In questo libro c’è una frase che viene pronunciata di continuo da un personaggio secondario e grottesco, uno scrittore che fa di questa sorta di massima la sua cifra stilistica, insieme a un cappello nero a tesa larga che indossa giorno e notte e che a sua insaputa gli fa puzzare i capelli. “La letteratura deve essere atroce” è il mantra che al momento opportuno viene sfoggiato da quest’omuncolo per fare colpo, un aforisma che però sortisce l’effetto opposto di quello sperato, rendendolo ancora più ridicolo di quanto non faccia già il suo cappello. Perché è una frase fatta, trita e ritrita, che puzza di stantio. Ma non per questo è meno vera. La letteratura deve essere atroce, è banale ma è vero, e Non scrivere di me è un libro atroce. Racconta una storia di cui purtroppo leggiamo tutti i giorni, e lo fa attraverso la lente della letteratura, in modo a tratti irricevibile. Ed è proprio questo che lo rende così bello.
#veronicaraimo #nonscriveredime
Chi mi conosce lo sa: in cucina faccio schifo. Me la cavo meglio a mangiare. E se c’è qualcosa che fin da bambina ho sempre mangiato – a colazione, pranzo e cena – sono i libri. In tutte le fasi della mia vita, i libri mi hanno nutrita e tenuta in salute, dandomi quello di cui avevo bisogno, saziando ogni mio appetito e facendomi crescere, commuovere e godere forse anche più del cibo vero. Ecco perché la cosa piccola ma buona che mi è capitata con questo ricettario milanese firmato @giulioperroneditore la devo più ai libri che alla mia esperienza culinaria, ma a dirla tutta la devo solo e per sempre a @dioniele che a luglio mi ha chiamata per far parte della raccolta e mi ha detto che il fatto che non ne capissi niente di cibo era irrilevante. Ravioli Pechino è il racconto che ho scritto, il primo che trova spazio in un libro. Dentro c’è: un piatto per cui vado matta, la città in cui sono nata e che amo, e che odio, un posto del cuore che vi invito a provare (mille grazie a @zilviavittoria per avermelo fatto scoprire, qualche anno fa) e infine una coppia che non esiste, ma che spero possa contenere qualcosa di vero lo stesso. Lascio tutto a voi. Per me tengo solo la speranza che questo sia un antipasto, perché di fame qui ce n’è ancora. 🥟💌
#ricettariomilanese #giulioperroneeditore
Un film tratto da un racconto di Stephen King di cui non conoscevo l’esistenza. Tre atti. Neanche due ore davanti alla tv. Lacrime infinite.
“What he will remember, occasionally, is how he stopped and dropped his briefcase and began to move his hips to the beat of the drums. And he will think that is why God made the world. Just that.” The Life of Chuck
#thelifeofchuck #stephenking