C’è qualcosa di nordico e insieme di mediterraneo nello sguardo di Caterina Ferioli. Forse è la traccia della sua Bologna, città densa e stratificata, dove tutto ha avuto inizio. «Facevo la modella, fui notata, ma un giorno mi sono iscritta a un corso di recitazione. Non sapevo che quella scelta avrebbe cambiato la mia vita». A diciannove anni lascia l’Emilia per Milano, poi Roma.
Da lì comincia una traiettoria insolita: dalla moda al cinema, dalla posa al gesto. Tutto si concretizza con il debutto ne Il fabbricante di lacrime, film Netflix tratto dal bestseller di Erin Doom, dove Ferioli è la protagonista.
La sua figura cresce nel tempo: un viso pulito, un’intelligenza sobria e la capacità di non farsi divorare dall’immagine. Dopo il debutto cinematografico, l’abbiamo vista in Belcanto, serie tv con Vittoria Puccini ambientata nell’Ottocento musicale.
Oggi Caterina si divide tra nuovi set e il desiderio di passare al cinema d’autore. «Ho fatto qualche corto, ma adesso ho voglia di fare cinema», tiene a precisare. L’ultimo progetto è stato Noi del Rione Sanità, produzione Rai ispirata all’esperienza di don Antonio Loffredo. «Ho interpretato Caterina, una ragazza con molta rabbia. Il rione l’aiuta a cambiare».
Quando le si chiede cosa voglia comunicare al pubblico nei prossimi anni, ci risponde senza esitazione: «Vorrei che il pubblico mi vedesse come qualcuno che fa domande prima che risposte. L’attrice non è un oggetto da guardare, ma un soggetto che guarda». «Essere attore – conclude – non vuol dire essere visti, ma essere sentiti».
Caterina Ferioli è protagonista della Digital Cover della settimana e dell’ultimo numero di NEXT GEN
Trovi il servizio completo al link in bio
Credits
EIC @federicopoletti@giuliacangia9
Interview @gifantasia
Producer @martinaperarooo
Art Direction @pianob.studio
Photographer @elena.maggiulli
Stylist @emanuelacintistylist
Make-up by @revlonitalia
Hair by @revlonprofessional_it
Videomaker @ilariamainstream
Photographer Assistant @claudiainterlandi
Stylist Assistant @giulia_chiatroni
Location @sixsensesrome
ho capito un sacco di cose durante i quarantasette mesi che hanno composto il 2025. Ho viaggiato tanto, ho fatto il passaporto, ho tagliato 45 cm di capelli e mi sono vista bruttissima e poi bellissima, ho capito che dissolversi non è okay e sono migliorata, ho capito che la depressione non è un chihuahua ma più un pastore tedesco, ho capito che sono amata, ho capito che amo fortissimo, ho capito che alla fine ho fatto molto di più rispetto a tutto quello che “avrei dovuto” fare, ho capito quanto è difficile annaffiare tutte le piante senza farne appassire nessuna, ho capito quanto è facile chiedere scusa (e forse un po’ egoista), ho capito che in realtà la solitudine mi piace e che però non sono mai sola, ho capito che non è un problema sentirsi indietro, essere fermi, pensare che sia la fine del mondo. ho capito perché si usa la parola “necessario” , ho capito perché ci viene detto di “stare”, ho capito che non è una corsa a ostacoli (no corsa solo ostacoli), ho capito che sono circondata dalle persone giuste, ho capito che però non tutti sono fatti per circondarti per sempre, ho capito che non si può piacere a tutti, ho capito che le cose hanno una data di scadenza, ho capito che sono grande e non mi va. Qualcuno mi ha detto di leggere Leopardi, due persone mi hanno consigliato Sartre, un sacco di persone mi hanno detto di lasciare andare e posso dire che avevate tutti ragione, minchia.
Il nuovo numero cartaceo di NEXT GEN Magazine è ora in edicola.
Un’edizione speciale tutta da collezionare incentrata sul cinema, sulla musica, sulla moda, con un focus esclusivo dedicato al mondo del beauty e al mondo dei creativi.
Il tema che attraversa tutto il numero è “Algorithm” e parte dalla consapevolezza che viviamo in un’epoca di collisione tra analogico e digitale, umano e artificiale, dove ci si interroga su che cosa resta davvero umano quando l’immaginazione può essere replicata all’infinito.
Protagonisti della prima Cover Story di questo numero sono gli attori Francesca Colucci, appena uscita su Netflix con la serie tv Mrs. Playmen, Caterina Ferioli, reduce da Belcanto e Noi del Rione Sanità, e Federico Russo, che torna nel 2026 con I Cesaroni.
Credits
EIC @federicopoletti@giuliacangia9
Producer @martinaperarooo
Photographer @ericafava - @muroproductions
Stylist @stefaniasciortino
Make-up by @revlonitalia@jasminedebellamakeup
Hair by @revlonprofessional_it & Dana Guglielmi per @luigi_alesi
Photographer Assistant @carolinasmolec - @muroproductions
Post-production @angela.graphic - @muroproductions
Stylist Assistant Maria Luisa Palmisano
Location @editionrome
Per info: [email protected]
🇮🇹/🇬🇧
In questo episodio di Confessions, Caterina Ferioli si racconta tra cinema, identità e bellezza autentica. Cresciuta a Bologna e formatasi tra Milano e Roma, è oggi uno dei volti più promettenti del nuovo cinema italiano. Dal successo de Il fabbricante di lacrime alle serie Belcanto e Noi del rione Sanità, traccia un percorso fatto di studio, curiosità e determinazione. Quale ruolo dell’attrice è il tuo preferito? Faccelo sapere nei commenti.
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In this episode of Confessions, Caterina Ferioli opens up about cinema, identity, and authentic beauty. Raised in Bologna and trained between Milan and Rome, she is now one of the most promising faces of the new Italian cinema. From the success of The Tearsmith to the series Belcanto and Noi del rione Sanità, she traces a path built on study, curiosity, and determination. Which of her roles is your favorite? Let us know in the comments.
📹: @satanasofia
Interview: @pinkspacedude
Mimmo e Caterina, due anime diverse, ma destinate a riconoscersi in ogni sguardo e… in ogni nota. 🎶
🎵 Acqua e Fuoco
Un brano intenso, reso ancora più potente dalla voce di @thereallucariello , che ne cattura ogni sfumatura.
✍️ Scritto da Luca Caiazzo e @lellosavonardo
NOI DEL RIONE SANITÀ di @lucaminiero , giovedì 30 ottobre in prima serata su @rai1official e @raiplay_official 💙
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