Gennaio è un cassetto semiaperto di progetti elettrizzanti e caotici
una sveglia che suona un minuto prima del previsto
un circolo infinito di lavatrici e buste della spesa.
A gennaio vorrei cambiare volto, cambiare pelle, cambiare scarpe.
Ma non ho nessuna voglia di farmi venire le vesciche, e allora forse parto da domani, e allora tutto sommato il mio volto me lo tengo.
Gennaio è un’ambizione invadente, una porta specchiata, un cugino che ha fatto più carriera di te.
Vuole essere baciato, pettinato,rimproverato, intrattenuto, perdonato.
Vuole avere un’identità , ma senza conformarsi
vuole essere paziente, ma deciso
ambizioso, ma equilibrato
socievole, ma esclusivo
E tutto il tempo perso a pensare a cosa vuole essere si traduce solo in un fatto: A Gennaio, fondamentalmente, non succede mai un bel niente.
Gennaio mi guarda come se sapesse già tutto di me. Io lo guardo e di lui non so mai niente, ma so che è un affare piuttosto serio.
Allora me ne sto appesa con lui in questa pagina bianca, incerta e coraggiosa
E penso che forse, se gli suggerisco a bassa voce le parole di Febbraio, potrei quasi diventarci amica.
“I experienced many difficulties and challenges during my childhood. But I wouldn’t change a single thing. They’ve all contributed to making me who I am today.
In 1979, I left my birthplace of England and spent months in France with my family.
It was the best year of my childhood.
I’ve come to believe that happiness doesn’t only exist in the moment it happens. Because whenever I think of 1979, I feel that same happiness inside me, and no passing of time can ever take it away”.
Hyung-ki Joo
From the Album CIRCLE/CHILDHOOD 1979 Music by @hyungki_joo
Piano by @sunheeyou_
Directed by @fede_bert
Special Thx to @la.raviolino@williamchiquito
For the full version, Link in bio
@otrlive@brilliantclassics@pianoclassicsmusic@universaledition