Da LUCERNARIO in via Gian Francesco Pizzi, a Milano, il 19 maggio alle ore 18 si terrà l’opening di “MIO TUO SUO NOSTRO VOSTRO LORO", primo appuntamento del ciclo "THE CIRCUS OF DRAWINGS" che avrà come filo conduttore il disegno: forma di conoscenza ed espressione originaria, pensiero visivo, genesi, progetto, bozza, appunto, segno instabile ma fisso.
Incredibilmente, in mezzo a persone decisamente più degne, ci sarà anche una mia opera, a metà tra fotografia e disegno.
Grazie di cuore a @massimopugliese_ per la chiamata.
Accorrete numerosi.
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LUCERNARIO, creatura di Massimo Pugliese, è uno studio, un salotto, una cucina, una camera da letto, e d'ora in poi anche spazio espositivo sperimentale. Un luogo di incontro e dialogo libero dove la ricerca artistica "abita" la quotidianità.
#TALK - Due pomeriggi dedicati ai libri fotografici, con presentazioni editoriali a cura di @bibiportoghese
9 MAGGIO
H16 | Michele Lapini presenta "Sovversivi e Sovversive" a cura di Francesca Delneri, Valentina Gabusi e Michele Lapini, edito da Pendragon
H17 | Serena Radicioli presenta "Non sei più tornato", menzione speciale del Premio Marco Bastianelli 2025 per la categoria libri autoprodotti
10 MAGGIO
H16| Giorgio Barbetta e Fabrizio Scrivano presentano "Selfie con intrusi" di Giorgio Barbetta
H17 | Leonardo Galanti e Claudio Corrivetti presentano "Attenzione bambini liberi" di Leonardo Galanti, edito da Postcart Edizioni
INCONTRI VISIVI
📅 9 - 10 MAGGIO
📍Villaggio Globale, Ex Mattatoio di Roma
(Largo Dino Frisullo)
Ingresso libero
ASSEDIO - Cartoline brianzole
32 + 2 cartoline postali 15x10 cm in cofanetto.
«La vita urbana ha sempre avuto la tendenza a produrre una visione sentimentale della natura, considerata alla stregua di un giardino, una veduta inquadrata da una finestra, o un’arena di libertà. Contadini, marinai, nomadi sanno come stanno le cose. La natura è energia e lotta. È ciò che esiste senza promettere nulla. Se può essere vista come un’arena o uno scenario, deve essere vista come un territorio che si presta tanto al male quanto al bene. La sua energia è spaventosamente indifferente. La prima necessità della vita è un riparo. Un riparo contro la natura. La prima preghiera è una richiesta di protezione. Il primo segno di vita è il dolore (...) L’arte è una risposta organizzata a ciò che la natura ci permette di intravedere di tanto in tanto. L’arte vuole che il riconoscimento potenziale diventi incessante. Afferma l’uomo nella speranza di ricevere una risposta più certa… L’aspetto trascendentale dell’arte è sempre una forma di preghiera».
Tratto da: John Berger, da "Perché guardiamo gli animali".
Tutte le foto sono state scattate a Desio, (MB) negli anni 2017-2018.
ALTRE INFO SUL SITO
Ultimo arrivato: "Stent"
Un incubo ospedaliero molto colorato.
32 pagine, stampa su carta fedrigoni x-per 100-200
Anche questo piccolino sarà in visione e in vendita a @theartchaptermilano
Da venerdì 23 a domenica 25 gennaio a @base_milano
Orari:
venerdì ore 18-21
Sabato ore 11-21
Domenica ore 11-19
In arrivo tra un po':
LA CONFUSIONE DELLE LINGUE
Catalogo ragionato degli indizi e dei misteri
"Ogni volta che guardi il contenuto, mandi sullo sfondo ciò che lo rende possibile e lo incornicia: il supporto, lo strumento, il metodo.
Ma il margine della visione è ciò che ti descrive più propriamente, è la tua auto-bio-grafia.
In questo lavoro, tra finzioni e documenti verosimili, giro il cannocchiale al contrario e osservo lo strumento come se fosse il suo soggetto, perché chi lo guarda si perda nel labirinto della visione".
100 pagine, fotografie e testi di Giorgio Barbetta, art direction di @saramon
“One Man Shot. Manuale di autointerpretazione fotografica”, 2025.
Testi e fotografie di Giorgio Barbetta.
“One man shot. Manuale di autointerpretazione fotografica” è un libro d’artista in tiratura limitata che, simulando un manuale o un saggio sulla fotografia, mostra "in vitro" il rapporto simbiotico tra immagine fotografica e linguaggio verbale, sullo sfondo di una biografia personale appena accennata.
È perfetto per disimparare la fotografia o almeno per farsi venire dei dubbi.
"One man Shot" è il terzo capitolo di una ricerca iniziata con la raccolta "Fotoromanzi" (2017-2021) e proseguito con il libro e l’installazione "Sono sempre stato qui" (2020). Se nel primo capitolo si mostrava come la nostra visione sia parziale e legata alla proliferazione di elementi testuali e immaginativi, e nel secondo capitolo su come sia possibile “vedere” immagini solo proiettando su di esse ciò che siamo, in “One man shot” si prova a rivelare “cosa vogliono dire veramente le immagini”, cioè cosa dicono di noi, involontariamente. O per meglio dire: cosa dicono di me. I testi di taglio saggistico con cui le fotografie dialogano, infatti, sviluppano in realtà un tessuto sotterraneo in cui si affacciano in controluce le sindromi, i tic, i deliri concettuali dell’autore, di volta in volta rispecchiati nel testo visivo di cui simulano una minuziosa descrizione.
Mentre immagini e linguaggio verbale rivelano oggi, con l’AI generativa, il loro rapporto di gemelli siamesi separati alla nascita, “One man shot” prova a svolgere il tema al contrario, risalendo dall’immagine a un impossibile prompt, così che tutto sia come non sembra.
NOTE TECNICHE
Liberamente ispirato a: René Magritte, The Palace of Curtains, III, Parigi, 1928-29.
Testi e fotografie di Giorgio Barbetta.
Tavole originali tratte da: Andreas Feininger, Light and Lighting in Photography, New York, 1976
56 pagine, 16,5 x 23,5 cm. carta Fedrigoni x-per 100-200.
Info: /one-man-shot
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