‘Non ho fatto nulla per tutta l’estate, se non aspettare di tornare ad essere di nuovo me stessa’ è la nuova mostra personale di Caterina Gobbi
@sixzeroeighteightone , ora in corso da Bunkervik, con un testo di Johanna Hardt
@j00ha
[…] “Per tutta l’estate” evoca quei periodi di tempo che sembrano sospesi, interminabili, come se il ritmo abituale della vita si fosse attenuato.
L’estate spesso dilata la nostra percezione della durata: il caldo rallenta il corpo, le abitudini si allentano e i giorni si confondono l’uno nell’altro. Il tempo diventa al contempo abbondante e indistinto. In questo senso, l’espressione non indica solo una misura temporale, ma un’esperienza di attesa. La guarigione, suggerisce, richiede tempo e quiete. E il ritorno all’arte può essere parte del ritorno a se stessi. Si può sostenere che tutte le opere d’arte siano, in un modo o nell’altro, una rappresentazione del corpo e quindi un’estensione della forma umana, dell’esperienza personale e della posizione soggettiva. Per Caterina Gobbi, formatasi in performance, il corpo ha a lungo rappresentato il suo principale mezzo artistico. Negli ultimi anni, tuttavia, e in modo decisivo nelle opere qui presentate e in quelle nuove che saranno esposte nella sua prossima mostra personale alla Red Lab Gallery di Milano, Gobbi si è allontanata dalla presenza immediata e vissuta del corpo per rivolgersi alle sue tracce e impressioni. Un’impressione nasce, in ultima analisi, da un punto di contatto. Un’interazione. Una superficie contro un’altra. Le tracce che rimangono, siano esse suoni effimeri o segni impressi sulla materia, rimandano a una forma diversa di performatività: una performatività residua e gestuale, che allude a ciò che è stato e a ciò che potrebbe ancora diventare. […] “
Foto
@zoe.speziale
29.04 – 15.06.2026
Via Odorici 6B, Brescia.
Ingresso libero previa prenotazione tramite link in bio sulla pagina
@bunkervik