La mia città in questi giorni mi sta facendo piangere lacrime di bellezza.
Questa non è una causa opinabile. Non si può essere pro o contro i diritti umani e la vita di persone innocenti.
Non si può pensare di essere anche lontanamente d'accordo con atti criminosi che stanno cercando di spazzare via un intero popolo.
La mia città lo sa. Così ci si riunisce tutti nella stessa piazza, con il sole, con la piaggia, con il maestrale, che voleva manifestare pure lui perché le bandiere sventolassero più forti.
#Bari
In questi giorni le nostre case, le città, le scuole, si riempiono di capanne. Il bue, l'asinello, la culla, gli angeli...
Ci hanno raccontato che Gesù è nato e cresciuto in un posto molto lontano nel mondo e per noi, per la nostra pace, pare si sia sacrificato, mentre qualcuno lo accusava di "lesa maestà", un'accusa politica, un rivoluzionario, un pazzo, qualcuno magari in un'altra epoca avrebbe potuto considerarlo un terrorista o un manipolatore. Chissà.
Ma noi oggi festeggiamo la sua nascita, anche se sembra che nessuno abbia mai letto davvero la Bibbia, anche se nessuno pare ricordare più quali fossero i principi e le parole che lo hanno portato su quella croce, che pure oggi diventa un capriccio politico che si svuota di ogni significato.
Io non sono credente, o per essere più precisa sono "troppo" credente, perché credo che ognuno abbia ragione, che ci sia in ogni credo una verità. Che ogni religione sia più profonda di quello che pensiamo e che poi gli uomini però l'hanno sempre usata male.
Ed è così che oggi, in quel posto molto lontano nel mondo, c'è un pezzo di terra in cui tanti bambini, di cui nessun libro parlerà, si chiedono solo se domani saranno ancora vivi.
E questa non è una storia che prevede buoni o cattivi, perché se decine, centinaia, di bambini muoiono o rischiano di morire, non esiste una "scusa" al mondo che possa renderlo anche lontanamente "giustificabile".
E se non ce ne rendiamo conto siamo tutti dalla stessa parte, quella sbagliata.
Buon Natale.
ph. Striscia di Gaza, maggio 2023
.
.
.
.
#savechildrenpalestine
.
.
#buonNatale #children #palestine #christmas #jesus #stopbombinghospitals #stopbombing #stopthewar
Secondo Platone solo la capacità di saper riconoscere e generare il bello definisce un vivere etico e giusto.
Perché la bellezza ci riconette con l'iperuranio che la carne del mondo terreno ci hanno fatto dimenticare.
Che darei per bermi un gin tonic con Platone oggi.
Questo territorio ha una scena musicale che non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee. Grandi musicisti, straordinaria creatività, radici solide e chi sceglie di prendersene cura ogni giorno perché possano arrivare sempre più lontano.
Essere orgogliosa del posto in cui sono nata e in cui ho scelto di vivere è una sensazione che riempie di bellezza. Io questa terra la amo, perché splende di meraviglia.
E suona, suona da Dio. ❤️
Il 2025 è stato un anno che mi ha presa a schiaffi tante volte. Si è portato via tanto, e tanto mi ha dato, facendomelo sudare tutto.
Un anno che mi ha insegnato, ancora e ancora, che il mondo non gira mai in un solo senso, e che, in quel senso di ingiustizia che ti stanca l’anima, a un certo punto hai bisogno di fermarti, sederti e osservare. Per ricordarti da che parte del mondo vuoi stare, e chi sei.
Perché quando ti fermi e ricordi chi sei, spesso ritrovi lì esattamente la persona che volevi diventare. Scopri che ogni errore, ogni schiaffo ricevuto, ogni battaglia ostinata, vinta o persa, ti ha portato a essere proprio l’essere umano che desideravi essere nel mondo. Che non ha nulla a che vedere con la perfezione, ma molto con la coerenza con sé stessi.
E questo può tenerti in piedi in tanti di quei momenti che cercano di schiacciarti al suolo.
Il 2025 l’ho odiato. Ma oggi, un po’, gli sono grata. Perché mi ha regalato uno sguardo più lucido e consapevole su me stessa e su ciò che mi circonda. E perché mi ha fatto trovare casa, in tanti sensi, in tanti modi, in tanti luoghi.
Al 2026 non chiedo niente. Chiedo a me stessa di continuare a volermi bene, perché ho iniziato da poco e ho molto da recuperare.