RESIDENZE FLUIDE ESTIVE 2025 #2 - Anatomia di un ricordo, a cura di
@ilgarin
@pan_alis @edoardobatttaglia
Continuiamo a mostrarvi i dietro le quinte delle residenze ospitate tra giugno e luglio, a cura dei quattro progetti vincitori - che ringraziamo per la partecipazione alla call e per i momenti vissuti insieme in Factory - attraverso le riprese del videomaker
@lorenzo__paglia .
Con queste interviste abbiamo approfondito i progetti in corso e indagato, attraverso le testimonianze de* performer, l'importanza di avere spazi che permettano di sviluppare residenze.
“‘Anatomia di un ricordo’ nasce dal desiderio che accomuna le storie di Alice, Ilaria ed
Edoardo di affondare nelle proprie memorie familiari. Anatomia, dal greco ἀνατομή-dissezione, e Ricordo, dal latino recŏrdari-richiamare al cuore, si legano per costruire una rivelazione intima e sincera, che corre lungo la linea del tempo. Il titolo scelto evoca un corpo freddo, sezionato metodicamente in ogni sua parte, il quale coesiste con il ricordo, un collante effimero, ma indispensabile, che osserva la realtà attraverso uno sguardo opaco, liquido. Il ricordo infatti richiama al presente
qualcosa che non è più qui
o non è più
adesso.
Non nella sua forma originale.
E che però, per il solo tornare in cuore
[o corpo],
rivive sentimento concreto,
esperienza diretta.
È la possibilità di consultare il passato,
di interrogarlo,
di distendercisi
ancora.
La parola nutre fin dai primi attimi lo spazio performativo, dove tre corpi accumulati si
uniscono, si (ri)plasmano, cadono, come le loro memorie. Nel processo di crescita e
distacco portano con sé gesti, segni, immagini dinamiche e alleanze, diventando cassa
di risonanza di una memoria tramandata, assorbita inconsciamente; ulteriore testimone
ne è il pubblico, che vive insieme ai performer un viaggio fatto di confessioni, segreti di
famiglia, rivelazioni. La memoria diventa così non solo il luogo della nostalgia, ma
soprattutto motore, progetto per una costruzione di un nuovo mondo, nuovo sistema
d’affetti, nuove “categorie’’ familiari. Ancora una volta il corpo si trova al centro di una
dissezione dolce, poetica e forse a volte dolorosa, frammentata”.