Stare accanto non è facile e serve un supporto concreto per prendersi cura di chi amiamo.
Per questo motivo a maggio torna il progetto “La stanza accanto”, gruppi di supporto per genitori e familiari di persone che soffrono di un disturbo del comportamento alimentare.
🗓️ 16 maggio, dalle 15:00 alle 16:30
🗓️ 6 giugno, dalle 15:00 alle 16:30
🗓️ 20 giugno, dalle 15:00 alle 16:30
Gli inconti possono essere seguiti online o in presenza, presso il centro DCA a Roma (Centro Commerciale Domus).
Gli incontri sono gratuiti e accessibili a tutt*.
👉🏼 Iscriviti al link in bio!
#dca #dcarecovery #genitori
Pensare che la perdita di peso ti apra le porte della felicità è una credenza comune, difficile da mettere in discussione perché ci è stato insegnato che funziona proprio così.
Il corpo diventa un problema da risolvere e la vita “vera” comincia solo dopo averlo modificato.
La verità è che perdere peso non cambia davvero la relazione con te stess* e non spegne quella voce che ti dice che non sei mai abbastanza.
È solo lavorando su tutto quello che c’è dentro che si può imparare a comprendere l’importanza di vivere con serenità nel proprio corpo.
Se vuoi esplorare il tuo rapporto con il cibo e con il corpo, puoi compilare il questionario e prenotare un primo colloquio gratuito in Comestai.
Trovi il link in bio 💜
In occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia dobbiamo ricordare che c’è un legame profondo tra disturbi alimentari e la comunità LGBTQIA+ perché quest’ultima è esposta a rischi maggiori, proprio a causa della discriminazione.
Circa il 54% degli adolescenti LGBTQIA+ ha ricevuto una diagnosi di disturbo alimentare. Un ulteriore 21% sospetta di averne sofferto.
Dietro ogni numero ci sono persone che hanno fatto i conti con un corpo vissuto sotto pressione costante, spesso senza trovare un sistema di cura in grado di accoglierle davvero.
La ricerca lo dice chiaramente: il rischio aumenta quando più aspetti dell’identità sono sotto stress simultaneamente.
La guarigione è possibile ma partendo dalla storia della persona, non dalla sua diagnosi.
Se hai sempre pensato che le insicurezze del corpo fossero una tua fragilità, ora è necessario allargare lo sguardo.
La comunicazione delle pubblicità, che incontriamo sui social media o che entra nelle conversazioni quotidiane non è casuale.
È un sistema che funziona esattamente così, da decenni.
La tua insicurezza potrebbe dipendere dal fatto che hai vissuto immers* in messaggi costruiti per farti sentire che qualcosa non va.
non c’è ombra nel tuo specchio
che non possa essere luce
nel riflesso di domani
ti basta avere fame
di restare
#fumettoitaliano #fumetti #vignettadelgiorno
Il disturbo alimentare è la voce che commenta ogni momento della giornata.
Un pattern di pensieri e ossessioni che si ripetono, ma che tu puoi interrompere.
Se l’hai riconosciuta o sentita almeno una volta, sappi che non sei solə: puoi prenotare un primo colloquio gratuito per parlare al link in bio 💜
Per anni (e ancora oggi) le donne si sono sentite in dovere di non essere “troppo” quando si trattava di occupare spazio, specialmente in merito al loro corpo.
E ne parliamo oggi, il giorno della Festa della Mamma perché spesso questo riguarda anche le madri. E, anche senza volerlo, questo linguaggio passa di generazione in generazione.
Parlare di rapporto con il corpo significa sempre andare un po’ più in là del semplice cibo.
Vuol dire riflettere su ciò che ci è stato insegnato sull’esistere.
E guarire significa anche questo:
permettersi di occupare spazio, finalmente.
La guarigione non è sempre una rottura netta con il dolore.
Più spesso è un processo meno visibile, fatto di piccoli cambiamenti nelle scelte che fai e nel modo in cui rimani all’interno della paura, senza che questa guidi le tue scelte.
Una piccola guarigione alla volta 💜
Non te ne sei accort* subito.
Molti comportamenti disfunzionali scivolano dentro parole e definizioni che conosci e che ti sembrano giuste.
Parole come disciplina, che che suonano bene e che sembrano persino una forma di cura.
Poi un giorno le guardi diversamente. Capisci che sotto nascondono altro, qualcosa che ti fa male e non ti fa vivere serenamente.
Ma soprattutto capisci che quella che sembrava libertà è diventata una gabbia. E quelle parole non tornano più come prima.
Riconoscerlo non è semplice. A volte fa paura, ma è già qualcosa. È un piccolo passo per uscire da quella gabbia.
Insieme a @comestai_dca , centro dedicato al trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, abbiamo scelto di portare un messaggio importante negli spazi che attraversiamo ogni giorno.
I Disturbi Alimentari non sono un capriccio o una fase di debolezza. Sono esperienze complesse, che riguardano il modo in cui una persona si vede, si sente e si relaziona con sé stessa.
In questi giorni, all'interno di Forum Palermo, trovate le loro locandine: scansionate il QR code per beneficiare del primo colloquio completamente gratuito e di uno sconto speciale per quello successivo, direttamente online.
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