Davide Lerner

@davi.lerner

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@chetempochefa @edizionipiemme “Il Sentiero dei Dieci”
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2 months ago
Israele torna ad attaccare l’Iran, questa volta con il coinvolgimento diretto degli Usa. La nuova escalation era attesa ma l’attacco si configura comunque come una sorpresa. L’offensiva di Israele avviene mentre le cancellerie internazionali tenevano il fiato sospeso in vista di un possibile attacco americano. Ma dopo il 7 ottobre la politica di difesa israeliana è diventata iperoffensiva e risponde a una sola logica: prevenire piuttosto che curare. L’inevitabile coinvolgimento di Israele in seguito a un possibile attacco Usa – comunque auspicato dai falchi di Tel Aviv – ha fatto sì che il governo Netanyahu preferisse un’azione diretta. L’attacco di Israele sfrutta anche un altro relativo elemento di sorpresa: il fatto che avvenga di sabato, il giorno di riposo ebraico. Leggi l'articolo integrale di @davi.lerner nel link in bio
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2 months ago
Contrabbandavano merci proibite nella striscia di Gaza per un valore stimato di svariate centinaia di migliaia di euro, approfittando del fatto che – ai check-point militari usati dai soldati israeliani per accedere alla striscia – nessuno perquisisce a fondo veicoli con alla guida gli ufficiali dell’IDF. Sono dodici, fra cui diversi soldati riservisti, gli israeliani incriminati nel caso che scuote l’establishment della sicurezza israeliano e lambisce i suoi vertici. A finire in manette c’è infatti anche Bezalel Zini, fratello di David, capo dello Shin Bet. Bastava un cenno o un’occhiata di intesa per sconfinare trasportando beni messi fuori legge dalle stesse autorità israeliane e per questo divenuti carissimi nel mercato blindato della striscia di Gaza. Con un veloce passaggio di consegne lungo la linea gialla, le merci venivano rivendute a prezzi maggiorati ai trafficanti locali, trasformandoli in monopolisti a fronte della fortissima domanda interna di Gaza. Batterie, cavi, ricambi per auto. Materiali considerati dual-use, cioè proibiti in quanto ipoteticamente passibili di riconversione ad usi militari, ma anche prodotti del tutto inoffensivi, come il tabacco. Proprio la proposta di trasportare un carico di sigarette, secondo l’atto di accusa, avrebbe introdotto l’accusato illustre Zini nella rete di traffici illegali: il suo caso, per evitare conflitti d’interessi con lo Shin Bet, è gestito dalla polizia israeliana. Leggi l’articolo integrale di @davi.lerner nel link in bio
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3 months ago
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3 months ago
🗓️ Mercoledì 17 dicembre, alle 17.00, la rassegna Longitudes e l’ @univalledaosta propongono un incontro, inserito nel ciclo Les Grands Débats, dedicato a uno dei temi più complessi e discussi del nostro tempo: il conflitto tra Israele e Palestina. A dialogare saranno Anna Foa, storica e autrice de “Il suic*dio di Israele” (Premio Strega Saggistica 2025), e Davide Lerner, giornalista e autore di “I dieci sentieri”. Con loro i docenti Francesco Marone e @patrik_vesan , per riflettere su ciò che sta accadendo, a più di due anni dal 7 ottobre 2023. 📌L’incontro si terrà al Nuovo Polo Universitario (via Monte Vodice, Aosta) Aula B4 primo piano 
 Evento realizzato in collaborazione con Les Grands Débats e l’Università della Valle d’Aosta. 👉🏼 La prenotazione è consigliata → link in bio. #conflittoisraelopalestinese #aosta #annafoa
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5 months ago
“Ai miei occhi era una tomba perfetta, non volevo assolutamente scendere. Ma quando mi hanno minacciato con le armi mi sono ricordato della promessa fatta alle mie figlie, avevo detto: tornerò da voi”. Eli Sharabi, israeliano ostaggio di Hamas nei tunnel sotterranei a Gaza. L’intervista integrale sul sito di La7 (link in bio) #Piazzapulita
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6 months ago
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6 months ago
Sharaf Barghouti, 36 anni, uno dei quattro figli del leader palestinese #MarwanBarghouti, arriva alla guida della sua Skoda Qarok blu scura del 2021 davanti al ristorante “Samer” di #Ramallah, uno dei migliori della capitale di fatto dell’Autorità Palestinese. Fa tempo appena a salutare e il suo telefono comincia a squillare all’impazzata: le agenzie hanno appena battuto una dichiarazione di Trump a proposito di suo padre, che si trova nelle carceri israeliane da quando lui aveva 12 anni. Alla domanda di Time Magazine su cosa pensi di una sua possibile liberazione, e di un suo possibile ruolo da protagonista nell’ambito del piano di pace, Trump ha risposto che sta prendendo seriamente in esame la questione. «Proprio un quarto d’ora fa mi chiedevano cosa ne pensi», ha detto nello Studio Ovale. «È la mia domanda del giorno, e prenderò ben presto una decisione». Sharaf non si fa troppe illusioni. «Inshallah», ripete al telefono con la fila di interlocutori. Ed è arrivato anche l’appello della moglie di Barghouti, rivolto proprio a Trump. «Signor Presidente, la aspetta un vero partner, qualcuno che può contribuire a realizzare il sogno che condividiamo di una pace giusta e duratura nella regione», ha dichiarato Fadwa Barghouti. Marwan Barghouti del movimento Fatah è considerato uno dei leader della seconda Intifada e in quanto tale dal 2002 è dietro le sbarre in Israele. Ma rimane il leader palestinese che raccoglie maggiori consensi, ed è al contempo «presentabile» sul piano internazionale – pur avendo scelto la strada della lotta armata, non ha mai compiuto attacchi in prima persona ed è stato dichiaratamente favorevole alla soluzione a due Stati. Leggi l'intervista integrale di @davi.lerner nel link in bio
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6 months ago
«Senza disarmo sarà di nuovo guerra», #Netanyahu non rinuncia alle minacce. Il discorso alla nazione del primo ministro israeliano: «Hamas? Ha accettato l'accordo solo perché aveva la spada alla gola», di @DavideLerner su @DomaniGiornale #caricature #Trump #editorialcartoon
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7 months ago