Alessandro Zaccaro | Fotografo • Videomaker • Drone • Umbria

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📸 Fotografo | Videomaker 👨🏻‍✈️ Pilota Drone (A1-A3) ✨ Creator Special Umbria | Rastrello | S.P.Pettine 📍Foligno - PG 👨🏻‍🏫 Professore Umbra Institute
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18 cose da fare a Singapore 🇸🇬 Quartieri: 📍Little India 🏠 📍Kampong Glam - il quartiere arabo (✨ preferito) 🕌 📍Peranakan Houses - le case colorate nel quartiere di Joo Chiat 🪟 📍Old Hill Street Police Station - finestre arcobaleno 🌈 📍People’s Park Complex (sali sul tetto) 🔴 📍Chinatown ⛩️ Attrazioni: 📍Cloud Forest 🌳 📍Cabinovia e visita l’isola di Sentosa🚡 📍OCBC Skyway 🌳 Food & Beverage: 📍Heap Seng Leong - caffetteria storica frequentata dai local ☕️ 📍Marina Bay Sands - roofbar Cè la Vi 🍸 📍Atlas 🍹 (✨ preferito) 📍Olivia Restaurant 🍝 📍Rain Vortex 💦 📍Lau Pa Sat - Hawker storico 🍤 (✨ preferito) 📍Putu Piring da Haig Road Putu Piring 🍥 📍Prendi un drink al Long Bar 🍷 Shopping: 📍Kerbside & Co. 🛍️ (✨ preferito) 👆🏻Salva il post per il tuo prossimo viaggio a Singapore.
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5 months ago
Back to classic: AMATRICIANA 😋
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2 years ago
Oggi vi raccontiamo la storia di un artigiano sardo🏺 che porta avanti una tradizione antica pur rinnovandola costantemente… Per cui mettetevi comodi 🪑 Questa è la storia di Walter Usai, mastro ceramista di Assemini. Fu nel 1850 che tutto ebbe inizio, con Efisio Usai, trisnonno di Walter e bisnonno di Elvio (il padre di Walter) che intraprese da bambino l’attività di “Strexiaiu”, letteralmente stovigliaio*, (*da “strexiu”, stoviglia, per la produzione che si faceva all’epoca soprattutto di manufatti di uso quotidiano e domestico, scivedde, brocche per l’acqua, vasi per fiori, brogne per le olive, oggetti che nel tempo sono rimasti immutabili), ossia di ceramista a tutti gli effetti. Ufficialmente dal 2002, Walter, in veste di mastro ceramista, ha contribuito a tramandare una preziosa tradizione pur rinnovandola grazie anche alla collaborazione con architetti e designer. Se state pianificando una trasferta in zona Cagliari, ricordatevi di mettere in lista il suo laboratorio artigiani di Assemini. #sardegna #artigianato #artigianatosardo #walterusai #creatoadartesardegna #ceramicheartistiche #artigianatoartistico
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2 years ago
La Festa dei Ceri: l’anima di Gubbio tra storia e devozione. Il 15 maggio a Gubbio non è una data come le altre. È il giorno in cui il tempo si ferma e il battito della città accelera per onorare il Patrono Sant’Ubaldo. Questa non è una semplice manifestazione, ma un rito secolare che unisce fede, fatica e un senso di appartenenza unico al mondo. > Cosa sono i Ceri? Si tratta di tre imponenti strutture lignee, pesanti e maestose, che portano sulla sommità le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio Abate. Ognuno di loro rappresenta una parte dell’anima della città: i muratori, i merciai, gli asinari e i contadini. > Il ritmo della giornata Tutto inizia a mezzogiorno in Piazza Grande con la spettacolare Alzata. È un momento di pura adrenalina dove i Ceri vengono issati verticalmente e compiono tre giri velocissimi della piazza tra le grida della folla. Dopo la Mostra pomeridiana tra le vie medievali, l’atmosfera cambia. Al tramonto, dopo la benedizione del Vescovo, parte la vera corsa verso la cima del Monte Ingino. > La sfida verso il monte I ceraioli portano i Ceri a spalla, correndo a perdifiato lungo le ascese che portano alla Basilica di Sant’Ubaldo. È una prova di forza e coordinazione incredibile. Una volta giunti in vetta, i Ceri restano nella Basilica mentre le statue dei Santi tornano in città accompagnate da canti e fiaccolate emozionanti. Sebbene si pensi che la festa abbia radici in antichi riti propiziatori di primavera, il legame documentato più forte è quello cristiano per Sant’Ubaldo, che protegge Gubbio dal lontano 1160. Se cerchi un’esperienza che ti faccia vibrare il cuore, Gubbio il 15 maggio è il posto dove devi essere. #Gubbio #FestaDeiCeri #SantUbaldo
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4 days ago
Oggi vi portiamo dietro le quinte con Federico, il nostro restaurant manager, mentre presenta il nostro carrello dei formaggi. Non un semplice dessert, ma un viaggio nei sapori autentici, una selezione di formaggi affinati nella nostra grotta, dove tempo, silenzio e natura fanno il loro lavoro. Un’esperienza da assaporare lentamente, proprio come ogni dettaglio della nostra cucina. Da ora in poi vi aspettiamo anche il sabato a pranzo. PER INFO E PRENOTAZIONI: 📞 +39 334.53.63.028 #tenutasanpietroapettine #finediningexperience #umbria #formaggiartigianali 🎥 @fancyfactory.it
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17 days ago
Nel cuore dell’Umbria, la Tenuta San Pietro a Pettine è tradizione che si rinnova. La chef Alice Caporicci ci accompagna in questo viaggio, dove ogni piatto nasce dal rispetto per le radici ma con uno sguardo contemporaneo. Protagoniste le nostre linguine burro, alici e tartufo un equilibrio perfetto tra semplicità e carattere. Poi il piccione, simbolo della tradizione, reinterpretato con eleganza per esaltarne ogni sfumatura. Qui ogni sapore ha una storia da raccontare. Da ora in poi vi aspettiamo anche il sabato a pranzo. PER INFO E PRENOTAZIONI: 📞 +39 334.53.63.028 #tenutasanpietroapettine #tradizioneeinnovazione #foodexperiences #umbria 🎥 @fancyfactory.it
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26 days ago
Dove porteresti una persona cara per farle scoprire la bellezza selvaggia del nord ovest della Sardegna? Per noi la risposta è una sola: nella costa sassarese della Nurra. È qui che le imponenti scogliere a picco sul mare raccontano senza filtri il fascino di un territorio unico e ancora integro. Rena Majore, La Frana e Lampianu hanno acque cristalline e pulitissime che si infrangono su pareti di roccia argentea, nascondendo tra gli anfratti splendide cale di sabbia e ciottoli. Qui la macchia mediterranea si arrampica fin sulle creste, profumatissima in questa stagione. Calette raccolte e suggestive, lontano dal turismo di massa e dai lidi affollati, perfette per chi ama la natura più autentica e i panorami mozzafiato! Per raggiungerle basta seguire le strade costiere che da Sassari portano verso l’Argentiera e Palmadula, e percorrere poi brevi sentieri panoramici fino al mare. Questi luoghi in primavera mostrano il loro volto migliore e sono l’ideale per chi vuole vivere il mare in tranquillità e totale solitudine. Da qui poi si gode di tramonti spettacolari.
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1 month ago
Quella che ha preceduto la Pasqua è stata una settimana che ha riportato Sassari al centro della sua storia più antica. 
Dal rito dei Misteri al pellegrinaggio delle Cerche, dall’intensità dell’Iscravamentu fino alla solennità de S’Incontru, le immagini raccontano un’eredità che si rinnova grazie alla cura e alla devozione delle nostre confraternite. 
Sono loro, con i loro abiti, i canti del Cuncordu e i simulacri portati a spalla, a restituirci ogni anno il senso di queste rappresentazioni. 

Un cammino che si è snodato per tutto il centro storico, custode di una tradizione che attraversa i secoli senza perdere intensità.
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1 month ago
Oggi, per la rubrica Sassari in tavola, vi proponiamo la busèca, la trippa alla sassarese. Un piatto popolare che è storia urbana, cucina povera, memoria di quartieri, case, trattorie e circoli. Come ci ricorda il giornalista, scrittore e gastronomo Giovanni Fancello, “il termine busèca in realtà è un italianismo, in un contesto dove il sardo ha resistito fino agli anni ‘50. Sassari, città di influenze pisane e genovesi, contribuisce a plasmarla. L’aggiunta del pomodoro si consolida solo dalla fine dell’800.” La trippa è anche un piatto politico: il cibo racconta appartenenze e resiste all’oblio. Siamo al centro del Mediterraneo, mare di scambi che fa viaggiare sapori. La busèca non è “pura”: nasce da passaggi, adattamenti, necessità. È tattarèssa e anche halal. Il Mediterraneo è questo: un continuo scambio. La trippa si trova a Tunisi, Milano e Roma, a Marsiglia come a Istanbul e Genova. Cambiano spezie e tagli, ma resta l’idea di fondo: non sprecare e valorizzare. Le versioni sono infinite: bianca, rossa, con menta, da cruda o precotta. Tante quante le case che la preparano. Il dibattito è aperto, soprattutto alla gentilezza. Come dice ancora Fancello, “il cibo non è mai legato al luogo di origine, ma piuttosto al luogo dove viene adottato.” E questa busèca è profondamente sassarese. Ingredienti per 5/6 persone 500 g trippa precotta 1 cipolla 400 gr passata di pomodoro 1/2 bicchiere di vino bianco olio evo, sale e peperoncino q.b. Pecorino a sentimento Preparazione Tritare la cipolla e soffriggere con il peperoncino, unire la trippa e rosolare bene, sfumare con il vino e unire la passata, regolare di sale e cuocere a fuoco lento con il coperchio per 20’. Levare il coperchio e restringere per altri 10’ circa. Servire calda con una generosa grattata di pecorino stagionato.
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1 month ago
Snowboard vibes nel cuore del Caucaso! 🇬🇪🏂 Gudauri non scherza mica: 76 km di piste, uno snow park e 20 impianti di risalita che ti portano ovunque. E per chi non ne ha mai abbastanza? C’è pure lo sci notturno! Per i più audaci l’esperienza per antonomasia è sicuramente l’Heliski! Tra powder, salti e panorami mozzafiato, è stata una settimana di puro riding. #Gudauri #Georgia #Caucasus
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2 months ago
Se stai pianificando un viaggio in Georgia, questo post ti sarà molto utile 🇬🇪✈️ Tbilisi è una città che ti sorprende in ogni angolo: dal fascino decadente della Città Vecchia al design industriale dei nuovi hub creativi. Ecco la lista completa delle 15 cose da non perdere: 📍 Old Tbilisi & Torre dell’Orologio ☕️ Colazione da Brød & Tsvari Coffee 🛒 Mercato Dezerter & Dry Bridge 🎨 Fabrika & Stamba (Hotel + Café) ⛪️ Cattedrale Sameba & Cronache della Georgia 🌉 Ponte della Pace & Giro in barca 🚠 Mother of Georgia (Sololaki Hill) 🍇 Assaggio di Churchkhela 🥟 Assaggio di Khinkali 💡 INFO UTILI: • Per muoverti usa l’app Bolt (economica e affidabile). • Le Cronache della Georgia sono a ingresso gratuito. • La cabinovia per la statua Mother of Georgia costa circa 2€ a/r. Quale di questi posti ti ispira di più? #tbilisi #georgia #travelguide
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2 months ago
Salutiamo questo inverno lungo e piovoso con l’ultimo pezzo di lardo rimasto in dispensa e riscopriamo un piatto che sa di memoria: la minesthra e fasgioru, la minestra e fagioli dei sassaresi di una volta. 

Niente si spreca, nemmeno le parti verdi dei cipollotti. Un filo d’olio a crudo, pepe e pane tostato completano questo piatto antico e confortante. E ora che l’inverno si ritira, ce la gustiamo fino all’ultima cucchiaiata. Per 5/6 persone 500 g di fagioli borlotti 2 mazzi di finocchietto selvatico 3 pomodori secchi 3 fette spesse di lardo 5 patate medie olio evo, sale, pepe q.b. PREPARAZIONE Mettere i fagioli a bagno per 8-12 ore e lessarli in abbondante acqua salata, che dovrà essere conservata a parte. Preparare un generoso battuto di lardo, pomodori secchi, finocchietti e cipollotti, aggiungendo anche una minima parte di barbe e coste dei cipollotti. In una pentola, soffriggere il battuto e poi le patate a pezzi non troppo grandi, ma nemmeno dadini, rosolarle bene e regolare di sale e una macinata di pepe, infine aggiungere i fagioli e la loro acqua di cottura, coprire e far andare finchè le patate non sono tenere. Servire con olio, pepe a scelta, qualche barba di finocchietto fresca e volendo, dei crostini di pane caldo. #sassariintavola #sardegnaintavola #italiaintavola
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2 months ago