4 anni fa ho avuto l’onore di suonare al contest unomaggio Libero e Pensante/destinazione 1 maggio Taranto, dove ho raccontato, tra un brano e l’altro, una storia autobiografica su come ho vissuto la presenza dell’Ilva nella nostra città.
L’
@unomaggiotaranto si differenzia dal primo maggio Roma non solo per il nome, ma soprattutto per la sua essenza. Non ci sono sponsor come le banche (vedi Intesa Sanpaolo) o plENItude; né tantomeno si vuole la partnership dei sindacati, CGIL - CISL - UIL, perché a Taranto di tutto abbiamo bisogno, tranne che di lotte dagli uffici e dai palazzi, di rivoluzioni da impiegati.
L’unOMAGGIOtaranto è sostenuto da associazioni e liberi cittadini e cittadine. È sostenuto da SIAE e da imprese locali.
Nei primi anni della sua esistenza, ricordo ancora l’impegno che ci abbiamo messo da volontari e volontarie per pulire il parco prima dell’evento, per riqualificare Ammazzachepiazza, per ripulirlo dopo l’evento; le raccolte fondi fatte a scuola e le consegne al centesimo di quanto eravamo riusciti a raccogliere.
Ricordo la nostra partecipazione attiva.
La programmazione con artisti ben precisi e ospiti/interventi mirati.
La programmazione inizia già da giorni prima dell’1 maggio, perché non è un ‘concertone’: è uno spazio di riflessione, di aggregazione e anche, ma non solo, di musica.
E interviene chi la lotta la vive quotidianamente per strada, come i
@notav.info .
Il vero unomaggio, insomma, è in Puglia,
e, più precisamente
a Taranto.
Vi aspettiamo, anche quest’anno.
Forza Taranto, sempre.
❤️💙