruota tira l’altra è proprio questo:
un ingresso lento dentro il Giro, tra ricordi, storie e tutto quello che ci aspetta.
Un viaggio lungo tre settimane, da seguire ogni giorno, tappa dopo tappa.
Dal 7 maggio 🎙️
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Alex Zanardi, o dei finali non scontati.
Il 15 settembre del 2001 Zanardi lascia sul circuito del Lausitzring una monoposto divisa a metà, quasi tutto il suo sangue e due gambe. In cambio riceve un’estrema unzione dal prete del circuito.
Sono passati solo quattro giorni dall’11 settembre. Abbiamo appena visto degli aerei andare a sbattere contro i simboli dell’Occidente e le Torri Gemelle crollare in diretta tv. Cosa vuoi che sia ora un sanguinoso incidente automobilistico? Ci stiamo abituando rapidamente alla morte dal vivo e siamo assuefatti ai finali scontati.
E invece no. Niente finale banale.
Zanardi non muore.
Fa la cosa meno scontata.
E poi non solo sopravvive, lui torna a vivere. La differenza non è piccola e non è solo semantica. Da quel giorno per molti - o almeno per me - Zanardi diventa altro, la reazione non scontata a un imprevisto. Diventa l’imprevisto dell’imprevisto. La vita che non si arrende e prende altre forme.
Alex Zanardi è morto nello stesso giorno e nella stessa città di Ayrton Senna. Forse non vuol direi nulla, forse vuol dire tutto.
Foto: dal web
Un momento surreale: un ristorante vuoto, lasciato nelle mani di alcuni quarantenni che cantano gli anni ’90. Dodici italiani in un karaoke cinese, robot camerieri e una notte che a un certo punto resta sospesa.
In questa città una cena diventa qualcosa di più: un viaggio tra identità che si mescolano, futuro che bussa con un vassoio in mano e domande che restano senza risposta.
C’è un imprenditore che guarda avanti, una Prato che cambia pelle. È ironia, ma anche uno spaccato lucidissimo di una realtà complessa.
👉 Leggi l’articolo e scopri perché, a volte, per capire un po’ di più la città basterebbe una notte stonata al karaoke.