X modi per smacchiare una moquette nasce come un esperimento di collettività, una pratica in cui ogni performer si confronta con eredità, nostalgia e dimenticanza incarnando l’oggetto domestico, l’abito e la postura come dispositivi performativi. Il passato affiora nell’attrito tra la materia del corpo e i fossili del vissuto, in un habitat instabile dove audience e performer, presenze animate e non, archivi e repertori si contaminano a vicenda, aprendosi alle relazioni impreviste. Ne deriva un tentativo dichiaratamente fallimentare di scrivere un manuale per sciogliere i nodi del proprio vissuto: tamponare le macchie senza farle espandere, riscrivere posture e tessere insieme nuove alleanze multispecie.
Ringraziamo @panterastudio , che, contro le logiche prestazionali e competitive, ha scelto di aprire lo spazio alla performance nella sua dimensione processuale e condivisa.
Di:
@frebarald@boicottalorenzo@issima01@catilanza@beatricecaudullo@amanibarelyknew@cataricammello@lauramiolioli@el.hlea@lucaamaino
Styling : @ashstronz
Foto di : @isabellacasiraghi_
X modi per smacchiare una moquette nasce come un esperimento di collettività, una pratica in cui ogni performer si confronta con eredità, nostalgia e dimenticanza incarnando l’oggetto domestico, l’abito e la postura come dispositivi performativi. Il passato affiora nell’attrito tra la materia del corpo e i fossili del vissuto, in un habitat instabile dove audience e performer, presenze animate e non, archivi e repertori si contaminano a vicenda, aprendosi alle relazioni impreviste. Ne deriva un tentativo dichiaratamente fallimentare di scrivere un manuale per sciogliere i nodi del proprio vissuto: tamponare le macchie senza farle espandere, riscrivere posture e tessere insieme nuove alleanze multispecie.
Grazie a tutte le artiste che ci hanno regalato la possibilità di ospitare un’esperienza così forte e sentita, rendendo questo open studio uno spazio di ricerca artistica e condivisione.
@catilanza@boicottalorenzo@lucaamaino@beatricecaudullo@el.hlea@cecilia.crm@ashstronz@lauramiolioli@issima01@ctaina@frebarald@amanibarelyknew@eduonismo
Foto di @isabellacasiraghi_
X modi per smacchiare una moquette
Una nuova indagine che nasce sulla scia del progetto Corpomemoria di Caterina Lanza, artista visiva e performer.
Da quella che era una performance tattile trasportata in valigia, dove gli oggetti domestici e le loro narrazioni diventavano il fulcro di un processo di decostruzione sui modi di
abitare una spazialità e le sue posture, X modi per smacchiare una moquette si apre oggi a una dimensione collettiva e co-autoriale.
Il progetto, in dialogo con le performer e artistə visivə Caterina Antonini, Francesco Barald, Lorenzo Cau, Beatrice Caudullo, Alice Dal Molin, Trevor Louw, Luca Maino, Laura Mioli ed Elea
Mitrano, fa emergere un’estetica seducente che nasconde delle insidie: tensioni annidate proprio nelle pieghe tra rabbia e nostalgia.
Dieci performer, dieci corpi amici, vivono lo spazio di Pantera Studio muovendosi in un intimo
paesaggio, all’interno del quale avviene un dialogo tra corpi e detriti di memoria.
Ci vediamo mercoledì 18 marzo in via Ventura 3
la performance avrà inizio alle 19.00
( per accedere all’evento bisogna essere soci di Pantera Studio —-> link in bio 🐆💫)
costume cat: Alessia Lattanzio e Caterina Lanza
Styling: Laura De Boni
Locandina: Cecilia Carmine
Testi: Valentina Duó
Images from my performance ᴛʀᴀ ʟᴇ ᴅᴜɴᴇ
in @zonakmilano curated by @marcellavanzo as part of The Moment art now school of Performance.
ᴛʀᴀ ʟᴇ ᴅᴜɴᴇ è un desiderio architettonico trasportato in valigia, una performance tattile, un dialogo tra pelle, texture e superfici, o super - facce.
Il corpo invita a far parte di un processo di decostruzione sui modi di abitare una spazialità, quella della memoria di vecchi oggetti e sul loro essere concepiti per un non - uso, sconfinando da questi limiti tra ipotesi di postura e desideri collettivi, da assumere in un paesaggio intimo, e pubblico. ᴛʀᴀ ʟᴇ ᴅᴜɴᴇ is an architectural desire carried in a suitcase, a tactile performance, a dialogue between skin, textures, and surfaces, or super-faces. The body invites participation in a process of deconstruction of the ways of inhabiting a spatiality, that of the memory of old objects and their being conceived for non-use, overflowing these limits between hypotheses of posture and collective desires, to be assumed in an intimate and public landscape.
Thanks also to @lollocat@teatrokim@me_polly_me@marina_buzz@muratorealice for being part of this journey with me and for laughing loudly and suddenly, together.
Thanks also to @alelaatt for thinking and creating this costume - tent together.
And also to @filippo_romanophoto for these punctual images.
And, in the end, to Induno Olona, forever a part of me.
🖇️🤍
Esplorazione performativa e tessile di come le memorie e le esperienze corporee, i gesti, possano essere mappate nello spazio, di come il corpo stesso "mappi" in relazione all'ambiente circostante e ai suoi oggetti.
Performative and textile exploration of how memories and bodily experiences, gestures, can be mapped in space, of how the body itself 'maps' in relation to the surrounding environment and its objects.
Foto del laboratorio Corpomemoria condotto da me, @teatrokim , @me_polly_me e Massimiliano Scabeni a Sant’Omobono Terme (Bergamo) e della residenza a @humananatura_festival .
È stato bellissimo.
Grazie💨🌱
Images from my performance ᴛʀᴀ ʟᴇ ᴅᴜɴᴇ
in @zonakmilano curated by @marcellavanzo as part of The Momentary now school of Performance.
ᴛʀᴀ ʟᴇ ᴅᴜɴᴇ è un desiderio architettonico trasportato in valigia, una performance tattile, un dialogo tra pelle, texture e superfici, o super - facce.
Il corpo invita a far parte di un processo di decostruzione sui modi di abitare una spazialità, quella della memoria di vecchi oggetti e sul loro essere concepiti per un non - uso, sconfinando da questi limiti tra ipotesi di postura e desideri collettivi, da assumere in un paesaggio intimo, e pubblico. ᴛʀᴀ ʟᴇ ᴅᴜɴᴇ is an architectural desire carried in a suitcase, a tactile performance, a dialogue between skin, textures, and surfaces, or super-faces. The body invites participation in a process of deconstruction of the ways of inhabiting a spatiality, that of the memory of old objects and their being conceived for non-use, overflowing these limits between hypotheses of posture and collective desires, to be assumed in an intimate and public landscape.
Thanks also to @lollocat@teatrokim@me_polly_me@marina_buzz@muratorealice for being part of this journey with me and for laughing loudly and suddenly, together.
Thanks also to @alelaatt for thinking and creating this costume - tent together.
And also to @filippo_romanophoto for these punctual images.
And, in the end, to Induno Olona, forever a part of me.
🖇️🤍
Youcanringmybell è un laboratorio di produzione di oggetti editoriali e una chiamata a un momento di progettazione collettiva.
Il workshop propone un’indagine visiva e tattile del tessuto urbano delle città, con particolare focus sul tema dello spazio pulsante e sulle architetture della chiamata, che attivano dinamiche e posture di stimolo, ricezione, ascolto, contatto, contrasto.
Si rintracciano nel tessuto della città erosioni, orpelli, grafismi, rilievi e incavi, pieni e vuoti: una raccolta di spazi, strutture e dispositivi pulsanti — letterali, strutturali, metaforici, sentimentali — per la composizione di uno storytelling e un mini booklet portabile e portatile, in cui corpo, carta e texture urbana coincidono con l’oggetto editoriale / accessorio.
Il workshop è ospitato da @nusca_festival e @awai_associazione il 24 e 25 maggio (Venezia), e si svolge in due sessioni dalle 15.30 alle 19.
Per info e registrazione vai al link in bio :)