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@cernigliapietro
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Sul palco cerca ogni sera “un attimo prodigioso”. Nella vita, invece, accetta il movimento continuo delle cose.
@violante.placido non prova a semplificarsi, né a costruire una versione definitiva di sé. In ‘Circo Zarathustra’, lo spettacolo diretto da Leonardo Petrillo, parte da Friedrich Nietzsche, ma il discorso si allarga subito: diventa personale, instabile, vivo.
“La filosofia è un’occasione per fare un viaggio personale”, dice a Virgilio Notizie. Non qualcosa da spiegare, ma da attraversare. Anche perché, ammette, “non ho mai avuto certezze. Seguo il mio sentire, che cambia continuamente”.
Il caos, allora, non è un nemico. È una condizione familiare. “Mi ci sento a mio agio. Ogni tanto provo a mettere ordine, ma è un’illusione pensare di controllare tutto”. Una visione che entra anche nel lavoro d’attrice, dove la sfida non è la perfezione ma la verità: riuscire, nella ripetizione, a far accadere qualcosa di vivo. “Un momento che faccia venire la pelle d’oca prima di tutto a me”.
Non è stato sempre così. La sindrome dell’impostore ha pesato a lungo, insieme al timore di non essere all’altezza. “Mi sentivo una truffa”, racconta ripensando agli spettacoli teatrali rifiutati per anni. Poi qualcosa cambia: la scelta diventa consapevole, la sfida non è più dimostrare, ma esserci.
Anche il successo perde centralità. Non è esposizione, né consenso. “Deve essere una conseguenza. Non mi interessa conquistare il pubblico: mi interessa esprimermi per quello che sono”.
Accanto alla recitazione, la musica resta uno spazio intimo, necessario. “È sempre stata un modo per conoscermi, per accogliermi”. Come l’emotività, che da limite diventa risorsa: “Può farti barcollare, ma è anche un tesoro”.
E poi c’è la maternità, arrivata senza essere programmata, vissuta come una scoperta continua. Un equilibrio da costruire ogni giorno, tra presenza e libertà.
Alla fine, resta un desiderio semplice, ma urgente: “Sogno un mondo più in equilibrio. Mi spaventa la violenza, la divisione. Vorrei che le persone riuscissero a unirsi di più”.
Nessuna definizione netta. Solo una direzione, in movimento.
US:
@dicarlorella
Foto 1:
@stefanoguindani