Un anno fa sono morta a causa della Censura di Meta, dopo anni e ad anni di sacrifici. Questa è un’epoca in cui agli artisti viene richiesta disciplina: sui loro corpi e opere, affinché siano comprensibili e accettabili. É stata necessaria una forza titanica per non abbandonare i miei progetti, l’amore e la passione, ma oggi posso dire di essere risorta in una nuova versione di Coma, più consapevole ma al contempo tremendamente arrabbiata. Grazie a tutti coloro che l’hanno permesso, vi voglio bene e vi sarò grata per sempre. Trasformerò la mia rabbia in bellezza, che spero di donarvi tutta quest’anno, “The Show Must Go On”. 🖤
“Cabaret Décadent” è un nuovo progetto fotografico e cinematografico performativo, che utilizza l’immaginario circense come un dispositivo critico per indagare lo sfruttamento dei corpi. Nel tendone del circo, gli animali vengono addestrati a stupire e a rispondere ad una disciplina coercitiva, che ne modifica il movimento e ne neutralizza l’autonomia, trasformandoli in attrazioni.
Il progetto di Liliana ‘Comaecliptic’ stabilisce un parallelismo con il mondo contemporaneo della produzione artistica, in cui anche gli artisti sono sottoposti a forme di regolazione che riguardano corpo e opera, orientate a leggibilità e performance continua. Si afferma così una condizione di iper-performance che tende ad escludere il limite e la fragilità come possibilità legittime. Nel circo di “Cabaret Décadent” compaiono figure archetipiche animali, che mettono in relazione potere, vulnerabilità e sopravvivenza.
Le maschere non nascondono, ma rivelano la dimensione istintiva e animale dell’umano, dissolvendo il confine tra uomo e animale. A fine spettacolo emergono corpi esausti, gesti interrotti e segni di deterioramento, evidenziando il costo fisico della performance. Il progetto diventa così una riflessione sullo spettacolo contemporaneo e sul prezzo che i corpi pagano per mantenerne attiva la macchina visiva.
✍🏻 @stefazito
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Tra controllo e resa
si compie un rito instabile,
sospeso tra confessione e spettacolo.
Il numero si incrina,
il domatore non trattiene,
la scena non protegge.
La frusta segna.
Il costume consacra.
E il cappello resta —
simbolo e condanna,
attivazione che non si può più disfare.
Sotto,
la storia si accumula:
volti, maschere, appunti,
memoria che insiste e non si chiude.
Non c’è salvezza in ciò che si mostra.
Solo esposizione.
Solo materia che resta.
Liliana riconosce.
Coma Ecliptic dispone.
Una raccoglie,
l’altra trasforma.
Non si oppongono —
coincidono nella frattura.
Chiesa e rovina,
palco e reliquiario.
Non si cerca perdono.
Si accetta la trasformazione.
Perché ciò che è stato aperto
non può più richiudersi —
può solo continuare
a mostrarsi.
Art director and Interviewer: @lxren.e
Photographer: @camelbblue
Model, Performer and Stylist: @comaecliptic