I bei regali, i regali dei figli, regali “pensati” proprio per te, regali di tempo da trascorrere insieme per condividere passioni, regali con sorpresa (le amiche e gli amici), regali che fanno cantare e che scaldano il cuore. Il regalo di una grande, grandissima interprete, Patty Pravo, diva assoluta, che a 78 anni canta divinamente, emoziona, trascina e, ancora una volta, invita alla trasgressione: “La più grande, oggi, è essere unici, cioè se stessi”. E come fai a non darle ragione? Grazie @tommorioli
BRAVI I “GIOVANI MAGISTRATI”: rispetto alla generazione di toghe che l’ha immediatamente preceduta, quest’ ultima non sembra volersi “accomodare” nei panni del “burocrate”, “bocca della legge” se non addirittura della maggioranza politica di turno, ma ha capito che per “fare giustizia” (e quindi svolgere al meglio la propria funzione di garanzia, a tutela dei diritti di tutti, soprattutto delle minoranze e dei più fragili) bisogna uscire dalla torre d’avorio, spalancare porte e finestre, respirare cultura e in generale l’aria che spira fuori dalla corporazione, essere “donne e uomini sociali” (come diceva Calamandrei) e, soprattutto, contribuire a costruire e consolidare una “mentalità costituzionale”, vera, forte, che consenta di arginare i tentativi di erosione della democrazia costituzionale (come quello che ha portato al referendum sulla magistratura). Solo così, aprendo porte e finestre e cercando, non di rincorrere il consenso ma di costruire un rapporto di fiducia con i cittadini, diventerà credibile e possibile anche un’autoriforma della magistratura, di cui c’è comunque bisogno, sempre nel segno della Costituzione. Quindi, mi auguro che la spinta dei “giovani magistrati” porti l’Anm in questa direzione, perché ne abbiamo tutti bisogno, dentro e fuori le aule di giustizia
Festeggiamo la mamma ma la cancelliamo nella nostra identità di persone, raccontata anche dal cognome che portiamo, che rappresenta la nostra storia, le nostre radici. Il cognome continua ad essere per lo più quello paterno, per abitudine, pigrizia, ignoranza, per cultura patriarcale ma anche per una precisa scelta ideologica delle destre di governo che, invece di favorire le condizioni (culturali, burocratiche, legislative, pratiche) per consentire alle donne madri di attribuire anche il proprio cognome, fa ostruzionismo alla sentenza con cui la Corte costituzionale, nel 2022, ha riconosciuto quel diritto, fin dalla nascita del figlio, se i genitori non si accordano (nel vero senso della parola) sul cognome da attribuire (materno o paterno). La scelta del doppio cognome è anche un modo per far respirare in famiglia uguaglianza e rispetto, oltre che per non cancellare le madri dalla nostra storia e dalla nostra identità
Quando dico che l'amore in gabbia si traduce in una gabbia delle libertà e della democrazia... ecco cosa succede, ci ritroviamo i Trump, e non solo, ci ritroviamo le destre che si nutrono delle cattive passioni dei nuovi autoritarismi (la forza, la prevaricazione, la vendetta, la guerra) che purtroppo stanno travolgendo i valori "affettivi" delle democrazie costituzionali nate nel secondo dopoguerra: giustizia sociale, dignità, solidarietà, rispetto, pace
Grazieeeee Messina! È stato un incontro, nell'aula magna dell'Università, pieno di giovani e ricco di riflessioni su L'amore in gabbia, storia di Gianluca e di tutti noi che oggi viviamo le fragilità della democrazia costituzionale e rischiamo di precipitare nel buio se non apriamo gli occhi. Grazie a tutti davvero, in particolare a @annamariacitri e grazie anche a Giacomo D'Amico che, come tanti a cominciare da me, ha vissuto la storia di Gianluca come in uno specchio. Grazie anche della bellissima ospitalità, piena di calore e di affetto, come solo al Sud sanno fare. Ma il nostro è solo un arrivederci, a presto, per riparlare del senso politico dell'amore e dell'urgenza di arginare la desertificazione democratica che ci circonda. Ce la faremo
#lamoreingabbia
A quasi un anno dalla nascita, “L’amore in gabbia” continua a viaggiare: lunedì 4 maggio saremo a Messina, nell’Aula magna dell’Università, con la magnifica rettrice Giovanna Spatari, il professore Giacomo D’Amico, la professoressa Anna Maria Citrigno, altri illustri relatori e tanti giovani. Ed è soprattutto ai giovani che abbiamo parlato in questi mesi con la storia di Gianluca, una storia paradigmatica della nostra Storia contemporanea, in particolare delle gabbie in cui i nuovi autoritarismi stanno spingendo le nostre libertà, ovunque nel mondo. Ne abbiamo parlato quando nessuno, o pochi, ne parlavano, incapaci di aprire gli occhi e allargare lo sguardo oltre la propria, di gabbia, che spesso si chiama autoreferenzialità. E mi piace pensare, con una punta di orgoglio, di aver dato, con questo piccolo libro, un piccolo contributo a quel quel rinato sentimento costituzionale che proprio in questi mesi ha riportato tanti giovani nelle piazze e ai seggi elettorali per testimoniare l’amore per i valori della nostra democrazia costituzionale: pace, dignità, giustizia sociale, rispetto, libertà. Dunque, avanti così!
#lamoreingabbia