Nang’et nu sciuec di furtun
2025
Bocce incise, legno, alluminio
/La Terra degli altri a cura di Sara Maggioni
@sara.maggioni e Giovanni Giacomo Paolin
Ex-Convento di San Domenico
Ceglie Messapica BR
Nang’et nu sciuec di furtun osserva lo spazio fisico e relazionale del campo da gioco della bocciofila di Ceglie Messapica.
Nei primi anni Duemila, il tentativo di istituzionalizzare la bocciofila si rivelò fallimentare, tanto da non essere mai stata realmente utilizzata. Il gioco continuò così a svilupparsi attraverso canali informali.
Lo spazio venne successivamente dislocato e costruito dagli stessi giocatori, trasformandosi in un luogo dal carattere spontaneo e sovversivo.
La fortuna, determinata dal caso, si contrappone all’abilità dei giocatori, maturata grazie alla loro assidua frequentazione di questo spazio d’incontro e di scambio.
Il progetto si compone da due gruppi da quattro bocce ciascuno, sulle quali sono incise frasi tratte dai giocatori durante il gioco e da dialoghi avuti con loro. Le bocce si fanno così portatrici delle loro voci, vestendosi delle loro stesse parole. Tra le frasi inscritte troviamo: Nang’et nu sciuec di furtun, Non è un gioco di fortuna; A cì trimend savà sta zitt, Il gioco nostro è in silenzio; Ma aquà ste nu sacc di muine, Ma qui c’è un gran vociare; Attenzion cà accussì ti uast le scarp, Attento che ti guasto le scarpe; Quann pone ù sole mà spiccià di sciucà, Con il tramonto vado via.
foto 1,2 di Eugenio Schirone
@_eugenioschirone_
foto 3,4,5 di Francesco Fochi
@frafochifatui
Il progetto è stato realizzato durante la residenza Transiti - Esercizi di semantica territoriale, organizzata da Studio Concereto
@studio.concreto e sostenuto da Puglia Culture
@pugliaculture_regionalprojects e Politiche Giovanili Puglia
@politichegiovanili_puglia , nell’ambito della rete Galattica - Giovani Puglia - Residenze artistiche di arte contemporanea 2025 in Puglia. La realizzazione è stata possibile grazie al Comune di Ceglie Messapica, il Comune di Mesagne e Casarmonica Aps
@casarmonica_aps , e grazie al patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e dell’Accademia di Belle Arti di Foggia.