Cent’anni fa il Norge sorvolava il Polo Nord per la prima volta. Il dirigibile, progettato da Umberto Nobile prese il volo per il suo lungo viaggio che attraversò il polo nord fino ad atterrare dopo 3 giorni in Alaska, partì proprio da questo pilone, ancora in piedi a Ny-Alesund, nell’arcipelago norvegese delle Svalbard. A bordo c’erano il mitico esploratore norvegese Roald Amudsen, a capo della spedizione, Umberto Nobile, e un equipaggio italiano, norvegese, svedese e statunitense.
Per ricordare Ny-Alesund si sono incontrati il professor Andrea Lenzi, presidente del CNR, Giuliana Panieri, direttrice dell’Istitututo di Scienze Polari, Prof. Brekke, direttrice del @polarinstituttet e molte altre personalità e scienziati italiani e norvegesi.
In questi giorni ricordiamo quell’impresa straordinaria che ha trasformato l’#Artico da confine remoto a laboratorio essenziale per capire il futuro della Terra. Un laboratorio scientifico in cui l’Italia è presente con la @dirigibile.italia in cui si avvicendano team da molte accademie italiane, centri di ricerca e ovviamente il @cnrsocial@cnr_dta
Thanks Stig Mathisen for the nice pics!
100 ANNI FA IL CIELO SOPRA IL POLO NORD
Il 12 maggio 1926, il dirigibile #Norge scriveva una delle pagine più audaci della storia dell’esplorazione: il primo sorvolo documentato del Polo Nord. Al comando di Umberto #Nobile, insieme a Roald #Amundsen e Lincoln Ellsworth, quell’equipaggio non stava solo sfidando i ghiacci, ma stava aprendo le porte a una nuova era di conoscenza scientifica.
Dall’audacia alla scienza
Quell’impresa non rimase isolata. Solo due anni dopo, nel 1928, fu la volta del dirigibile Italia. Nonostante il tragico epilogo della spedizione, quell'evento consolidò il legame indissolubile tra l'Italia e la ricerca polare, trasformando la sfida eroica in una missione di osservazione sistematica dell’ambiente artico.
Una storia che continua con il CNR
Oggi, quella stessa sete di scoperta vive attraverso il lavoro dei ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I nostri ricercatori hanno raccolto l'eredità pionieristica di Nobile e l'hanno portata nel futuro presso la base Dirigibile Italia a Ny-Ålesund, nelle Isole Svalbard.
Perché esplorare, oggi, significa proteggere.
@cnrsocial@cnr_dta
🚢 Ready for a new adventure 🌊 EXTREME26 sets sail!
➡️ The EXTREME26 scientific expedition will depart from Tromsø on 12 May 2026 aboard the research vessel RV Kronprins Haakon for a two-week journey along the Norwegian continental margin 🌊
➡️ With a particular focus on cold seeps and their role in shaping deep-sea ecosystems, the mission aims to deepen understanding of these features within the broader dynamics of the Arctic Ocean and the adjacent seas. The expedition will conclude in Bergen on 25 May, marking a new chapter in cold seep exploration.
🔬EXTREME26 brings together 26 scientists and students from the Institute of Polar Sciences of the National Research Council of Italy, University of Bergen, University of Naples Federico II, and University of Milan-Bicocca, with a strong focus on training the next generation of Arctic researchers.
⚙️A key role will be played by the deep-sea ROV Ægir 6000, collecting samples and high-resolution images from the seafloor of the Norwegian Sea and North Sea 🌊
🚢 From Tromsø to Bergen, follow the Extreme 26 journey!
#EXTREME26 #ArcticScience #ColdSeeps #Methane #DeepSea
At #EGU26, the Horizon Europe Inland Ice Projects: @cryoscopeproject , ICELINK, LIQUIDICE and SNOW-PI came together to discuss research synergies, stronger collaboration, and joint communication strategies across Europe’s cryosphere community.
The discussion focused on building effective project clustering, improving knowledge exchange, and strengthening outreach efforts to better engage EU policymakers in the coming years. A key takeaway: coordinated science communication and collaborative networks will be essential to amplify the impact of cryosphere research in shaping future climate policy.
Thank you for engagement!
Carote di ghiaccio antartiche: dopo 70 anni, risolto l'enigma del #TermometroIsotopico
@cafoscari e @cnr_isp contribuiscono alla ricerca pubblicata su 'Nature Geoscience' che spiega perché la relazione tra isotopi e temperatura varia nello spazio e nel tempo.
Scopri di più nella sezione "News" del portale r.it
ItaliAntartide CNR DTA Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente
𝐋'𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞! 🌊❄️
Dal 17 al 27 aprile i ricercatori CNR-ISP erano nel Kongsfjorden, alle Svalbard, per la 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐒𝐄𝐍𝐒𝐎𝐑𝐒 a calibrare i sensori sottomarini che monitorano temperatura, nitrati, clorofilla e molto altro nelle acque artiche.
Sembra tecnico …e infatti lo è! Però la logica di questa attività è molto semplice: 𝐒𝐞 𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞, 𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚. E quando parliamo di oceano artico, ogni misura è preziosa.
Durante le operazioni, però, l'Artico ha mostrato qualcosa di inatteso per aprile: acqua atlantica che risale in superficie fuori stagione, temperature dell'aria e dell'acqua insolitamente alte, neve che si scioglie prima del previsto.
Segnali piccoli? No!, Segnali importantissimi, se sai come leggerli.
Seguici per saperne di più. 🔬
#SENSORS #Svalbard #ArcticResearch #OceanScience #Kongsfjorden #ClimateChange #ScienzaDelMare #CNR #MarineObserving #CambiamentoClimatico
@ogs_it@cnr_isp@cnrsocial@cnr_dta@kings_bay_as
Meet Andrea Spolaor, one of the key persons behind LIQUIDICE!
As Scientific Coordinator of the project at CNR Istituto di Scienze Polari (ISP-CNR), Andrea plays a central role in guiding research and supporting the overall coordination of LIQUIDICE activities.
His work focuses on uncovering the history of our climate through ice cores 🧊studying how trace elements like iron and halogens interact with snow, atmosphere, and ocean systems. These tiny components reveal big insights, from ocean fertilization processes to the impact of sea ice changes.
Andrea has taken part in numerous expeditions across the Arctic, Antarctica, and alpine regions, contributing to our understanding of aerosols, black carbon, and biogeochemical cycles in polar environments.
From glacier mass balance studies in Svalbard to cutting-edge paleoclimate research, his work helps us better understand how our planet is changing.
Watch the short video to find out what drew him to the project.
#LIQUIDICErs
Pubblicato oggi il nuovo rapporto @copernicusecmwf sullo stato del clima in Europa. Aree polari, ghiacciai, neve particolarmente critici. Ecco perché la ricerca sulla criosfera è oggi più importante che mai.
🇪🇺 L’Europa si conferma il continente che si scalda più velocemente: le temperature aumentano a un ritmo doppio rispetto alla media globale.
Nel 2025, almeno il 95% del territorio ha registrato temperature annuali superiori alla media, segnando un anno di estremi senza precedenti.
🥶 Leggendo il report l'ISP-CNR ha un occhio di riguardo per le regioni fredde del continente. Ecco dunque i punti critici per la criosfera:
La penisola scandinava sub-artica ha vissuto l'ondata di calore più lunga mai registrata, con 21 giorni consecutivi sopra i 30°C oltre il Circolo Polare.
A marzo 2025 la copertura nevosa in Europa era del 31% sotto la media, una perdita di superficie pari a Francia, Italia, Germania, Svizzera e Austria messe insieme.
Tutti i ghiacciai europei hanno subito una perdita netta di massa. L'Islanda che ha registrato il secondo peggior dato della sua storia.
La calotta glaciale della #Groenlandia ha perso 139 miliardi di tonnellate di ghiaccio, ovvero 1,5 volte il volume totale di tutti i ghiacciai delle Alpi.
Attenzione anche a questo: diminuiscono drasticamente i giorni di gelo e il 90% del continente ha vissuto meno giorni di "stress da freddo" rispetto alla norma.
La scomparsa di ghiaccio e #neve riduce l'effetto albedo, e accelera il riscaldamento in un pericoloso circolo vizioso.
📣 Giuliana Panieri, direttrice dell'Istituto dice che “la criosfera non è un tema solo polare ma riguarda invece la sicurezza climatica ed economica dell’Europa. E' il sistema di raffreddamento naturale del pianeta.
Ghiaccio e neve riflettono energia solare e regolano il clima e le nostre risorse di acqua. Meno neve significa meno riserve anche per fiumi, e i fiumi sono importanti per agricoltura ed energia”.
L'ISP osserva l'artico e i #ghiacciai alpini da decenni, dalle Svalbard, alla Groenlandia e fino alle Alpi. È una faticosa raccolta di dati, ma è importante per capire come sta evolvendo il clima.
@cnrsocial@cnr_dta@dirigibile.italia
𝐓𝐡𝐞 𝐀𝐫𝐜𝐭𝐢𝐜 𝐢𝐬 𝐰𝐚𝐫𝐦𝐢𝐧𝐠 𝟒× 𝐟𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐭𝐡𝐚𝐧 𝐭𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐩𝐥𝐚𝐧𝐞𝐭. 🌍❄️
And while the changes are huge, some of the most important clues are almost invisible — tiny particles forming in the atmosphere that influence clouds, temperature, and climate.
INAR researchers are in 𝐍𝐲-𝐀̊𝐥𝐞𝐬𝐮𝐧𝐝 setting up instruments to detect ammonia — a key ingredient in the birth of these particles — for the first time ever in the Arctic.
The timing? Synced with the local bird breeding season. Because 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐝 𝐜𝐡𝐞𝐦𝐢𝐬𝐭𝐫𝐲 𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐧𝐞𝐜𝐭𝐞𝐝 𝐭𝐡𝐚𝐧 𝐲𝐨𝐮'𝐝 𝐭𝐡𝐢𝐧𝐤. 🐦🔬
Follow us to find out what the Arctic's tiniest particles can tell us about the future of our climate.
𝐀𝐫𝐜𝐭𝐢𝐜 𝐍𝐏𝐅 𝐈𝐈𝐈 project is a collaboration with CNR-ISP.
#ArcticNPF #Svalbard #ArcticResearch #ClimateChange #AtmosphericScience #NewParticleFormation #NyAlesund #aerosol
@cnrsocial@cnr_dta@cnr_isp@kings_bay_as@universityofhelsinki
#Antartide: 14 laboratori europei al lavoro sul più completo archivio climatico degli ultimi 1,2 milioni di anni
Il progetto europeo @beyondepica_oldestice ha compiuto un’impresa scientifica e logistica senza precedenti, prelevando da una carota di ghiaccio in Antartide il più completo archivio di informazioni sulla storia del clima e dell’ambiente degli ultimi 1,2 milioni di anni. Nell’ultima campagna, da poco conclusa, sono stati estratti frammenti di roccia e raccolti ulteriori spezzoni di carota a una profondità chiave per le ricerche. Dalle analisi in corso, infatti, sono attesi dati che ci permetteranno di capire la Transizione del Pleistocene Medio, periodo cruciale nell’evoluzione del clima terrestre. Il progetto, guidato dal @cnr_isp , è tra le imprese scientifiche più ambiziose nel campo della paleoclimatologia.
Scopri di più sul nostro sito web (link in bio e nelle stories)
@cnrsocial@eneagenzia@ogs_it@cafoscari@unimib@unifirenze@cnrs@britishantarcticsurvey@mur_gov_
Buona Giornata Mondiale del Pinguino dalle latitudini più estreme! 🧊🐧
Oltre la "simpatia", c’è la scienza. Per i ricercatori del #CNRISP, i pinguini sono fondamentali per comprendere le trasformazioni dell'Antartide.
❄️ Sapevi che...?
Il pinguino di Adelia (Pygoscelis adeliae) è un bioindicatore cruciale: i cambiamenti nel suo successo riproduttivo ci segnalano variazioni repentine nell'estensione del ghiaccio marino e nella catena alimentare.
Oggi non festeggiamo solo un'icona del freddo, ma ribadiamo il nostro impegno nello studio e nella tutela di questi habitat fragili e preziosi. 💙
📸 Qual è la tua specie di pinguino preferita? Scrivicelo nei commenti!
#CNR_ISP #Pinguino #Antarctica #PolarScience #EarthFocus #Scienza #WorldPenguinDay2026 #WildlifeConservation
Ghiaccio nelle grotte: è nascosto nelle grotte d’alta #montagna, non lo vediamo, ed è al buio da secoli (o millenni in alcuni casi). Anche questo sta scomparendo sotto la pressione del cambiamento climatico. Come per i #ghiacciai alpini, stiamo perdendo un archivio fondamentale del #clima.
Nelle immagini di @erreerreci , dell’ @cnr_isp e dell’ @unitrieste , si osserva bene il drastico ritiro del deposito tra il 2014 e il 2025, evidente grazie al segnale giallo posizionato da Colucci dieci anni fa.
Il deposito si trova in una grotta del Monte Leupa, nel massiccio del #Canin, in Friuli Venezia Giulia.
Grazie a una tecnica innovativa di datazione, un team internazionale guidato da Colucci ha stabilito che il ghiaccio si è formato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, alla fine della Piccola Età Glaciale. Un ghiaccio giovane, con una storia legata all’evoluzione del permafrost nelle rocce che ospitano la #grotta.
Lo studio, parte del progetto C3–Caves, Cryosphere and Climate, pubblicato sul Journal of Glaciology, mostra come questi depositi sotterranei siano più che curiosità naturali: sono archivi preziosi della memoria climatica.
Anche questi archivi però stanno scomparendo. La loro perdita non riguarda solo il passato che custodiscono, ma anche il futuro: comprendere l’evoluzione della criosfera significa leggere trasformazioni degli equilibri ambientali e di risorse fondamentali come l’acqua.
Foto di Renato R. Colucci e Giulia Coppetti [@giulicop89 ] (Cover image e foto grotta 2026)
@cnrsocial@cnr_dta