E anche quest’anno arriva quel momento un po’ sospeso, in cui ci si guarda indietro e si prova a mettere ordine tra le cose fatte, le idee nate, le sfide affrontate.
Arriviamo alla chiusura del 2025, un anno intenso, denso, a tratti persino vertiginoso. Il vuoto lasciato da Ezio resta immenso, e non potrebbe essere altrimenti, ma è proprio dentro quello spazio che continuano a vivere le cose che restano: la sua musica, il suo pensiero, il modo in cui continua a parlarci.
In questi mesi abbiamo aperto porte che erano rimaste chiuse a lungo. Con "The Hidden Room" abbiamo condiviso il terzo album di inediti che ha riportato alla luce pagine intime e preziose del suo lavoro, con la pubblicazione del video restaurato di Cappotto di Legno abbiamo restituito nuova vita a immagini e suoni che continuano a emozionare e interrogare il presente.
E poi c’è stata una nascita. Quella dell’Associazione Ezio Bosso e, insieme, del Premio Alla Divulgazione Musicale a lui dedicato: un progetto ambizioso, complesso, a tratti faticoso, sicuramente sfidante, ma profondamente necessario. Un progetto che ci ha messo alla prova e che ci ha ricordato quanto sia importante prendersi la responsabilità di custodire, raccontare e condividere un’eredità così grande.
Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza una comunità viva, attenta, partecipe: senza chi ascolta, suona, condivide, ricorda. Senza chi crede che la musica non sia mai solo musica.
Con questo spirito salutiamo la fine del 2025 e guardiamo al 2026 con gratitudine, curiosità e rinnovata energia.
Dal profondo dei nostri cuori, auguri di un sereno Natale e di un buon 2026 a voi e alle persone che amate.
E ci vediamo il 29 dicembre su
@instarai3 e
@rairadio2 per “Grazie Ezio!”.
No, it’s never over....
Photo by Pepsy Romanoff, 2016
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