Con piacere domani, alle ore 18, sarò al Bar Poeta in piazza del Popolo per la presentazione di “Voci a sud di Roma”, il libro di Emanuela Caracciolo e Maria Teresa Galante.
Avrò il piacere di dialogare con Emanuela Caracciolo e di moderare un incontro che racconta storie di umanità, volontariato, fragilità e rinascita. “Voci a sud di Roma” è un romanzo che parla di relazioni autentiche, di ascolto e di quella capacità di prendersi cura degli altri che oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire.
Sarà un bel momento di confronto e condivisione, e spero di incontrare tanti di voi.
Sono a Santa Maria Goretti. Alle mie spalle c’è la fontana, uno dei simboli della nostra città. Eppure è spenta da mesi.
E, purtroppo, non è un caso isolato: come questa, tante altre fontane di Latina sono state lasciate nel degrado e nell’abbandono.
Questo è solo uno degli esempi concreti del modo indecente con cui l’amministrazione Celentano sta governando. E pensare che, in campagna elettorale, la sindaca prometteva una “città giardino” nel giro di poche settimane. La verità è che proprio sul decoro urbano - dalle strade ai rifiuti, fino alle fontane - si sta mostrando tutta la loro inconsistenza amministrativa.
Perché le fontane non sono soltanto arredo urbano: sono identità, bellezza, cura. Sono il segno visibile dell’attenzione che un’amministrazione riserva alla propria città.
Rifiuti per strada, ovunque.
Una situazione fuori controllo, frutto di almeno 20 anni di non scelte. La paura di fare per non intaccare l’immediato consenso ha portato a questo: zero progettualità di lungo respiro e una città che fa fatica.
La politica deve iniziare a prendere decisioni vere, lungimiranti, coraggiose, per il bene di Latina. L’unica cosa che conta.
Dopo il lungo weekend del Primo Maggio, Latina si è ritrovata di nuovo con cassonetti stracolmi, sacchi abbandonati, mezzi guasti e un impianto di conferimento in affanno.
È una storia che si ripete. E non è un caso.
Per vent’anni la politica locale ha preferito annunciare invece di decidere. Ha inseguito il consenso immediato, evitando le scelte difficili: dove portare i rifiuti, come trattarli, con quali impianti, con quale autonomia.
Oggi dipendiamo da un solo operatore per il conferimento. Se quell’operatore va in crisi, va in crisi la città. Non è colpa sua. È colpa di chi non ha costruito alternative. Si è agitata per anni la paura degli impianti, ma voglio porre una domanda semplice: i rifiuti ammassati in strada sono meno pericolosi? Meno inquinanti?
L’ambientalismo non può far rima com immobilismo ma dovrebbe costruire un sistema che riduca i rifiuti, li raccolga, li tratti correttamente e trasformi tutto questo in meno costi e più qualità della vita.
Latina non può più permettersi la politica degli annunci. È tempo di scegliere.
🗞️ Articolo competo su Latinatu.it
Il mare di Latina sconta problemi atavici: di trasporti, vista la distanza dal centro; di raccolta rifiuti, con gli arenili accatastati durante tutto l’inverno; di abusivismo edilizio, che negli anni ha portato alla situazione difficile a cui siamo purtroppo abituati.
Ecco perché, nonostante il trionfalismo degli Assessori Di Cocco e Muzio: l’approvazione del PUA, ieri in consiglio comunale, non basta.
Cosa fare, allora? Ho chiesto all’amministrazione di tornare ogni anno in Consiglio Comunale con il PUA in mano, per correggere e raddrizzare la rotta di volta in volta. Per migliorare, con il lavoro e il tempo, sempre un po’, la situazione della nostra marina.
Un impegno che abbiamo la responsabilità e il dovere di assumere nei confronti della città.
“Latina antifascista e sorella di ogni altra città d’Italia”.
In aula ho voluto citare, durante il ricordo per gli 80 anni dal primo consiglio comunale, questa frase di Fernando Bassoli. Primo sindaco di Latina.
Parole che caratterizzano l’identità della nostra città.
BILANCIO IN AFFANNO, CITTÀ SENZA VISIONE
Ieri in Consiglio comunale sono intervenuta sul rendiconto di gestione 2025 da cui emerge un ente con equilibri solo formali ma molto fragili nella sostanza.
Restano oltre 321 milioni di euro di residui attivi ancora iscritti in bilancio, mentre la parte realmente disponibile è negativa per oltre 19 milioni. Altro che avanzo, siamo davanti a un bilancio rigido e senza margini reali.
In questo quadro preoccupa anche il mutuo da 10 milioni per le strade: una scelta forse necessaria, ma assunta senza una chiara valutazione del peso che avrà sui conti del Comune nei prossimi anni.
Manca poi una vera strategia sui bandi. Non si possono inseguire occasioni casuali. Servono priorità politiche chiare e risorse coerenti, altrimenti si spreca tempo e si mette sotto pressione il personale.
Anche sul sociale siamo in affanno: i nidi restano insufficienti rispetto alla domanda, troppi bambini restano esclusi, i servizi reggono con fatica e spesso grazie a lavoro precario. Per non parlare delle negligenze dimostrate, ad esempio, in occasione dei 4 milioni persi con il bando Valditara. Occasione mancata per potenziare il servizio.
Anche sul patrimonio comunale continuiamo a vedere scelte sbagliate: immobili inutilizzati o degradati, uffici in affitto per 800 mila euro l’anno, mentre l’ex Banca d’Italia - acquistata apposta - resta vuota.
In sintesi: poca capacità di riscossione, margini ridotti, servizi in difficoltà e nessuna visione strategica. Un colabrodo, una fatica su tutti i fronti. Così non si governa una città.
Oggi celebriamo la resistenza e il coraggio di chi ha lottato, a costo della vita, per riconsegnarci un’Italia libera e democratica. Ricordare è un dovere: ci motiva, giorno dopo giorno, a difendere la libertà.
Oggi si è tenuto il consiglio comunale monotematico su “Latina città universitaria”. Il mio auspicio? Che si tratti di un punto di partenza, non di un arrivo. La città vuole interventi concreti, non passerelle di facciata.
➡️ Le mie parole in aula!
20 anni dopo.
Ma nel mentre, il mondo è cambiato. E il turismo pure.
Dopo oltre vent’anni di immobilismo, è senza dubbio positivo che si provi finalmente a sbloccare la vicenda dell’Infopoint turistico - si, quella struttura deserta che vediamo appena si esce dalla stazione. Ma riaprire una struttura non basta.
Serve un progetto moderno, integrato, capace di collegare stazione, centro, litorale, borghi, eventi e cultura, trasformando l’accoglienza in un vero motore di sviluppo per il territorio.
Oggi il turismo è un’altra cosa: i visitatori cercano informazioni rapide (e di solito arrivano nel posto già avendole), servizi digitali, mobilità, esperienze e connessioni con il territorio.
Per questo credo sia opportuno che il rilancio dell’Infopoint sia inserito in una strategia più ampia e contemporanea per Latina e Latina Scalo.
🗞️ Grazie a @latinaoggi e a Marianna Vicinanza per lo spazio dato alla mia riflessione.
Estate 2025, poi dicembre. Poi ancora inizio 2026. Ora maggio.
Dopo oltre due anni dall’avvio dei lavori, il Parco Falcone Borsellino resta ancora chiuso. L’amministrazione Celentano, con il vicesindaco Carnevale in prima linea, continua ad annunciare date senza alcuna certezza.
Eppure questa amministrazione governa da tre anni, con una maggioranza solida. Nonostante ciò, ha fatto poco o nulla: ha puntato tutto sul portare avanti progetti già avviati in passato, senza riuscire però nemmeno in questo.
Nel frattempo, la città aspetta. Aspetta di tornare a vivere un luogo simbolo, che ha segnato l’infanzia di tanti. Un polmone verde capace di restituire spazio, socialità e bellezza a grandi e piccoli.
Adesso parlano di maggio.
A questo punto la domanda è inevitabile: sarà la volta buona?
Oggi ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione della raccolta di vignette di Gianni Caputo, “Ceci n’est pas une matìt, di segni maldestri e malsinistri”.
Un libro che, con ironia intelligente e uno sguardo sempre attento, racconta da anni vicende, contraddizioni e sfumature della nostra città. Sfogliandone le pagine si trovano spunti, riflessioni e anche sorrisi: un modo originale, politico e allo stesso tempo divertente per parlare di Latina.
Mi hanno colpito molto le parole di Marianna Vicinanza nella prefazione: “La matita di Gianni Caputo è una lente, prima ancora che uno strumento: un modo di guardare la realtà e restituirla in forma essenziale, immediata, riconoscibile.”
Ed è proprio così: nelle sue vignette c’è leggerezza, ma mai superficialità; c’è ironia, ma anche la capacità di leggere il presente e di farci pensare.
Bravo Gianni, e grazie per continuare a raccontare la nostra città con intelligenza, sensibilità e una satira sempre centrata.
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