Home factanzaPosts

Factanza

@factanza

L’informazione che crea (in)dipendenza Ti raccontiamo il mondo e la sua complessità 🌎 In elenco AGCOM Scopri tutti i nostri contenuti e produzioni👇
Followers
1.1m
Following
975
Account Insight
Score
73.3%
Index
Health Rate
%
Users Ratio
1176:1
Weeks posts
Spesso, il mondo in cui viviamo ci fa sentire come se stessimo sbagliando tutto e la responsabilità del nostro malessere fosse da attribuire solamente a noi. Sulla carta siamo la generazione più fortunata della storia ma ansia e burnout non sono mai stati così diffusi. Il punto è che siamo cresciuti - e stiamo crescendo - in una società in balia della velocità, che ha preferito anteporre i “bisogni” della produttività a quelli delle persone. Siamo arrivati fin qui attraverso millenni di evoluzione, ma in pochi decenni abbiamo provato a riscrivere tutto: il ritmo a cui lavoriamo, la quantità di stimoli che processiamo, le aspettative che portiamo sulle spalle. E quando non reggiamo questa frenesia, la risposta quasi universale è che dobbiamo impegnarci di più. “Stare bene in un mondo che corre”, il nostro nuovo libro, prova a smontare proprio questa logica: perché interrogarsi su come stare meglio in un mondo che è sempre più di fretta è un atto rivoluzionario, ma vale la pena farlo con la consapevolezza di quanto sia un problema strutturale e collettivo, non solo guardando dentro se stess*. Il libro è il primo volume della nostra collana “Facciamo il punto” in collaborazione con @ilcastorolibri . Uno strumento che abbiamo ideato per orientarsi nel presente, immaginare il futuro e affrontare di volta in volta i grandi temi che influenzano la nostra vita. “Stare bene in un mondo che corre” sarà disponibile in tutte le librerie dal 12 maggio. Il preorder, invece, è aperto da oggi al link in bio! P.S: Se pre-ordini il libro riceverai anche poster stampabili e sfondi per smartphone tratti dalle bellissime illustrazioni del volume realizzate da @artoodolss
22.9k 67
27 days ago
COMMENTA CON QUESTA EMOJI 🤬 SE NON CE LA FAI PIÙ A SENTIRTI DIRE “SI È SEMPRE FATTO COSì” Siamo abituati a sentirci dire che “chi dorme non piglia pesci” - e l’abbiamo preso sul serio (forse troppo). Tutti attorno a noi sembrano non riposare mai, dedicare corpo e anima al proprio lavoro e ai propri obiettivi, riducendo al minimo i tempi morti e “non produttivi”. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale - che per certi versi dovrebbero semplificarci la vita - sono diventati strumenti per velocizzare il lavoro e aggiungere nuovi task, non per ridurli. Arriviamo spesso alla fine della giornata esausti e abbiamo imparato a leggere questa stanchezza come prova di aver lavorato bene e di aver sfruttato a pieno la giornata. Ci siamo così abituati a questa sensazione - e all’adrenalina del lavoro intenso - che ci spaventa non provarla. Il riposo è quindi diventato tempo perso, rubato alla produttività. Il problema più profondo è che abbiamo smesso di distinguere chi siamo da quanto facciamo. Se la nostra autostima dipende dalla nostra produttività, fermarsi significa fallire e l’ascolto del nostro corpo passa in secondo piano. Siamo sempre più stressati e stanchi, ma normalizziamo queste conseguenze perché tutti attorno a noi sembrano fare la stessa cosa. La tendenza al “superlavoro” non è infatti un fenomeno individuale: essere impegnati è ormai diventato un vero e proprio status symbol. Quando si parla di lavoro con i propri coetanei sembra di fare una competizione a chi fatica di più, mentre sui social c’è sempre qualcuno con più motivazione, meno sonno, più risultati. Eppure dovremmo ricordarci che il lavoro è solo uno degli aspetti della nostra vita, e che la soddisfazione che ne traiamo non è sempre proporzionale alle ore che vi dedichiamo.
1,421 9
1 hour ago
18/05: le notizie di oggi 🗞️
5,350 176
4 hours ago
La @factanza.academy sta per tornare! Il 22 maggio aprono le iscrizioni alle prossime classi dei nostri due percorsi formativi: la Digital Creator School e l’AI Content School. Tutte le info sul sito 🫶
2,370 5
23 hours ago
Hai presente quei posti che non sono né casa né lavoro? Non richiedono un dress code o un caffè a cinque euro per giustificare la tua presenza. Ci entri perché li conosci, perché ci stai bene e questo basta. Il bar sotto casa, il barbiere, la biblioteca, il circolo, la piazza. Posti costruiti dal tempo e dalle abitudini, non da un interior designer. Negli ultimi vent’anni ne abbiamo persi centinaia di migliaia. Al loro posto sono arrivati spazi bellissimi e fotogenici. Hanno la stessa luce calda in ogni città, le stesse piante tropicali, playlist curate e codici estetici riconoscibili. Sembrano accoglienti. Ma sono scenografie. Uno spazio progettato per far girare i tavoli non può, per definizione, diventare un luogo. E i luoghi, quelli veri, quelli che si sedimentano negli anni, non si replicano con una buona palette colori. Si costruiscono con scelte politiche che nessuno sta facendo. Nel carosello proviamo a capire cosa stiamo perdendo, chi ci rimette di più, e perché continuare a chiamarli “posti carini” è già parte del problema. ✒️ @ellaemme
24.7k 131
1 day ago
Se siete genitori o appassionati di psicologia, negli ultimi giorni il vostro feed potrebbe essere stato monopolizzato dalla polemica del momento: dire “ti amo” ai propri figli è diseducativo?. Ospite alla trasmissione televisiva RAI Agorà, la dottoressa Stefania Andreoli ha infatti sostenuto come dire “ti amo” ai propri figli sia diseducativo. Le sue parole sono state immediatamente criticate da moltissimi utenti online, e sono state riprese anche da creator e professionisti del settore, che hanno deciso di intervenire pubblicando dei contenuti in risposta. Si è creato così un vortice di opinioni con toni sempre più accesi. Ora, il punto non è soffermarsi su quanto ha detto la psicoterapeuta ma cercare di capire il reale motivo per cui le sue affermazioni hanno scatenato così tanto sdegno. Capita ciclicamente, infatti, di assistere a discussioni che riguardano persone di rilievo - o non - quando si espongono, magari con contenuti discutibili. Il motivo per cui questi “video risposta” sono così frequenti ed efficaci è perché fanno leva essenzialmente su due emozioni: la rabbia e l’indignazione. Queste due sensazioni sono degli strumenti molto efficaci, perché attivano una reazione istintiva da parte delle persone e lo fanno molto velocemente. Le piattaforme social lo sanno: di fatto, esistono delle strategie che utilizzano la rabbia e l’indignazione come motore per ottenere un maggiore coinvolgimento da parte degli utenti. È un’alchimia studiata a tavolino per soddisfare le tempistiche tiranniche dell’algoritmo, non a caso queste polemiche spesso hanno vita brevissima, la durata di un trend. Il risultato è che mentre il professionista usa la rabbia in modo strategico, l’utente assorbe l’astio e impara che l’unico modo di gestire il dissenso online sia l’aggressione. In poche parole, questi sistemi contribuiscono a generare un mondo ancora più polarizzato, incapace di gestire il dissenso. Per questo, è necessario comprenderli, per utilizzare i social nel modo più consapevole possibile, senza rincorrere a perdifiato un algoritmo che da noi cerca soprattutto indignazione.
1,937 31
1 day ago
Dopo il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, in cui Mussolini si assume la responsabilità morale e materiale dell’omicidio Matteotti, il fascismo diventa a tutti gli effetti un regime dittatoriale. Inizia un’opera di fascistizzazione del Paese che passa dalla repressione delle libertà da una parte, e da un uso massiccio della propaganda, che esalta la figura del Duce e i risultati del fascismo. È grazie alla propaganda che si creano i grandi falsi miti del fascismo, molte delle “cose buone” di cui si parla anche oggi. Solo che, a vederle da vicino, molte di queste erano strumentalizzazioni per dare l’idea di un Paese ordinato ed efficiente, nascondendo crepe, accaparrandosi risultati ottenuti in epoca pre-fascista, reprimendo il dissenso e il racconto della realtà. Abbiamo parlato dei falsi miti del fascismo, ma anche degli attentati a Mussolini e della svolta dittatoriale del 1925, con le leggi fascistissime, nella terza puntata di Rewind - Fatti di storia, il nostro podcast sulla storia degli ultimi 100 anni. Puoi ascoltarla sulla tua piattaforma di streaming preferita.
6,834 206
2 days ago
16/05: le notizie di oggi 🗞️
1,462 13
2 days ago
Sì all’abolizione degli stage subito, alla detassazione per i giovani, ma soprattutto sì alla mobilitazione. @carlocalenda , primo ospite del nuovo podcast di Factanza e @adesso_ita , Generazione Sospesa, ha detto chiaramente che nessuno darà mai spazio ai giovani se non sono loro a prenderselo. In politica così come negli spazi pubblici. Per il senatore e leader di Azione, è bene che i ragazzi e le ragazze se ne vadano dall’Italia se questo Paese non ha niente da offrire. Ed è bene anche che le aziende rimangano senza personale se non pagano abbastanza o non fanno contratti stabili. È l’unico modo, secondo Calenda, per cambiare davvero le cose. La puntata integrale è su Spotify, Youtube e le altre principali piattaforme di streaming audio. Ogni settimana, nel podcast Generazione Sospesa con Tommaso Coluzzi e Sofia Pasotto, parliamo con i politici, a cui chiediamo risposte alle nostre domande, con gli esperti, per affrontare i problemi sistemici del nostro Paese, e con chi questa realtà la racconta e la attraversa ogni giorno.  Per leggere le proposte, unirti a noi e ricevere tutti gli aggiornamenti sul podcast e gli eventi dal vivo di Generazione Sospesa, puoi firmare su www.generazionesospesa.it
3,202 180
3 days ago
15/05: le notizie di oggi 🗞️
8,697 565
3 days ago
L’inflazione è un fenomeno assolutamente normale e previsto nel nostro sistema economico, però quando non viene accompagnata da un aumento delle retribuzioni (che di per sé rappresentano uno dei fattori scatenanti dell’inflazione stessa) si assiste a un altro fenomeno, quello della riduzione del potere d’acquisto. Ne abbiamo parlato in ADV con @traderepublic . Una realtà come Trade Republic - una piattaforma europea di risparmio e investimento - riconosce sulla liquidità in giacenza un interesse pari al 3% lordo annuo, accreditato mensilmente: questo significa che alla fine dell’anno si riceve il 3% dei soldi in media presenti sul conto. Ciò aiuta a contrastare l’effetto dell’inflazione sui propri risparmi, e può aiutare il mantenimento del nostro personale potere d’acquisto, anche in situazioni di inflazione superiore alla media. Se vi interessa, in bio trovate il link per scaricare l’app di Trade Republic Messaggio promozionale. Gli investimenti comportano dei rischi. Offerta del 3% annuo per i nuovi clienti. Ricevi interessi da banche partner e dividendi da fondi monetari (soggetti a rischio di mercato) e un’integrazione da parte nostra. Interessi soggetti a ritenuta fiscale. Si applicano termini e condizioni. I servizi sono soggetti a limiti e condizioni, come indicato nelle schede informative e nell’accordo con il cliente. #adv
7,634 63
3 days ago
Studio, stage, precariato, sacrifici. Essere giovani in Italia è diventato un percorso a ostacoli. Oggi chi diventa adulto va incontro a condizioni  di vita peggiori rispetto alla generazione dei suoi genitori: è più difficile trovare un lavoro che dia stabilità, mettere in cantiere il proprio progetto, realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni.  Nella quotidianità, poi, anche pagare l’affitto, soprattutto nelle grandi città, è diventato un lusso che non tutti si possono permettere. E allora che fare? C’è chi va all’estero, non per forza per rincorrere chissà quale carriera, ma spesso più semplicemente per cercare una normalità che qui si fa sempre più fatica a trovare.  I dati, che abbiamo da anni sotto mano e ci raccontano di stipendi fermi, stage infiniti e soprattutto di espatri sistematici, mostrano solo una parte della storia. Perché c’è anche chi resta qui, si accontenta vivendo di sacrifici, mettendo in conto rinunce e ritardi sul suo percorso di vita.  Ecco, questa è la generazione sospesa: bloccata tra la vita che vorrebbe e quella che può permettersi. Per affrontare questi temi, chiedere risposte, trovare soluzioni e creare un movimento che possa comunicare davvero alla politica l’urgenza di fare qualcosa di concreto per i giovani, noi di Factanza, insieme ad @adesso_ita , abbiamo lanciato Generazione Sospesa: una raccolta firme, un tour di eventi dal vivo, un podcast.  Nel podcast avremo ospiti politici, a cui chiederemo risposte alle nostre domande, esperti, per affrontare i problemi sistemici del nostro Paese, e chi questa realtà la racconta e la attraversa ogni giorno. Da oggi è online la prima puntata con ospite Carlo Calenda, si trova su Spotify, YouTube e tutte le piattaforme di streaming audio. Trovate il link in bio e nelle storie. Per unirti a noi, invece, e ricevere tutti gli aggiornamenti su questa iniziativa puoi firmare su www.generazionesospesa.it
4,371 59
4 days ago