Friday, 20th of February, I’m here with David.
Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di parlare in chiamata con @santandave , forse il mio rapper preferito.
Con la voce roca — la sua, che stava preparando il tour inglese e la mia, un po’ rotta dallo stupore di parlare con uno su cui ho passato mesi a ossessionarmi sui significati di ogni album e ogni brano.
Non ricordava quasi che il video di uno dei suoi primi pezzi fosse girato a Venezia. Ricordavo io che il giorno in cui ha fatto cantare “Thiago Silva” a un ragazzo dal pubblico a Glastonbury io andavo a un funerale. Abbiamo parlato di Jim Legxacy e di qualche rapper italiano che ascolta.
Mi ero scritto una nota con le domande che gli avrei voluto fare, temi a cui forse cercavo una risposta — e non le ho guardate mai. Perché alla fine ho pensato che questa chiacchierata in qualche modo rappresenta anche la fine di una fase, e l’inizio di un’altra, non so.
Senza strafare, godendomi quello che succedeva, come lo diceva e quello che sopratutto non diceva, pensavo da nerd della sua musica, quasi di saperne più di lui.
Esce venerdì, scritta su esse.