Settembre 2022 vomito sulle pagine schemi e testi su cose di cui non riesco a parlare, per spiegarli alle mie compagne di classe ed insegnanti in mezzo a lacrime e imbarazzo.
Tra Novembre e Gennaio capisco con chi e come romperò i miei banalissimi tabù, e capisco anche che non lo farò mai in modo pulito e ordinato. Maria e le mie maestre mi aiutano ad accettarlo.
Giugno 2023 partorisco la mia prima bestia e le voglio bene ma non la posso più vedere. Do la mia tesi e torno a Milano.
Agosto 2023 sono in Salento, a Vignacastrisi, dove Alessia è nata. Ci incontriamo e mi chiede di mandarle il fumetto. Le dico che lo farò dopo averlo tradotto dall'inglese all'italiano.
Novembre 2023 le mando il fumetto, non tradotto. Non posso ancora vederlo.
Ad Alessia piace molto lo stesso, e piace anche alle sue superiori. Firmo un contratto, e ora ho un'agente.
Febbraio 2024, firmo un altro contratto, ed è con una casa editrice in cui non avevo neanche voluto sperare. Sfoglio i loro fumetti sui miei scaffali di casa e in libreria, e mi chiedo come sia possibile.
Il fumetto gli piace. Va un po' rifinito. Voglio rifinirlo. Ci diamo un anno.
(fast forward oltre un sacco di sbatti, amore e vita)
Marzo 2025: dopo una sostenibilissima corsa contro il tempo (durante la quale divento una cosa sola con la fantastica correttrice di bozze), la creatura, più bella e completa di prima, torna in stampa.
Ad Aprile (il 3!!!) partorisco di nuovo, e provo ansia ed euforia come se mi si stessero per rompere le acque (permettetemi la metafora). Aspetto il sollievo ma non ci conto.
In una delle lezioni del corso a Bruxelles, le prof ci hanno chiesto di trovare la motivazione per ciò che stavamo creando. Io e molt* compagn* rispondemmo "therapy". Due anni dopo il percorso si conclude, e io mi sento davvero un po' guarita.
Vomitare sulla carta alleggerisce, ma condividerlo, e poi parlarne, sentire storie simili, ritrovarsi nell'altr*, guarisce.
((Boh ho sorvolato molto ma magari racconterò altro più avanti, mi cringiano i discorsoni sui social, anche perché scrivo meglio nei balloon, ma volevo condividere un po' il percorso e senza disegni ci metto meno.))
Some snippets of my comic. Finally started scanning, and I'm again twelfth-guessing myself, but telling my brain to shut up. At least it looks cute I guess lol
(And no I will not color it)
[Spoiler da un progettino in arrivo]
Buona festa della Liberazione 🌹❤️
Tutti i giorni resistenza e desiderio per un presente libero da ogni oppressione.
Palestina libera, confini liberi, liber3 tutt3.
Giovedì 23 aprile alle 19.00 ospiteremo il primo appuntamento di Voci di Carta,
rassegna sulla scrittura delle donne tra letteratura, graphic novel e laboratori, realizzata da donne per bergamo, in collaborazione con il sistema bibliotecario urbano e curata da yeptalks.
Si comincia con Cleo Bissong (taggala) e la sua graphic novel “Ma di che cosa stiamo parlando” e con la creazione di una fanzine collettiva.
Il programma completo è in locandina 👆
Oggi mi trovate al @bricolafestival presso la Casa dei Giuochi in Villa San Giovanni! Potrete collezionare Crisis, la carta da gioco fatta ad hoc in un momento veramente sbatti! Venite a supportare la mia crisi esistenziale e il mio consumo di spritz veramente forti presso il bar! Tante nuove stampine ristampe e una (1) nuova fanza ✨️
Dallo psicologo piango gli ultimi 20 minuti, gli faccio "scusa è il preciclo", lui, wokely, mi dice che con l'inizio della primavera e il cambio di stagione è comune provare sbalzi a livello emotivo. Gli dico che lo so. Appena arrivata al lavoro inizio a mestruare. Il mio collega è preso peggio di me ma ci tengo a dimostrargli perché sto peggio io. Seguono le infografiche di cui sopra.
Manca il foglietto in cui faccio una cronologia della situazione generale fuori dal mio corpo e di quella nella mia testa, ma solo quella del mio corpo secondo me è bella complicata.
Chiudiamo l’edizione di quest’anno con l’intervista a @leila.belmoh , giornalista freelance esperta di migrazioni, diritti umani e geopolitica dell’Africa e del Sud-Ovest asiatico.
Abbiamo parlato di come usare i social per fare informazione, dell’intreccio tra geopolitica e tecnologia e della necessità di decolonizzare il linguaggio giornalistico, soprattutto quando raccontiamo l’Africa e le persone con background migratorio.
Leila ci ha consigliato tanti libri, e anche noi vi abbiamo lasciato qualche progetto da scoprire.
Come sempre trovate la newsletter completa al link in bio.
Le grafiche sono di @cleofacose .
A InnovaComiX abbiamo incontrato Cleo Bissong, autrice di Ma siamo ancora qui a parlarne?, un’opera che alterna confessione personale e riflessione collettiva su corpo, desiderio e vergogna.
Nel suo libro l’intimità non è mai gratuita: è uno spazio politico, emotivo, condiviso. Le abbiamo chiesto come decide cosa mostrare in modo diretto e cosa invece affidare alle metafore visive. Quanto è sottile il confine tra esposizione e protezione?
E poi il segno: immediato, quasi diaristico. Quanto è importante mantenere quella spontaneità grafica quando si affrontano temi così delicati? È una scelta stilistica o un atto di onestà?
Il fumetto può ancora essere uno spazio di autocoscienza collettiva?
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