Ecco la classica foto post-digestione. Grazie a tutta la squadrona Explicit, a chi è in foto e a chi in quel momento era ancora a correre da una parte all’altra, a chi venne a giocare, a mercanteggiare, a cucinare e ad abbuffarsi, a dialogare, a rifarsi gli occhi, a suonare, a sgolarsi.
È stato bello avervi con noi.
Nei prossimi giorni pubblicheremo le foto delle due giornate e delle opere selezionate.
Dopo anni di onorata carriera come mascotte del ristorante, l’oca Loca ha avuto il permesso di entrare nelle cucine e di ingozzarsi a volontà.
Porca l’oca è il primo videogioco ufficiale di Explicit. Lo abbiamo presentato in anteprima al festival in questo delizioso cabinato. Ora è disponibile in versione android e puoi scaricarlo al link nelle storie.
Project Manager @gianmabbo
Programmatori Pietro di Muzio, Paolo Teodori, Alex Vlasov
Illustrazioni @lufo__
Grafica @unavitasottacqua
Musica @mittobahamut
Cabinato @birraformante_official@andrea_angeletti@mic_nous@cool_wraps_it
Fotografie @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Eleusi
Titolo: Le posate
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L’opera rappresenta la gola, l’uomo è circondato ed è a sua volta divorato da tutti gli oggetti che possiede. Il cibo è il pretesto per mostrare la “fame” e le condizioni di vita del personaggio, a tutti gli effetti non è un pasto esagerato il suo. E’ compiaciuto e sorride, sa che quel momento (quello della preparazione della ricetta) è speciale e ne è inebriato.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Hupizanti
Titolo: Gola millenaria
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Gola millenaria racconta di una discesa nelle arterie rocciose, di un incontro tra umana passeggera ed entità naturale, di una relatività temporale.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Sbarbacane
Titolo: Birthday Girl
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Ti domandi se io mi stia divertendo?
Se rido mentre tu dai spettacolo, qui, alla mia festa?
Io spero tanto che tutto vi piaccia.
Perché mi sento così triste?
Forse… forse dovrei prendere un altro pezzo di torta.
Uno? Si, solo uno.
E poi un altro ancora.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@danielefacani@maifreddo
Opera selezionata:
Stefano Amigoni+Daniele Facani
Titolo: Un bianco mare
tremolio d’un chicco
goccia di sale.
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Molto spesso capita che la fame non sia il primo istinto che ci guida a mangiare qualcosa. A volte è l’ingordigia a muoverci, quando mai abbiamo mangiato dei pop corn per saziarci?
Una volta iniziato è difficile fermarsi, la furia vorace ci pervade e in men che non si dica il secchio è già vuoto.
In quest’immagine abbiamo voluto cospargere una persona con un’infinità di pop corn, l’obbiettivo è quello di esaltarne la natura effimera e il potere seducente.
Il cibo come irresistibile vizio.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Urka
Titolo: Globo isterico
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“La sensazione di una massa in gola può derivare anche dalla secchezza delle fauci e dalle frequenti deglutizioni associate a certi stati emotivi (come angoscia, orgoglio, repressione di sentimenti tristi ecc.).” Dott.ssa Giulia Bertelli - Biotecnologa Medico-Farmaceutica
“È un sintomo subbiettivo accusato molto frequentemente dalle isteriche (raramente dagli isterici), che lo descrivono come una sensazione più o meno penosa di costrizione, di stringimento, di morsa alla gola o alla regione del giugulo, ovvero come un bolo alimentare o un corpo estraneo arrestatosi nell’esofago, che impedirebbe loro di deglutire anche cibi liquidi e financo di respirare. A queste sensazioni, alle quali le malate attribuiscono una grande importanza, non corrispondono sintomi obbiettivabili né una reale difficoltà della deglutizione o del passaggio di una sonda esplorativa.” Giuseppe Ayala - Treccani, Enciclopedia Italiana (1930)”
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Pornobotanica
Titolo: Il banchetto
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Tutti hanno fame, di potere, di conoscenza, di sesso, di denaro, di soddisfazione, e anche di cibo. Possiamo riunirci per soddisfare la nostra gola o dobbiamo chiedere il permesso?
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Luchadora
Titolo: Never ending
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Never ending significa “senza fine”. Parlando di Gola mi sono venuti in mente i “pozzi senza fondo”, l’incapacità di sentirsi sazie. Nella sua rappresentazione ancestrale il peccato di Gola era rappresentato da una figura a collo lungo perchè poteva avere più spazio dove far passare il cibo ed accanto aveva un demone che la forzava. Nella mia rappresentazione c’è la frustrazione del collo annodato, la sensazione di non essere mai piene anche se si ha sempre davanti da mangiare e da bere, e la paura di un male non ben specificato.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
Paolo Voto
Titolo: Forse non era un pesce!
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l’immagine sfrutta il nonsense per descrivere la Gola come impulso comune a tutti gli esseri viventi. Il personaggio, forse ingannato dalla trama a scaglie di pesce, ingoia il suo ombrello scambiandolo per cibo. La grottesca antropomorfizzazione del soggetto rende paradossale una scena che purtroppo è sempre più comune in natura a causa della dispersione di oggetti estranei negli ecosistemi di tutto il mondo.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani
Opera selezionata:
i.am.ok.at.this
Titolo: Divertiti fino alla fine
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Quando la fine è vicina, non ci sono regole. Volevo mostrare i diversi stati che attraversano i topi mangiati da una serpente. Ci vuole così tanto tempo per digerirli che dentro si svolge una festa da fine del mondo.
Fotografie e montaggio: @stefano.amigoni@maifreddo@danielefacani